Gazzetta di Reggio

Reggio

Torna la città delle storie con il festival Reggionarra 

di Roberto Fontanili
Torna la città delle storie con il festival Reggionarra 

Dal 12 al 21 maggio un centinaio di eventi ospitati in 37 luoghi diversi  In arrivo D’Avenia con il “suo” Leopardi e Cuticchio con le gesta d’Orlando

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REGGIO EMILIA. Dai sotterranei del Teatro Valli, salendo fino alla Torre del Bordello (riaperta eccezionalmente dopo anni per l’occasione), per proporre una Reggio sottosopra, a chi sarà disponibile a guardare una città con un punto di vista e di osservazione non abitudinario. Una sorta di “provocazione” non solo per i reggiani che in questi anni hanno mostrato di apprezzare questo appuntamento che inizialmente si rivolgeva solo ai più piccini e che oggi si è ampliato all’adolescenza e agli adulti, ma anche a tanti “turisti culturali” che in occasione di Reggionarra popolano la nostra città. Per la sua dodicesima edizione in 10 anni Reggionarra ripropone quello che è ormai diventato il festival nazionale della narrazione che si articola con una serie di appuntamenti spalmati su dieci giorni di iniziative che saranno in calendario dal 12 al 21 maggio prossimo. La manifestazione anno dopo anno continua a crescere e quest’anno proporrà oltre un centinaio di eventi in 37 luoghi diversi della città.
Reggionarra conferma anche grazie alla collaborazione con Fcr e il progetto “Reggio città senza barriere” un’attenzione particolare alla disabilità. «A quei bambini un po’ meno perfetti» come li ha definiti con affetto Annalisa Rabitti, nel segnalare le letture e i diversi appuntamenti loro riservati, con l’intento di «non escludere nessuno».
A presentare ieri il programma della manifestazione oltre al sindaco Luca Vecchi, gli assessori comunali Natalia Maramotti e Raffaella Curioni, il direttore generale della Fondazione I Teatri Giuseppe Gherpelli, Annalisa Rabitti presidente Fcr e la direttrice artistica di Reggionarra Monica Morini, che ha costruito un calendario che tiene insieme pubblici che vanno da 0- 3 anni, fino all’adolescenza e attori professionisti, genitori e volontari. Uno zibaldone di tanti eventi tra loro diversi e che tra spettacoli ed eventi gratuiti (la gran parte) e alcuni a pagamento, «vuole – come ha detto il sindaco Vecchi – confermare Reggio città laboratorio della narrazione». Un programma che mette insieme Alessandro D’Avenia (che nel suo spettacolo invita ragazzi e adulti a gettare uno sguardo nuovo sulla poesia di Leopardi), allo spettacolo di Chiara Guidi (che nei sotterranei del Valli propone con “Terra dei Lombrichi”, una rivisitazione dell’Alcesti di Euripide), Mimmo Cuticchio (che racconterà al Credem le gesta di Orlando), Laura Pazzaglia (che al centro Malaguzzi racconterà a modo suo Gianni Rodari) e Antonio Catalano. Nomi noti che rischiano di oscurare la vera forza di Reggionarra che sono i suoi tanti volontari. Dai genitori narratori alla collaborazione tra le scuole reggiane che assieme all’Istituzione Nidi e Scuole d’infanzia sono la vera officina in cui nasce Reggionarra. [

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