Gazzetta di Reggio

Reggio

idrocarburi nella bassa 

«Sindaci inadeguati e sbeffeggiati» 

Novellara Insieme: «La Regione non li ha informati sulla Fantozza»

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NOVELLARA. «Il sindaco Elena Carletti, così come gli altri sindaci dell’area Fantozza, non sono credibili nel ruolo di promotori della protesta contro la ricerca di idrocarburi, soprattutto perché, dopo la mancanza di considerazione e lo schiaffo che hanno ricevuto dalla Regione, la loro figura a livello politico e istituzionale è indebolita». Continuano a far discutere i 102 chilometri quadrati tra i comuni di Guastalla, Novellara, Fabbrico, Campagnola, Reggiolo, Rolo e Rio Saliceto in cui la Regione ha autorizzato la ricerca di idrocarburi.
Al centro della polemica, questa volta, non è la paura che le attività di ricerca possano essere collegate alle scosse di terremoto («Mero tentativo di generare allarmismo», secondo l’assessore regionale alle Attività Produttive Palma Costi), ma le azioni dei sindaci dell’area Fantozza.
«Durante il consiglio comunale in cui è stato approvato, senza il nostro appoggio, l’ordine del giorno sulla ricerca degli idrocarburi – spiega Cristina Fantinati, capogruppo della lista Insieme Novellara –, il sindaco Carletti ha affermato di non essere stata informata dell’autorizzazione data in settembre dalla giunta regionale per la ricerca nel nostro comune. Ha detto di essersene accorta per caso soltanto in febbraio. E, come lei, anche gli altri sindaci non sapevano nulla».
«È inaccettabile che la Regione non abbia provveduto a informare i consigli comunali e i sindaci dello sblocco dei permessi per ricercare idrocarburi nella Bassa reggiana – è l’accusa mossa da Fantinati –. Ed è ancora più inaccettabile che nessun consigliere regionale del Pd reggiano abbia partecipato al consiglio comunale». L’ultima stoccata è per l’assessore Palma Costi: «Il suo atteggiamento è imbarazzante – afferma Fantinati – perché prima ha autorizzato la ricerca di idrocarburi senza informare i sindaci, poi li ha incontrati con un inaccettabile ritardo e addirittura li ha spinti a farsi promotori di azioni di protesta».

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