«Aiutate coloro che hanno perso tutto»
Il vescovo Camisasca riceve in curia il presidente di Legacoop: «Sia fatto tutto il possibile per trovare una soluzione»
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REGGIO EMILIA. Solidarietà verso le persone colpite dalla crisi delle grandi cooperative, preoccupazione per quanti hanno perso lavoro e risparmi, sollecitudine a trovare una soluzione concreta. Sono i concetti chiave al centro dell’incontro tra il vescovo, Massimo Camisasca, e il presidente Legacoop Emilia Ovest, Andrea Volta. È la stessa Curia a comunicare l’avvenuto incontro, diramando una nota al termine di settimane in cui fra lo stesso Camisasca e la lega delle cooperative erano volate scintille, innescate da alcune dichiarazioni rilasciate dal vescovo durante la sua visita pasquale in Gazzetta.
In quella circostanza, proprio nei giorni in cui il crac Unieco aveva appena messo in ginocchio soci e lavoratori, Camisasca non era andato molto per il sottile commentando la crisi del sistema cooperativo e le sue conseguenze sul tessuto sociale reggiano. In particolare, il vescovo aveva sottolineato che «se si vogliono fare soldi, non si devono fare le cooperative» e che «se si vogliono fare le cooperative, non è questa la strada per fare soldi». Per Camisasca, «non si può gestire un evento cooperativo con i criteri del capitalismo avanzato».
Parole che non erano andate affatto giù ai vertici di Legacoop Emilia Ovest, che a loro volta non hanno risparmiato frecciate di replica, diramando subito un nota di risposta nella quale in contrapposizione al vescovo si chiamava in causa anche Papa Francesco: «Se il pensiero del vescovo Camisasca sottende l’idea che la cooperativa vera, quella autentica, quella davvero vicina alle persone sia sempre quella che c’era una volta e mai quella di adesso, se poi è anche piccolina e gracile è anche meglio, rispondiamo (non concordando) proponendo un quadro che contenga ed esprima sempre squarci di prospettiva, di futuro e speranza. Proponiamo la validità del modello cooperativo che lo stesso Papa Francesco ha citato dicendo “le coop, un grande tesoro della Chiesa… dove uno più uno fa tre… sfidano tutto, anche la matematica. Per loro anche un fallimento è un mezzo fallimento”».
Uno scenario che aveva portato Curia e cooperazione rossa ai ferri cortissimi, prima dell’incontro conciliatore richiesto nei giorni successivi dalla stessa Legacoop.
«L’incontro con il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, richiesto da Legacoop dopo che il pastore diocesano ha espresso solidarietà alle persone colpite dalla crisi di alcune grandi cooperative reggiane, ha avuto luogo stamane nei locali dell’episcopio di Reggio Emilia, in un clima di grande cordialità – fanno sapere dalla Curia – Monsignor Massimo Camisasca ha ricevuto il presidente di Legacoop, Andrea Volta, esprimendo nuovamente la sua preoccupazione per quanti, a causa dei recenti fallimenti aziendali, hanno perduto il posto di lavoro e gli investimenti fatti con i risparmi di una vita. Nel corso del colloquio, il vescovo si è detto consapevole dell’importanza, nell’economia e nella storia della terra reggiana, del sistema cooperativo, di cui condivide la filosofia del patrimonio intergenerazionale, a prescindere dal dimensionamento imprenditoriale».
Dalla Curia aggiungono che «Camisasca ha rinnovato la sollecitudine, avvertita dall’intera Chiesa diocesana, affinché tutto il possibile sia fatto per aiutare concretamente le famiglie messe in difficoltà dalle differenti situazioni di crisi, rallegrandosi per le azioni già messe in campo in queste settimane da Legacoop». (e.spa.)
In quella circostanza, proprio nei giorni in cui il crac Unieco aveva appena messo in ginocchio soci e lavoratori, Camisasca non era andato molto per il sottile commentando la crisi del sistema cooperativo e le sue conseguenze sul tessuto sociale reggiano. In particolare, il vescovo aveva sottolineato che «se si vogliono fare soldi, non si devono fare le cooperative» e che «se si vogliono fare le cooperative, non è questa la strada per fare soldi». Per Camisasca, «non si può gestire un evento cooperativo con i criteri del capitalismo avanzato».
Parole che non erano andate affatto giù ai vertici di Legacoop Emilia Ovest, che a loro volta non hanno risparmiato frecciate di replica, diramando subito un nota di risposta nella quale in contrapposizione al vescovo si chiamava in causa anche Papa Francesco: «Se il pensiero del vescovo Camisasca sottende l’idea che la cooperativa vera, quella autentica, quella davvero vicina alle persone sia sempre quella che c’era una volta e mai quella di adesso, se poi è anche piccolina e gracile è anche meglio, rispondiamo (non concordando) proponendo un quadro che contenga ed esprima sempre squarci di prospettiva, di futuro e speranza. Proponiamo la validità del modello cooperativo che lo stesso Papa Francesco ha citato dicendo “le coop, un grande tesoro della Chiesa… dove uno più uno fa tre… sfidano tutto, anche la matematica. Per loro anche un fallimento è un mezzo fallimento”».
Uno scenario che aveva portato Curia e cooperazione rossa ai ferri cortissimi, prima dell’incontro conciliatore richiesto nei giorni successivi dalla stessa Legacoop.
«L’incontro con il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, richiesto da Legacoop dopo che il pastore diocesano ha espresso solidarietà alle persone colpite dalla crisi di alcune grandi cooperative reggiane, ha avuto luogo stamane nei locali dell’episcopio di Reggio Emilia, in un clima di grande cordialità – fanno sapere dalla Curia – Monsignor Massimo Camisasca ha ricevuto il presidente di Legacoop, Andrea Volta, esprimendo nuovamente la sua preoccupazione per quanti, a causa dei recenti fallimenti aziendali, hanno perduto il posto di lavoro e gli investimenti fatti con i risparmi di una vita. Nel corso del colloquio, il vescovo si è detto consapevole dell’importanza, nell’economia e nella storia della terra reggiana, del sistema cooperativo, di cui condivide la filosofia del patrimonio intergenerazionale, a prescindere dal dimensionamento imprenditoriale».
Dalla Curia aggiungono che «Camisasca ha rinnovato la sollecitudine, avvertita dall’intera Chiesa diocesana, affinché tutto il possibile sia fatto per aiutare concretamente le famiglie messe in difficoltà dalle differenti situazioni di crisi, rallegrandosi per le azioni già messe in campo in queste settimane da Legacoop». (e.spa.)
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