Gazzetta di Reggio

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«Gomme omologate, ha sbagliato l’autista» 

Casalgrande, Seta replica al 57enne declassato: «Informazioni false e diffamatorie, ne risponderà»

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CASALGRANDE. «La Direzione aziendale di Seta smentisce categoricamente qualunque insinuazione relativa alla sicurezza dei propri mezzi». È la replica di Seta alle accuse lanciate da un autista 57enne residente a Casalgrande che, coinvolto in un disastroso incidente avvenuto a Sassuolo l’11 novembre scorso – e per questo motivo dequalificato di mansione e con un taglio di stipendio –, è protagonista di un contenzioso legale con i datori di lavoro.
L’autista, difeso dagli avvocati Luciano e Andrea Faraon, ha dichiarato che l’incidente sarebbe stato causato da pneumatici adatti per i fuoristrada ma riutilizzati impropriamente per il trasporto passeggeri: gomme rigenerate, che con la pioggia avrebbero “pattinato” sull’asfalto.
La direzione aziendale di Seta nega categoricamente questa accusa, per altro non supportata da prove. Secondo Seta «il bus coinvolto nell’incidente avvenuto a Sassuolo si trovava in perfette condizioni di manutenzione e sicurezza, con revisioni periodiche e interventi di manutenzione regolarmente effettuati, la cui documentazione è stata messa a disposizione delle autorità competenti».
Per quanto riguarda gli pneumatici montati sui mezzi di Seta, «siano essi nuovi oppure ricostruiti, è forse superfluo ricordare che in ogni caso si tratta di gomme omologate e rispondenti a tutte le certificazioni ed attestazioni previste. L’impiego di pneumatici ricostruiti sui mezzi di trasporto pubblico è pienamente conforme agli standard di sicurezza e prescritto da disposizione legislative che impongono un limite minimo di impiego sul 20% delle flotte, per tutela ambientale».
Chiariti questi due aspetti tecnici, Seta interviene sul comportamento dell’autista. «In questo caso, purtroppo, non possiamo dare analoghe assicurazioni. Il provvedimento disciplinare comminato al nostro dipendente, infatti, risulta pienamente giustificato dall’esame del rapporto stilato dalla polizia municipale di Sassuolo e dalle testimonianze fornite agli agenti da alcune persone presenti sul luogo dell’incidente. Il conducente del bus, fermo al semaforo all’incrocio tra via Fossetta e via San Francesco, è partito con il rosso (circostanza documentata anche dai sistemi di video-monitoraggio presenti sul mezzo), causando ingenti danni a ben sette altri veicoli parcheggiati in via Fossetta, nonché all’edificio posto al civico 46 contro il quale si è andato a scontrare a piena velocità e senza aver mai azionato i freni. Solo per una fortunata coincidenza questo episodio ha provocato solo danni materiali, per oltre 120 mila euro, senza ferire persone. Partire con il semaforo rosso, di sera, è senz’altro un comportamento negligente e pericoloso, che non può trovare alcuna giustificazione».
«Siamo sorpresi e rammaricati – prosegue Seta – nel vedere come simili posizioni strumentali e pretestuose possano trovare ampio spazio sulla stampa, senza alcun contraddittorio e senza adeguata verifica preventiva dell’effettiva dinamica dei fatti. È legittima facoltà del nostro dipendente rivolgersi alla legge per impugnare il provvedimento a suo carico, ma non certo di diffondere informazioni false e diffamatorie nei confronti dell’azienda, delle quali dovrà rispondere nelle sedi deputate».

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