Gli esperti del parco al lavoro sui lupi anche in Liguria
di Luca Tondelli
Ventasso, le competenze maturate nel gestire il predatore verranno “esportate” grazie a un accordo con la Regione
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VENTASSO. Un accordo tra il Parco nazionale e la Regione Liguria porterà le competenze maturate in questi anni sul lupo e la gestione dei conflitti con le attività umane dal crinale tosco emiliano fino alle alture alle spalle della costa. Lo ha sancito un incontro del direttivo del Parco nazionale che si è svolto al Passo di Pradarena, nell'albergo “Carpe Diem”, recentemente rimodernato e riaperto grazie all’impegno di Arianna Ceccardi e della sua famiglia. Tra i punti all’ordine del giorno il Parco ha approvato proprio l’importante accordo tra il Wolf apennine center che a giorni verrà ratificato dalla Regione Liguria.
«Il Wac, istituito presso il Parco – spiega il presidente del Parco, Fausto Giovanelli – è il centro permanente di riferimento istituzionale per la gestione del Lupo su scala interregionale. In questo quadro la convenzione con la Regione Liguria, va a rafforzare il campo d’azione dei tecnici del Parco, riconoscendo loro competenza, affidabilità e capacità tecniche».
«Per il rigore scientifico e i risultati ottenuti nella mitigazione del conflitto tra lupo e insediamenti produttivi silvo-pastorali, il Wac è una risorsa per tutti – prosegue Giovannelli –. Mentre le criticità dovute alla presenza del lupo sono senz’altro fenomeni locali, spesso risolti caso per caso, la gestione dei predatori deve essere per forza programmata ed effettuata in un’area più vasta. In questo senso sono importanti le convenzioni sottoscritte, prima con l’Emilia Romagna e ora con la Liguria».
L’accordo ha un altro risvolto importante. Anche in molte zone dell’Appennino ligure si pone il problema dell’ibridazione lupo-cane e per questo la Liguria intende partecipare alle ricerche svolte nell’ambito del progetto europeo Life Mirco-Lupo.
«La convenzione – spiega il responsabile del Wac, Willy Reggioni – prevede che saranno adottate dalla Liguria, in collaborazione e con il supporto del Wac, le soluzioni gestionali, sia quelle sperimentate nell'ambito del progetto Life Mirco-Lupo rispetto al problema dell'ibridazione lupo-cane come cattura, sterilizzazione e rilascio; sia quelle finalizzate alla mitigazione del conflitto lupo-zootecnia che da anni adottiamo ed “esportiamo” all’esterno del Parco nazionale. È evidente che i Lupi non conoscono confini amministrativi e per noi è molto importante poter lavorare su un’area più grande e significativa. Anche per questo stabilire rapporti di collaborazione con diverse Istituzioni e offrire il nostro contributo scientifico è fondamentale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Il Wac, istituito presso il Parco – spiega il presidente del Parco, Fausto Giovanelli – è il centro permanente di riferimento istituzionale per la gestione del Lupo su scala interregionale. In questo quadro la convenzione con la Regione Liguria, va a rafforzare il campo d’azione dei tecnici del Parco, riconoscendo loro competenza, affidabilità e capacità tecniche».
«Per il rigore scientifico e i risultati ottenuti nella mitigazione del conflitto tra lupo e insediamenti produttivi silvo-pastorali, il Wac è una risorsa per tutti – prosegue Giovannelli –. Mentre le criticità dovute alla presenza del lupo sono senz’altro fenomeni locali, spesso risolti caso per caso, la gestione dei predatori deve essere per forza programmata ed effettuata in un’area più vasta. In questo senso sono importanti le convenzioni sottoscritte, prima con l’Emilia Romagna e ora con la Liguria».
L’accordo ha un altro risvolto importante. Anche in molte zone dell’Appennino ligure si pone il problema dell’ibridazione lupo-cane e per questo la Liguria intende partecipare alle ricerche svolte nell’ambito del progetto europeo Life Mirco-Lupo.
«La convenzione – spiega il responsabile del Wac, Willy Reggioni – prevede che saranno adottate dalla Liguria, in collaborazione e con il supporto del Wac, le soluzioni gestionali, sia quelle sperimentate nell'ambito del progetto Life Mirco-Lupo rispetto al problema dell'ibridazione lupo-cane come cattura, sterilizzazione e rilascio; sia quelle finalizzate alla mitigazione del conflitto lupo-zootecnia che da anni adottiamo ed “esportiamo” all’esterno del Parco nazionale. È evidente che i Lupi non conoscono confini amministrativi e per noi è molto importante poter lavorare su un’area più grande e significativa. Anche per questo stabilire rapporti di collaborazione con diverse Istituzioni e offrire il nostro contributo scientifico è fondamentale».
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