Gazzetta di Reggio

Reggio

Dimora d’Abramo, i vertici in commissione 

di Chiara Cabassa
Dimora d’Abramo, i vertici in commissione 

Sfumato l’incontro tra De Lucia e Codeluppi, la cooperativa è chiamata a riferire al Comune 

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REGGIO EMILIA. Non sono bastate sette mail e cinque telefonate per fissare un incontro. Al contrario, con l’ultimo messaggio di posta elettronica, è del tutto sfumata la possibilità di un qualsiasi appuntamento. Da un lato Dario De Lucia, consigliere comunale del Pd. Dall’altro Luigi Codeluppi, presidente della Dimora d’Abramo. «In un primo momento - spiega De Lucia - sembrava che la possibilità d’incontrarsi ci fosse, fino a quando Codeluppi mi ha detto che l’incontro ci sarebbe stato solo dopo la riunione del consiglio. A questo punto ho lanciato una sorta di ultimatum e la risposta, arrivata anche via mail, è stata negativa. Nessun incontro tra me e Codeluppi».
Ma non è finita qui. Il 24 aprile è partita la richiesta di confrontarsi in commissione con i vertici della Dimora d’Abramo: a firmarla consiglieri di consiglieri di Pd, M5s, Mdp, Sinistra Italiana, Lista Civica. «Si chiede - questa la formale richiesta - la convocazione della terza commissione per confrontarsi con i vertici della Dimora di Abramo, capofila della Rti per quanto riguarda i servizi erogati per l’accoglienza dei richiedenti asilo, a fronte dei fondi pubblici ricevuti per gestire i servizi di accoglienza e di integrazione per le persone che vivono sul nostro territorio».
Nella richiesta della convocazione si legge: «L’utile che Dimora d’Abramo ha conseguito nel 2015 è pari a 900mila euro (su un fatturato complessivo di 7,8 milioni) lievitato e di fatto più che quintuplicato rispetto al 2014 (era di 170mila euro)». E ancora: «Per il servizio di prima accoglienza di cittadini stranieri extracomunitari richiedenti la protezione internazionale sono presenti sul territorio di Reggio Emilia e provincia quasi 1.400 beneficiari del Progetto Mare Nostrum sostenuto dal Fondo Europeo per i Rifugiati della Commissione Europea, fondi pubblici erogati dalla Prefettura di Reggio Emilia». Considerato che «i fondi pubblici sono erogati per gestire i servizi di accoglienza e di integrazione per le persone che vivono sul nostro territorio, è compito della terza commissione comunale servizi sociali, sanità e assistenza occuparsi del benessere delle persone che vivono a Reggio Emilia».
«Se ci sono utili importanti - chiosa De Lucia - vogliamo capire come consiglieri comunali che hanno a cuore il benessere di tutte le persone della nostra comunità, perché non sono stati investiti per i richiedenti asilo o per assumere più operatori o per migliorare le condizioni salariali degli operatori già al lavoro. La commissione pubblica che si svolgerà in comune, invito tutti i cittadini a partecipare, permetterà di chiarire molti punti sulla gestione dei richiedenti asilo in città e di fare trasparenza».

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