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Reggio Emilia, Valerio Braschi fa il pieno alla libreria All’Arco

di Luigi Vinceti
Reggio Emilia, Valerio Braschi fa il pieno alla libreria All’Arco

Il vincitore di MasterChef “cucina” il pubblico tra battute e ricette esotiche

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REGGIO EMILIA. La buona cucina può salvare una famiglia (se la cuoca è brava è più difficile litigare) ma l’abilità ai fornelli può anche indirizzare al mestiere della vita.

Lo dice Valerio Braschi, 19enne di Sant’Arcangelo di Romagna che ha vinto il sesto Master Chef e ha condensato la sua curiosa esperienza in un libro presentato alla Liberia All’Arco ad una folta platea attenta e partecipe alle sue parole condite di sorridenti battute. Lo spaccato che è uscito dall’intervista è quello di un giovane che ha tentato un’avventura ed è arrivato in vetta con spirito sbarazzino.

Valerio Braschi si racconta in libreria All'Arco

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Il volume è titolato “Mistery Boy” e per presentarlo Braschi sta facendo il giro d’Italia. Spiega che Mistery sta per la stranezza degli ingredienti con i quali ha superato le selezioni e ha battuto tutti in finale. Ora la strada è spianata, ma lui per primo dice di aver superato ogni fantasia.

La gara culinaria televisiva lo ha impegnato per tre mesi con ininterrotte sedute ai fornelli e lunghissime registrazioni davanti alle telecamere. In compenso ha conosciuto big come il super chef Cracco al quale ha “spremuto” tanti piccoli segreti; ha trovato nuovi amici come Michele, eccellente nel preparare kebab; ha miscelato le nuove conoscenze con quelle trasmesse dalla nonna che lo ha abituato a vivere in cucina e alla quale – recentemente scomparsa – ha dedicato una ricetta. Poi ha azzardato inedite idee gastronomiche… e ha vinto.

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«Solo in finale ho temuto che l’emozione mi soffocasse – racconta – ma ho lasciato libera la fantasia ed è andata bene. Quando l’ho saputo non ragionavo più». La portata vincente? «A base di plancton». I giudici? «Sono cattivi solo per esigenze televisive». Cosa è MasterChef? «Non è cucina vera ma un mix di ingredienti che fanno presa sul pubblico».

I piatti consigliati nel libro? «A parte una ricetta dedicata al mio paese natale sono tutti composti strani con richiami all’Oriente. La mia cucina – spiega – è un viaggio intorno al mondo che va dal Parmigiano Reggiano al pepe indonesiano. Per non dire dei costi delle materie prime: una bistecca di kobe, manzo giapponese, può costare anche tremila euro. Quella che ho cucinato me la sono mezza mangiata: quando mi ricapita?».

 

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