E gli orlandiani ora giurano fedeltà al capo
Da Roberta Mori a Emanuele Cavallaro fino a Antonella Incerti: «Adesso Matteo è il mio segretario»
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REGGIO EMILIA . Tutti fedeli alla linea e al capo. Sconfitti e vincitori sul proprio profilo Facebook fanno a gara a dire che «Renzi è il mio segretario». Come hanno fatto i sostenitori reggiani di Orlando, Antonella Incerti, Roberta Mori ed Emanuele Cavallaro. Mentre i renziani come Andrea Rossi e Ottavia Soncini – tanto per non sbagliare – hanno scelto di tenere il profilo basso, limitandosi a postare il discorso e la diretta tv di domenica sera di Matteo Renzi. Infine il sindaco Luca Vecchi – che come tutti gli altri – pone l’accento sul bisogno di unità. Per Antonella Incerti «domenica è stata una giornata bella, difficile, ma bella. Per tutti i democratici che hanno lavorato e hanno partecipato per far sentire la propria voce. Ora Matteo Renzi è il segretario del mio partito e a lui il compito di guidare con saggezza. Un grazie per la lucidità, la passione e l'ironia intelligente di Andrea Orlando. L’ho sostenuto con convinzione e penso che le sue analisi, le sue idee, la determinazione con cui ha posto il tema di ricucire, tessere di nuovo un rapporto con i tanti mondi fuori da noi, la necessità di un centrosinistra unito possa essere un gran patrimonio per il partito».
Roberta Mori è ancora più diretta e scrive: «Il popolo è sovrano. L’esito delle Primarie è netto. La vittoria di Renzi altrettanto. Onori e oneri al vincitore, confidando che il contributo di pensiero e di azione messo in campo da Andrea Orlando in questo breve tragitto congressuale possa essere considerato come un contributo alla linea del Pd per il governo del Paese. Il Pd è il nostro Partito. Matteo Renzi il nostro segretario». Per il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro «Matteo Renzi è di nuovo segretario del Pd con un’ampia e indiscutibile investitura democratica. Questo significa che siamo tutti impegnati a lavorare insieme per il futuro del Paese e del Pd, anche chi come me non l’ha votato, ben sapendo che comunque questo sarebbe stato il risultato». Poi aggiunge: «Dobbiamo uscire dalla palude, è un’espressione che condivido e su quest’obiettivo non farò mancare il mio modesto apporto. Con franchezza e lealtà», per chiudere con un pizzico di Ironia: «L’altra volta ho votato quello che è arrivato terzo, si va comunque migliorando».
Luca Vecchi mette subito l’accento sulla partecipazione e scrive: «Quando oltre un milione e mezzo di persone, quasi due milioni, si mettono in fila per votare e scegliere, è una prova di democrazia importante per il Pd e per tutto il Paese: nessuno in Europa legittima i propri leader con una partecipazione così grande. Ha vinto Matteo Renzi come era prevedibile al termine di un confronto corretto e civile e assolutamente propositivo: ora è il tempo per rilanciare il Pd e offrire al Paese una prospettiva più ampia di centro sinistra. Per farlo abbiamo bisogno di tutti: dobbiamo considerare un valore anche il contributo di idee e passione che Orlando ed Emiliano hanno portato in queste settimane». (r.f.)
Roberta Mori è ancora più diretta e scrive: «Il popolo è sovrano. L’esito delle Primarie è netto. La vittoria di Renzi altrettanto. Onori e oneri al vincitore, confidando che il contributo di pensiero e di azione messo in campo da Andrea Orlando in questo breve tragitto congressuale possa essere considerato come un contributo alla linea del Pd per il governo del Paese. Il Pd è il nostro Partito. Matteo Renzi il nostro segretario». Per il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro «Matteo Renzi è di nuovo segretario del Pd con un’ampia e indiscutibile investitura democratica. Questo significa che siamo tutti impegnati a lavorare insieme per il futuro del Paese e del Pd, anche chi come me non l’ha votato, ben sapendo che comunque questo sarebbe stato il risultato». Poi aggiunge: «Dobbiamo uscire dalla palude, è un’espressione che condivido e su quest’obiettivo non farò mancare il mio modesto apporto. Con franchezza e lealtà», per chiudere con un pizzico di Ironia: «L’altra volta ho votato quello che è arrivato terzo, si va comunque migliorando».
Luca Vecchi mette subito l’accento sulla partecipazione e scrive: «Quando oltre un milione e mezzo di persone, quasi due milioni, si mettono in fila per votare e scegliere, è una prova di democrazia importante per il Pd e per tutto il Paese: nessuno in Europa legittima i propri leader con una partecipazione così grande. Ha vinto Matteo Renzi come era prevedibile al termine di un confronto corretto e civile e assolutamente propositivo: ora è il tempo per rilanciare il Pd e offrire al Paese una prospettiva più ampia di centro sinistra. Per farlo abbiamo bisogno di tutti: dobbiamo considerare un valore anche il contributo di idee e passione che Orlando ed Emiliano hanno portato in queste settimane». (r.f.)
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