«Rinascita si presenta e punta a vincere»
di Ambra Prati
I candidati della lista civica: «Dodici volti nuovi della politica, accomunati dalla volontà di difendere l’identità del Comune»
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CAMPEGINE. «Se vincessimo a Campegine, governato dal Pd ininterrottamente dal dopoguerra, sarebbe quasi come la caduta del muro di Berlino». Era questa la battuta che circolava martedì sera al ristorante “Piccolo Oceano”, dove circa un’ottantina di persone hanno partecipato alla cena di autofinanziamento di Rinascita Campeginese. Obiettivo della serata, oltre a raccogliere fondi per la campagna elettorale (per le amministrative si voterà l’11 giugno), è stata la presentazione dei candidati della lista civica che sfideranno l’altra lista civica, di ispirazione Pd, guidata dal candidato sindaco Daniele Menozzi.
Da notare che, se l’attuale amministrazione di Paolo Cervi conta cinque consiglieri di maggioranza e due di minoranza, perché all’epoca il Comune aveva meno di cinquemila abitanti, ora dovranno essere eletti 8 rappresentanti di maggioranza e 4 della minoranza perché, secondo l’ultimo censimento, si è toccata quota 5.100 residenti.
Fanno parte della lista, accanto al candidato sindaco Giuseppe Germano Artioli, dodici persone: Cecilia Bonazzi, 49 anni, dipendente comunale a Gattatico; Marika Giovanardi, 24 anni, laureata in filosofia e operante nel campo della comunicazione; Cristina Lanzi, 39 anni, casalinga; Elisa Bonori, 23 anni, dipendente di una coop sociale ed educatrice di adulti disabili; Marco Cocconi, 54 anni, geometra; Daniele Umberto Ambrogi, 30 anni, negoziante; Margherita De Santo, 38 anni, geometra; Stefano Lusetti, 43 anni, tecnico commerciale; Anna Elisa Moggia, 42 anni, colf; Simona Magnani, 50 anni, avvocato; Daniele Fontanesi, 54 anni, fotografo; Cesare Brugnoli, 56 anni, responsabile amministrativo.
Molte donne, tutti neofiti della politica a parte Artioli e Brugnoli, quest’ultimo già in consiglio comunale dal dicembre scorso tra le file dell’opposizione in “Uniti per il cambiamento”.
Anche il Pd ha preannunciato che proporrà in gran parte volti nuovi. Si rischia dunque un nuovo consiglio comunale composto da esponenti a digiuno della macchina amministrativa. Un rischio negato da Artioli: «Assolutamente no, non paragonateci al grillismo. Un conto è essere in consiglio, un altro essere al governo: in tal caso ci attrezzeremo. Noi non siamo un partito, siamo un’associazione di cittadini che vogliono impegnarsi. Quindi di provenienza eterogenea, ma accomunati dalla difesa dell’identità del Comune. Non come tra i nostri avversari», è la stoccata di Germano Artioli, secondo il quale Rinascita Campeginese non ha un obiettivo minimo ma un solo traguardo: vincere.
«Si vince con il 50 per cento più 1, e a quello puntiamo – annuncia il candidato sindaco –. Qualsiasi altro risultato ci condannerebbe ad una, per quanto seria, opposizione. Non sappiamo se si presenterà una terza lista di centro-destra, cosa che al momento sembra improbabile, ma nell’eventualità favorirebbe il Pd perché disperderebbe i voti”. Facciamo notare che una vittoria sarebbe clamorosa. “Il ricambio e l’avvicendamento politico dovrebbe essere, al contrario, la norma».
A livello di programma, «lo stiamo elaborando insieme ai candidati, sarà un governo collettivo – svela il candidato sindaco –. Posso anticipare qualche punto centrale: un modello diverso di sviluppo economico, maggiore presenza della polizia municipale e soprattutto il fatto che Campegine deve tornare ad essere un Comune. Sembra una banalità, ma l’ufficio tecnico, l’ufficio manutenzione e ora l’ufficio personale sono gestiti a tempo perso da addetti di Sant’Ilario. E basta con il refrain delle ristrettezze finanziarie: ogni Comune è nella stessa barca, eppure le risposte sono molto diverse».
