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Nasce “La sicurezza” Cittadini in strada contro furti e rapine 

Nasce “La sicurezza” Cittadini in strada contro furti e rapine 

Il gruppo di Scandiano segue l’esempio di Montecchio  Presto un gruppo WhatsApp per l’intera provincia

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SCANDIANO. Al lavoro per la sicurezza di vicinato, in un territorio ampio e popoloso che richiede tanti gruppi e tante persone. Dopo la firma del protocollo prefettizio sul controllo di vicinato da parte di sei Comuni reggiani, fra cui i quattro del distretto ceramico, stanno iniziando ora le operazioni per rendere concrete queste realtà. A Scandiano le manovre sono inevitabilmente complesse, parlando di una realtà da circa 25 mila abitanti con una grande cittadina capoluogo e tante frazioni popolose.
In questa fase i referenti dei vari gruppi locali, nati nei mesi scorsi dopo i tanti furti nelle abitazioni, si stanno coordinando fra loro e con il Comune. Una volta ideato uno schema di massima di lavoro ci saranno i passaggi ufficiali con le forze dell’ordine e con la prefettura, anche per verificare i profili dei referenti e soprattutto i precedenti penali.
Conclusa questa fase, verranno convocate alcune assemblee pubbliche, organizzate dal Comune, per presentare i progetti e raccogliere altre adesioni.
Per il momento, si pensa anche alla formazione, confrontandosi con altri soggetti già operativi sul campo come Montecchio Sicura, la prima nata in provincia, oggi formalizzata come Onlus. Giovedì sera il responsabile di Montecchio Sicura, Giuseppe Carissimi, ha incontrato un gruppo di abitanti scandianesi in un’assemblea ad Arceto, per parlare dell’esperienza montecchiese e per fornire suggerimenti e spunti. All’incontro hanno preso parte anche residenti reggiani “di confine”, della zona di Fogliano.
La riunione era dedicata principalmente a quelle persone destinate a diventare le referenti dei vari gruppi territoriali con tutto ciò che comporta: «Hanno chiamato Montecchio Sicura per parlare di privacy, regolamenti, comportamento. Ci ha fatto molto piacere essere stati presi come esperienza pilota», racconta Carissimi.
Giovedì sera sono state anche gettate le basi per una rete provinciale informale con un gruppo WhatsApp che riunisca i responsabili di tutti i gruppi di vicinato presenti nell’intera provincia. Una rete dove scambiare informazioni e pareri, che si chiamerà “SicuRe”.
Ovviamente si è anche parlato di aspetti molto concreti legati all’organizzazione e alla selezione delle persone da coinvolgere. «L’aspetto più importante è che nessuno abbia precedenti penali – spiega Carissimi – e poi bisogna ricordare che siamo gruppi apolitici, la privacy è prioritaria così come la tutela dei componenti dei gruppi, che non devono mai esporsi».
E ci sono anche paletti rigidi: «Chi non rispetta le regole fissate nel protocollo prefettizio viene espulso, dopo un primo avvertimento». Anche le parole sono importanti. È importante parlare sempre di «controllo di vicinato» e mai di «ronde», termine e concetto comprensibilmente poco apprezzato da enti pubblici e forze dell’ordine.
A questo proposito, una curiosità: il gruppo di Scandiano capoluogo, in un primo momento battezzato informalmente “La ronda”, ha cambiato nome in “La sicurezza”. (adr.ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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