DAI CHIOSTRI DI SAN PIETRO A PALAZZO MAGNANI
Intrappolati dagli sguardi d’autore di Paul Strand e Berengo Gardin
di Cristina Fabbri
REGGIO EMILIA. «Una cosa è fotografare la gente; un’altra è rilevarne l’essenza umana cosicché altri ne siano toccati». È una delle frasi celebri di Paul Strand, uno dei maestri della fotografia....
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REGGIO EMILIA. «Una cosa è fotografare la gente; un’altra è rilevarne l’essenza umana cosicché altri ne siano toccati». È una delle frasi celebri di Paul Strand, uno dei maestri della fotografia. Frase che in un qualche modo strizza l’occhio alle parole di un altro celebre fotografo, Gianni Berengo Gardin. «Il fotografo – disse un giorno in un’intervista – guarda sempre in un modo diverso dai non-fotografi. Perché vorrebbe, non dico rubare, vorrebbe appropriarsi della situazione». Partiamo da queste parole perché saranno le foto di Strand e Gardin – ma anche di tanti altri professionisti – a intrappolare i vostri sguardi in questa edizione di Fotografia Europea. Visto il tema trattato, varcherete idealmente la soglia di archivi e scoprirete storie di paesi vicini, come Luzzara, e lontani, come l’Africa. Vi soffermerete su immagini che indagano il passato, il presente ma anche il futuro in grado di “parlare”, “raccontare”, di scavare nel profondo e affascinare. Insomma, vi accorgerete che le foto sono come delle “mappe del tempo”.
Pronti? Mappa della città alla mano, ecco un tuffo nelle… mappe del tempo. Ieri la preview per la stampa è partita ai Chiostri di San Pietro con le parole del sindaco Luca Vecchi: «Questo festival è sempre più un punto di riferimento per la fotografia, tanto che quest’anno ospitiamo gli Stati Generali della fotografia e sono coinvolte altre sedi fuori dal territorio reggiano». Poi il prefetto Raffaele Ruberto ha sottolineato che «Reggio è una città dove la cultura è diffusa». E Davide Zanichelli, della Fondazione Palazzo Magnani, si è detto «emozionato» in vista del taglio del nastro. Idealmente vi proponiamo di partire anche voi dai Chiostri che ospitano una delle biglietterie (l’altra è a Palazzo Magnani).
Al piano terra vi accoglie lo studio di Gianni Berengo Gardin: potete esplorare il processo creativo, gli oggetti di lavoro e i cassetti della memoria del fotografo che ha fatto parte della Magnum ed è stato un cultore dell’analogico. Salendo al primo piano vi aspettano gli scatti d’indagine su diverse questioni sociali dei creativi passati in 20 anni da Fabrica, la fucina di giovani talenti voluta da Benetton Group a partire dal ‘94 (come Pieter Hugo, James Mollison, Olivia Arthur, Laia Abril, Lorenzo Vitturi). Vi conducono in Iran, in Asia Centrale e in Italia. Spazio poi alla storia del Sud Africa in cento scatti, un progetto nato per il quarantennale del primo patto tra Reggio e l’Africa. Di grande impatto visivo sono i lavori di Joan Fontcuberta sulle nuove enciclopedie, la “nuvola” di 275mila foto di Roberto Pellegrino e lo Speciale 18-25.
Si prosegue ai Chiostri di San Domenico con le produzioni originali di Tommaso Bonaventura, Jan de Cock, Aleix Plademunt e Moira Ricci realizzate tra Reggio, Luzzara, il Molise e la Maremma. La splendida cornice di Palazzo da Mosto propone la collettiva “Archivi del futuro”, in cui sette artisti s’interrogano sul rapporto tra futuro e archivio. Se siete dei cultori della Summer of Love, allora fate tappa allo Spazio Gerra dove ci si domanda, nel 50° della Summer of Love, cosa rimanga della comunità hippie e soprattutto cosa si riverberi di quell’esperienza nel nostro presente, con le immagini di Robert Altman, Elaine Mayes e Baron Wolman.