Rinascita Campeginese, che ha raccolto una ottantina di firme, continuerà le sottoscrizioni domenica 5 marzo nella sede di via Amendola 7.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Da notare che, se l’attuale amministrazione di Paolo Cervi conta cinque consiglieri di maggioranza e due di minoranza, perché all’epoca il Comune aveva meno di cinquemila abitanti, ora dovranno essere eletti 8 rappresentanti di maggioranza e 4 della minoranza perché, secondo l’ultimo censimento, si è toccata quota 5.100 residenti.
Fanno parte della lista, accanto al candidato sindaco Giuseppe Germano Artioli, dodici persone: Cecilia Bonazzi, 49 anni, dipendente comunale a Gattatico; Marika Giovanardi, 24 anni, laureata in filosofia e operante nel campo della comunicazione; Cristina Lanzi, 39 anni, casalinga; Elisa Bonori, 23 anni, dipendente di una coop sociale ed educatrice di adulti disabili; Marco Cocconi, 54 anni, geometra; Daniele Umberto Ambrogi, 30 anni, negoziante; Margherita De Santo, 38 anni, geometra; Stefano Lusetti, 43 anni, tecnico commerciale; Anna Elisa Moggia, 42 anni, colf; Simona Magnani, 50 anni, avvocato; Daniele Fontanesi, 54 anni, fotografo; Cesare Brugnoli, 56 anni, responsabile amministrativo.
Molte donne, tutti neofiti della politica a parte Artioli e Brugnoli, quest’ultimo già in consiglio comunale dal dicembre scorso tra le file dell’opposizione in “Uniti per il cambiamento”.
Anche il Pd ha preannunciato che proporrà in gran parte volti nuovi. Si rischia dunque un nuovo consiglio comunale composto da esponenti a digiuno della macchina amministrativa. Un rischio negato da Artioli: «Assolutamente no, non paragonateci al grillismo. Un conto è essere in consiglio, un altro essere al governo: in tal caso ci attrezzeremo. Noi non siamo un partito, siamo un’associazione di cittadini che vogliono impegnarsi. Quindi di provenienza eterogenea, ma accomunati dalla difesa dell’identità del Comune. Non come tra i nostri avversari», è la stoccata di Germano Artioli, secondo il quale Rinascita Campeginese non ha un obiettivo minimo ma un solo traguardo: vincere.
«Si vince con il 50 per cento più 1, e a quello puntiamo – annuncia il candidato sindaco –. Qualsiasi altro risultato ci condannerebbe ad una, per quanto seria, opposizione. Non sappiamo se si presenterà una terza lista di centro-destra, cosa che al momento sembra improbabile, ma nell’eventualità favorirebbe il Pd perché disperderebbe i voti”. Facciamo notare che una vittoria sarebbe clamorosa. “Il ricambio e l’avvicendamento politico dovrebbe essere, al contrario, la norma».
A livello di programma, «lo stiamo elaborando insieme ai candidati, sarà un governo collettivo – svela il candidato sindaco –. Posso anticipare qualche punto centrale: un modello diverso di sviluppo economico, maggiore presenza della polizia municipale e soprattutto il fatto che Campegine deve tornare ad essere un Comune. Sembra una banalità, ma l’ufficio tecnico, l’ufficio manutenzione e ora l’ufficio personale sono gestiti a tempo perso da addetti di Sant’Ilario. E basta con il refrain delle ristrettezze finanziarie: ogni Comune è nella stessa barca, eppure le risposte sono molto diverse».
Rinascita Campeginese, che ha raccolto una ottantina di firme, continuerà le sottoscrizioni domenica 5 marzo nella sede di via Amendola 7.
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