Artoni, procedura aperta per lo stato di insolvenza
di Roberto Fontanili
Alle porte ora la possibilità di attivare la cassa integrazione straordinaria Nominato un commissario giudiziario. Prossima udienza il 15 novembre
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REGGIO EMILIA. La sezione fallimentare del Tribunale di Reggio ieri ha nominato commissario giudiziario il commercialista Sergio Beretta e ha fissato per il 15 novembre la prossima udienza per l’Artoni, la storica azienda reggiana di trasporti e logistica guidata fino a ieri dall’amministratore delegato Anna Maria Artoni e prigioniera di una crisi profonda di cui si stenta a vedere una soluzione. Una decisione che almeno formalmente apre uno spiraglio per i circa 165 dipendenti ancora in carico all’azienda (rispetto ai 580 di quattro mesi fa) e che nel frattempo stanno lasciando in massa l’azienda essendo da quattro mesi senza stipendio. Questa decisione potrebbe, infatti, aprire la possibilità di attivare la cassa integrazione straordinaria per i dipendenti dell’azienda. «A condizione _ fa notare il segretario della Filt – Cgil Marco Righi _ che sia lo stesso commissario a richiederlo nella sua relazione».
Il futuro dell’Artoni dipenderà dal commissario giudiziario che avrà a disposizione trenta giorni di tempo per depositare la sua relazione visti i bilanci, il portafoglio ordini e la liquidità. Sulla base della relazione del commissario giudiziario il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà a sua volta decidere se nominare un commissario straordinario che, come nel caso di Alitalia dovrà valutare se esistono i presupposti per continuare l’attività o cercare di cedere l’azienda. Altrimenti la soluzione non potrà essere che il fallimento. Strada che i sindacati temono maggiormente perché in quel caso non vi sarà alcuna tutela per i lavoratori.
Il futuro dell’Artoni dipenderà dal commissario giudiziario che avrà a disposizione trenta giorni di tempo per depositare la sua relazione visti i bilanci, il portafoglio ordini e la liquidità. Sulla base della relazione del commissario giudiziario il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà a sua volta decidere se nominare un commissario straordinario che, come nel caso di Alitalia dovrà valutare se esistono i presupposti per continuare l’attività o cercare di cedere l’azienda. Altrimenti la soluzione non potrà essere che il fallimento. Strada che i sindacati temono maggiormente perché in quel caso non vi sarà alcuna tutela per i lavoratori.
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