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«Stiamo pagando tutto, euro dopo euro» 

«Stiamo pagando tutto, euro dopo euro» 

Pederini: «La riscossione coattiva è una scorrettezza, non ci hanno dato il tempo di fare gli accordi»

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SAN POLO. «Stiamo pagando i nostri debiti, euro dopo euro. La riscossione coattiva a carico della nostra presidentessa è una scorrettezza. Una delle tante subite in questi anni a Quattro Castella». Enrico Maria Pederini replica così a Giacomo Bertani Pecorari, consigliere comunale con delega alle manifestazioni medievali ed ex assessore alle attività culturali del Comune. Avremmo voluto fare le nostre domande a Giuseppina Dolce, che tra l’altro è chiamata in causa in prima persona nella questione legale. La presidentessa della contrada ci ha risposto, ma per problemi personali non poteva dedicarci il tempo necessario. Quindi abbiamo sentito, in qualità di suo portavoce, il direttore artistico della Contrada, che chiarisce anche perché l’associazione si è trasferita in un altro Comune: «A Quattro Castella pagavamo 32 euro all’ora per le palestre, qui a San Polo non ci hanno aperto le porte ma i portoni».
Pederini, cosa è successo?
«Da tanti anni non c’erano più le condizioni per collaborare e sopravvivere a Quatro Castella. Sono nate delle difficoltà con le amministrazioni comunali sempre più complesse e difficili da gestire».
Perché?
«Da troppo tempo si verificava un’anomalia: le feste medievali organizzate da noi andavano sempre meglio, il corteo matildico sempre peggio. Negli ultimi anni il nostro evento ha portato a Quattro Castella 12 mila persone, al corteo ne partecipavano poco più di mille. La realtà è che davamo fastidio».
In che senso fastidio?
«Noi non abbiamo tessere politiche di nessun colore. È una scelta fatta 32 anni fa che vogliamo portare avanti. Noi non ci schieriamo».
Il consigliere Bertani Pecorari sostiene che voi abbiate molti debiti con il Comune.
«I debiti in un momento come questo li hanno tutti. È vero: abbiamo delle pendenze con l’amministrazione ma stiamo saldando euro dopo euro».
C’è però una richiesta di riscossione coattiva a carico della presidentessa Dolce, in quanto rappresentante legale dell’associazione.
«È stata una scorrettezza. Come detto, noi stiamo pagando quanto ci è stato richiesto, e metà del debito è stato già saltato. Volevamo fare degli accordi diversi, ma non ci hanno dato il tempo di farli».
Da cosa nascono i debiti?
«Dal fatto che nessuno ha voluto aiutarci in un momento di difficoltà. I debiti sono dovuti ai costi assurdi delle palestre che, sia noi sia gli altri gruppi, non dovremmo pagare per quello che facciamo, ma che invece costano 32 euro l’ora».
Da qui anche la scelta di trasferirvi a San Polo.
«La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le richieste per le feste medievali: volevamo trasferirci a Montecavolo e ci hanno chiesto una fideiussione bancaria, non assicurativa, di 5mila euro, più duemila euro a budget per il prato. Insomma, 7mila euro. Una cifra folle».
Che condizioni vi ha prospettato l’amministrazione del sindaco Mirca Carletti?
«A San Polo siamo stati subito inseriti tra le associazioni sostenute dal Comune. Per le palestre non ci chiedono un affitto ma di partecipare alle spese, quindi luce, gas e acqua».
Come spiega questa differenza di trattamento?
«Quello che non hanno capito a Quattro Castella è il valore e l’importanza di un gruppo che non solo conta 150 ragazzi ma porta nel paese 10-12 mila persone da tutta Italia e dall’estero. È da incosciente darci un calcio nel sedere. A San Polo abbiamo trovato un sindaco dalla parte dei giovani e dalla parte delle associazioni. E non solo qui».
Ossia?
«Una delle soddisfazioni maggiori è essere riusciti a organizzare Rievocandum a Reggio Emilia, al Campovolo. Siamo così piccoli e brutti che organizzeremo la manifestazione nell’arena dei concerti di Ligabue».(g.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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