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La Cia contro Silvetti «Verificheremo la gestione e le spese» 

La Cia contro Silvetti «Verificheremo la gestione e le spese» 

Castelnovo, gli agricoltori replicano all’ex presidente di Atc «La cifra di 716 mila euro per l’agricoltura è sovrastimata»

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CASTELNOVO MONTI. Nell’ultima assemblea in cui aveva annunciato la scelta di farsi da parte il presidente dimissionario dell’Atc 4 Montagna, Ferruccio Silvetti, si era tolto qualche sassolino dalla scarpa. Al suo sfogo ora torna a rispondere la Confederazione italiani agricoltori (Cia) di Reggio Emilia. L’associazione agricola, già prima delle dimissioni, aveva espresso critiche piuttosto dure sull’operato di Silvetti. Ora a intervenire è Francesco Zambonini, responsabile Cia per le attività venatorie.
«Niente da dire sulla persona – afferma Zambonini – ma sul suo operato abbiamo espresso critiche a più riprese. Con gli altri Atc abbiamo un rapporto positivo e buona collaborazione, come dimostra ad esempio la gestione del problema delle nutrie. Ci sembra un giochetto dialettico il mettere in dubbio la nostra posizione in rapporto con le aziende associate, peraltro le nostre prese di posizione sono state più volte discusse in riunioni con gli agricoltori».
Quanto ai piani di controllo, aggiunge: «La nostra critica riguarda una gestione non proprio esemplare, anzi deficitaria, che compete all’Atc, non tanto ad altri enti che pure approvano i piani stessi. Nell’annata 2016, ad esempio, il piano di controllo dei cinghiali ha portato all’abbattimento di poche unità rispetto al numero assegnato, e questo significa, se il piano non è attuato in modo efficace, maggiori danni alle coltivazioni».
Prosegue Zambonini: «Una cosa che ci è parsa poco delicata è la chiamata di correo che Silvetti ha fatto per il flop del progetto sulle strade interpoderali e vicinali perché l’Unione del comuni non doveva attuarlo e perché il commissariamento del Consorzio di bonifica non ne ha per niente paralizzato l’attività. Ribadiamo che a nostro giudizio il progetto non era fattibile, così come era generico e non fattibile quanto previsto nell’assemblea dello scorso anno».
L’attacco prosegue sulle spese: «Per le affermazioni su quanto speso, in particolare i 716 mila euro per danni al settore agricolo, la cifra ci pare sovrastimata – continua Zambonini –. I nostri rappresentanti chiederanno l’accesso agli atti per verificare se quanto affermato corrisponde alla realtà. Quanto all’adozione del reparto di urologia, lo stesso ex presidente ammette che ci sono state critiche da parte della Regione, oltre al voto contrario dei nostri rappresentanti. La Regione vuole ovviamente essere in regola anche in caso di controllo della Corte dei conti, e le leggi sulla caccia non sono un’opinione».
«È chiaro perciò che si è andati oltre il ruolo di un ente, l’Atc, che deve gestire l’attività venatoria nel suo complesso, dalla caccia alla prevenzione, all’indennizzo dei danni agli agricoltori, ai piani di controllo, al censimento – conclude il rappresentante della Cia –. La nostra posizione era quindi un richiamo ai compiti dell’ente, mentre non si è inteso in alcun modo penalizzare l’ospedale. Prendiamo atto infine delle dichiarazioni di buona volontà del presidente designato (il vettese Roberto Pagani, ndr), augurandoci che si possa presto aprire un confronto costruttivo, cosa alla quale siamo sempre stati favorevoli». (l.t.)
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