Aveva un’officina per riparare i trattori
Cordoglio a Rio Saliceto per la sua scomparsa. Concesso il nulla osta ai funerali
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RIO SALICETO. Si terranno probabilmente domani i funerali di Aristide Medici, il 56enne morto lunedì in un tragico incidente stradale sulla tangenziale di Reggio Emilia. La salma è custodita nel cimitero cittadino di Coviolo. Il nulla osta alla sepoltura è già stato concesso da parte del magistrato che sta seguendo il caso, essendo chiara la dinamica. E' probabile che nella tarda mattinata di oggi i famigliari siano in grado di organizzare i funerali, affidati alle onoranze funebri Cabassi di Correggio. Rio Saliceto, già a poche ore dalla notizia del tragico schianto girata sui siti internet, dato che ieri i giornali non sono usciti in edicola per la festività del Primo Maggio, era sotto shock.
Aristide Medici era molto conosciuto e stimato. La sua grande passione erano la moto e la pesca. Gli amici lo ricordano come una persona disponibile, allegra e simpatica. Era stato per anni operaio alla Goldoni, azienda metalmeccanica di Carpi. Attualmente gestiva, assieme a un socio, una officina per la riparazione di trattori. Tantissimi i messaggi di solidarietà e cordoglio arrivati ai famigliari, in particolare alla moglie Maria Cristina e ai due figli adolescenti Chiara e Davide. Due giovani che ancora non riescono a credere che il loro papà non ci sia più, strappato alla vita da un tragico destino: una gita in moto, sulla sua fiammante Yamaha 1000 assieme ad alcuni amici.
Su Facebook si sono scatenati i commenti più disparati: chi critica i “garini” fatti sulla tangenziale; chi si interroga sulle eventuali responsabilità del motociclista oppure dell'automobolista coinvolto; chi ipotizza l’eccessiva velocità. C'è stato poi un giudizio da parte di una signora, molto criticata da altri utenti, che – pur dispiaciuta per la disgrazia – suggerisce alle persone di mezza età di «lasciare le moto in garage». (m.p.)
Aristide Medici era molto conosciuto e stimato. La sua grande passione erano la moto e la pesca. Gli amici lo ricordano come una persona disponibile, allegra e simpatica. Era stato per anni operaio alla Goldoni, azienda metalmeccanica di Carpi. Attualmente gestiva, assieme a un socio, una officina per la riparazione di trattori. Tantissimi i messaggi di solidarietà e cordoglio arrivati ai famigliari, in particolare alla moglie Maria Cristina e ai due figli adolescenti Chiara e Davide. Due giovani che ancora non riescono a credere che il loro papà non ci sia più, strappato alla vita da un tragico destino: una gita in moto, sulla sua fiammante Yamaha 1000 assieme ad alcuni amici.
Su Facebook si sono scatenati i commenti più disparati: chi critica i “garini” fatti sulla tangenziale; chi si interroga sulle eventuali responsabilità del motociclista oppure dell'automobolista coinvolto; chi ipotizza l’eccessiva velocità. C'è stato poi un giudizio da parte di una signora, molto criticata da altri utenti, che – pur dispiaciuta per la disgrazia – suggerisce alle persone di mezza età di «lasciare le moto in garage». (m.p.)
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