Gazzetta di Reggio

Reggio

«Devono migliaia di euro al Comune» 

di Giuseppe Boi
«Devono migliaia di euro al Comune» 

Bertani sull’addio della Contrada della Corte: «Abbiamo fatto di tutto per loro, ma alla fine siamo stati costretti alle vie legali»

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QUATTRO CASTELLA. «Non so perché hanno deciso di cambiare sede. È una loro scelta. Certo la Contrada della Corte ha tanti debiti con il Comune di Quattro Castella che è stato costretto ad andare per le vie legali». Dopo giorni di silenzio istituzionale, ma tante chiacchiere sui social network, Giacomo Bertani Pecorari interviene sul caso della storica associazione medievale trasferitasi a San Polo. Un trasferimento contemporaneo allo spostamento della manifestazione “Rievocandum” a Reggio, che ha fatto discutere il paese e chiama in causa il consigliere comunale con delega alle manifestazioni matildiche ed ex assessore alla attività culturali. Così Bertani, contattato dalla Gazzetta, ha deciso di dire la sua sull’addio della Contrada. Un addio che pesa, perché parliamo della più antica delle associazioni matildiche (è nata nel 1985) con centocinquanta tesserati, per la maggior parte del settore giovanile, e con un gruppo di sbandieratori e musici (tamburi e chiarine) conosciuto a livello internazionale e riconosciuto dalla Fisb (Federazione italiana sbandieratori). Un addio, anzi un divorzio forse definitivo, che rischia di essere sancito da un giudice.
Bertani, cosa è successo?
«In realtà non è successo nulla ad eccezione di una polemica sul web, in particolare su Facebook nel gruppo “Sei di Quattro Castella se...”, dopo il trasferimento della Contrada della Corte a San Polo».
Una polemica che però chiama in causa l’amministrazione comunale, anzi le amministrazioni comunali di cui lei ha fatto parte.
«Non so cosa rispondere a queste polemiche eccetto il fatto che le accuse sono infondate. Personalmente mi spiace abbiano abbandonato la sede di Quattro Castella, ma è una decisione loro e solo loro. Una scelta che non coinvolge l’amministrazione comunale».
I rappresentanti della Contrada, sempre sui social, sostengono tra le righe di essere stati abbandonati. È vero?
«No, non è assolutamente vero. Anzi, se c’è un’associazione che non ha nulla da rivendicare è proprio la Contrada della Corte».
Perché?
«Perché hanno avuto lo stesso sostegno economico che hanno avuto gli altri gruppi matildici, ma in più hanno goduto dell’aiuto dell’amministrazione in tante occasioni».
Ossia?
«Il Comune ha più volte svolto il ruolo di conciliatore in diverse situazioni conflittuali in cui la Corte è stata coinvolta».
A quali conflitti si riferisce?
«Senza entrare nello specifico, abbiamo dovuto spesso mediare tra l’associazione e il quartiere in cui avevano la sede, ma anche con le altre associazioni di rievocazione storica e con il comitato parenti del pensionato San Giuseppe. Noi abbiamo sempre cercato di venire incontro alla Contrada. Un rispetto che l’associazione non ha usato verso l’amministrazione, e già da prima della polemica di questi giorni».
Si spieghi meglio.
«La Contrada della Corte ha una situazione debitoria importante nei confronti dell’amministrazione comunale».
Di che cifra parliamo? Da dove nascono questi debiti?
«Non posso entrare nello specifico, ma parliamo di decine di migliaia di euro. La causa è ancora in corso».
Siete a questo punto?
«Siamo stati costretti a chiedere una riscossione coattiva sul rappresentante legale dell’associazione (Giuseppina Dolce, ndr)».
Non si poteva fare altro?
«Arrivati a questo punto, no. Non si poteva fare altro anche e soprattutto per rispetto per le altre associazioni».
Tutto questo è però un danno per tutti.
«Certo. La nostra priorità è sempre stata quella di favorire le attività culturali e quelle a favore dei giovani. Tuttavia non credo si possa fare più di quello che è stato fatto».
Insomma, la Corte lascia per sempre Quattro Castella.
«Se sarà così è sempre per una loro scelta. Anche quest’anno sono stati invitati a partecipare al Corteo storico matildico, ma hanno rifiutato. Non mi resta che augurare alla Contrada della Corte buona fortuna e che possa raggiungere presto i risultati che ha ottenuto in passato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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