il numero uno di tecton
«Era utile dare l’immagine di un ringiovanimento»
REGGIO EMILIA . «Il giudizio di Legacoop su Casoli? Non so quanto abbia influito su questa scelta. Il consiglio di amministrazione era in scadenza naturale. Non ci sono state dimissioni da parte dei...
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REGGIO EMILIA . «Il giudizio di Legacoop su Casoli? Non so quanto abbia influito su questa scelta. Il consiglio di amministrazione era in scadenza naturale. Non ci sono state dimissioni da parte dei consiglieri, ma un rinnovo graduale. Probabilmente in questa fase si è ritenuto più corretto dare un’immagine di ringiovanimento e di rinnovamento dei vertici». Così Fulvio Salami, già presidente Tecton, commenta la sua nomina anche alla presidenza del Ccpl, al posto dell’ex numero uno di Unieco, Mauro Casoli.
Un cambio ai vertici fortemente caldeggiato dal presidente regionale Legacoop, Giovanni Monti, che all’indomani del crac dell’ex colosso di via Ruini non aveva esitato a chiedere che Casoli se ne andasse anche dal Ccpl. Un’uscita di scena che l’ex presidente Unieco, contattato telefonicamente dalla Gazzetta, non intende commentare.
Lo stesso Casoli era presente nel momento in cui è stato deciso l’avvicendamento. «Ha semplicemente detto ciò che si dice in queste circostanze, ringraziando tutti i collaboratori – racconta Salami – Si è chiusa un’epoca? Tutti i presidenti che sono stati in grandi cooperative ora non ci sono più in quelle realtà. Casoli è stato presidente di una coop che ha dato tanto a Reggio. Poi purtroppo è finita come è finita». Un giudizio sul quale il nuovo numero uno di Ccpl sembra tratteggiare anche il suo nuovo mandato, non escludendo segnali di continuità con la vecchia presidenza: «La linea di continutià è da dare con tutto quello che è stato fatto, da Versace prima e da Casoli poi. Il percorso del Ccpl ormai si è avviato verso un ridimensionamento del volume d’affari. Sono stati venduti asset della cooperativa. E adesso si dovrà gestire cosa è rimasto, sempre con l’incudine della sanzione europea». Il riferimento è alla maxi-multa dell’Antitrust europeo in capo alla controllata Coopbox. «Su questo fronte, siamo ancora in attesa di capire quale sarà la sanzione definitiva – spiega Salami – la prima era stata di circa 50 milioni, ora dovrebbe essere ridimensionata tra i 5 e i 15 milioni. O almeno si spera». Un tassello di non poco conto che si aggiunge al percorso di Ccpl per la ristrutturazione del debito.
Nelle scorse settimane, la ristrutturazione dei debiti accumulati da Ccpl (che si aggirano sui 150 milioni di euro) verso banche e altri creditori, ha ricevuto l’ok del tribunale di Reggio. E il giudice Annamaria Casadonte, alla luce degli approfondimenti tecnici disposti (su veridicità dei dati aziendali e sull’attuabilità degli accordi trovati) ha ritenuto valido ed efficace quanto “costruito” dalla coop Ccpl (e il suo braccio operativo Ccpl spa) per uscire dall’emergenza con un piano quinquennale (2016-2020). «Adesso bisogna rispettare il piano – conclude il nuovo presidente Ccpl – e riuscire a prevedere come saranno i prossimi anni in un contesto come quello attuale. Crediamo tuttavia di essere riusciti a mettere in campo tutti gli strumenti per rispettare quanto ci siamo impegnati a fare». (e.spa.)
Un cambio ai vertici fortemente caldeggiato dal presidente regionale Legacoop, Giovanni Monti, che all’indomani del crac dell’ex colosso di via Ruini non aveva esitato a chiedere che Casoli se ne andasse anche dal Ccpl. Un’uscita di scena che l’ex presidente Unieco, contattato telefonicamente dalla Gazzetta, non intende commentare.
Lo stesso Casoli era presente nel momento in cui è stato deciso l’avvicendamento. «Ha semplicemente detto ciò che si dice in queste circostanze, ringraziando tutti i collaboratori – racconta Salami – Si è chiusa un’epoca? Tutti i presidenti che sono stati in grandi cooperative ora non ci sono più in quelle realtà. Casoli è stato presidente di una coop che ha dato tanto a Reggio. Poi purtroppo è finita come è finita». Un giudizio sul quale il nuovo numero uno di Ccpl sembra tratteggiare anche il suo nuovo mandato, non escludendo segnali di continuità con la vecchia presidenza: «La linea di continutià è da dare con tutto quello che è stato fatto, da Versace prima e da Casoli poi. Il percorso del Ccpl ormai si è avviato verso un ridimensionamento del volume d’affari. Sono stati venduti asset della cooperativa. E adesso si dovrà gestire cosa è rimasto, sempre con l’incudine della sanzione europea». Il riferimento è alla maxi-multa dell’Antitrust europeo in capo alla controllata Coopbox. «Su questo fronte, siamo ancora in attesa di capire quale sarà la sanzione definitiva – spiega Salami – la prima era stata di circa 50 milioni, ora dovrebbe essere ridimensionata tra i 5 e i 15 milioni. O almeno si spera». Un tassello di non poco conto che si aggiunge al percorso di Ccpl per la ristrutturazione del debito.
Nelle scorse settimane, la ristrutturazione dei debiti accumulati da Ccpl (che si aggirano sui 150 milioni di euro) verso banche e altri creditori, ha ricevuto l’ok del tribunale di Reggio. E il giudice Annamaria Casadonte, alla luce degli approfondimenti tecnici disposti (su veridicità dei dati aziendali e sull’attuabilità degli accordi trovati) ha ritenuto valido ed efficace quanto “costruito” dalla coop Ccpl (e il suo braccio operativo Ccpl spa) per uscire dall’emergenza con un piano quinquennale (2016-2020). «Adesso bisogna rispettare il piano – conclude il nuovo presidente Ccpl – e riuscire a prevedere come saranno i prossimi anni in un contesto come quello attuale. Crediamo tuttavia di essere riusciti a mettere in campo tutti gli strumenti per rispettare quanto ci siamo impegnati a fare». (e.spa.)
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