Palazzo Magnani ospita una delle mostre centrali: si concentra sul primo fotolibro italiano, “Un Paese” di Cesare Zavattini e Paul Strand. Quindi potete ammirare la Luzzara di Zavattini a metà degli anni ‘50. Le foto di Strand, tratte dal libro, raccontano le vite e le storie degli umili di un paese italiano scelto come specchio dello spirito di un popolo e del ritmo universale della vita legata alla terra. A completare la mostra gli scatti di Gianni Berengo Gardin che, con Zavattini, realizza “Un Paese vent’anni dopo nel 1976”, Luigi Ghirri, Stephen Shore, Olivo Barbieri fino alla ricerca artistica di Claudio Parmiggiani. Altri progetti interessanti si sviluppano al Palazzo dei Musei (la mostra Loop - Giovane Fotografia Italiana #05 di sette artisti under 35); la Galleria Parmeggiani e Via Secchi 11 propongono i sette migliori progetti realizzati da artisti che hanno risposto a una public call. Al Museo della Psichiatria è esposto il progetto di Christian Fogarolli su uno studio di ricerca condotto all’interno dell’archivio dell’ex San Lazzaro, la Biblioteca Panizzi con “Foto graphia” mostra esemplari storici, dal dagherrotipo, alle carte salate, alle albumine alla fotografia digitale.
Aggiratevi poi per le vie del centro alla scoperta delle oltre 400 mostre del circuito parallelo Off che animano palazzi, cortili, negozi da via dei due Gobbi a via Roma, fino alla Polveriera, a Vicolo del Folletto, allo Spazio San Zenone, alle Farmacie di piazza Prampolini. Basta lasciarsi guidare dalle cornici rosa magenta.
Pronti? Mappa della città alla mano, ecco un tuffo nelle… mappe del tempo. Ieri la preview per la stampa è partita ai Chiostri di San Pietro con le parole del sindaco Luca Vecchi: «Questo festival è sempre più un punto di riferimento per la fotografia, tanto che quest’anno ospitiamo gli Stati Generali della fotografia e sono coinvolte altre sedi fuori dal territorio reggiano». Poi il prefetto Raffaele Ruberto ha sottolineato che «Reggio è una città dove la cultura è diffusa». E Davide Zanichelli, della Fondazione Palazzo Magnani, si è detto «emozionato» in vista del taglio del nastro. Idealmente vi proponiamo di partire anche voi dai Chiostri che ospitano una delle biglietterie (l’altra è a Palazzo Magnani).
Al piano terra vi accoglie lo studio di Gianni Berengo Gardin: potete esplorare il processo creativo, gli oggetti di lavoro e i cassetti della memoria del fotografo che ha fatto parte della Magnum ed è stato un cultore dell’analogico. Salendo al primo piano vi aspettano gli scatti d’indagine su diverse questioni sociali dei creativi passati in 20 anni da Fabrica, la fucina di giovani talenti voluta da Benetton Group a partire dal ‘94 (come Pieter Hugo, James Mollison, Olivia Arthur, Laia Abril, Lorenzo Vitturi). Vi conducono in Iran, in Asia Centrale e in Italia. Spazio poi alla storia del Sud Africa in cento scatti, un progetto nato per il quarantennale del primo patto tra Reggio e l’Africa. Di grande impatto visivo sono i lavori di Joan Fontcuberta sulle nuove enciclopedie, la “nuvola” di 275mila foto di Roberto Pellegrino e lo Speciale 18-25.
Si prosegue ai Chiostri di San Domenico con le produzioni originali di Tommaso Bonaventura, Jan de Cock, Aleix Plademunt e Moira Ricci realizzate tra Reggio, Luzzara, il Molise e la Maremma. La splendida cornice di Palazzo da Mosto propone la collettiva “Archivi del futuro”, in cui sette artisti s’interrogano sul rapporto tra futuro e archivio. Se siete dei cultori della Summer of Love, allora fate tappa allo Spazio Gerra dove ci si domanda, nel 50° della Summer of Love, cosa rimanga della comunità hippie e soprattutto cosa si riverberi di quell’esperienza nel nostro presente, con le immagini di Robert Altman, Elaine Mayes e Baron Wolman.
Palazzo Magnani ospita una delle mostre centrali: si concentra sul primo fotolibro italiano, “Un Paese” di Cesare Zavattini e Paul Strand. Quindi potete ammirare la Luzzara di Zavattini a metà degli anni ‘50. Le foto di Strand, tratte dal libro, raccontano le vite e le storie degli umili di un paese italiano scelto come specchio dello spirito di un popolo e del ritmo universale della vita legata alla terra. A completare la mostra gli scatti di Gianni Berengo Gardin che, con Zavattini, realizza “Un Paese vent’anni dopo nel 1976”, Luigi Ghirri, Stephen Shore, Olivo Barbieri fino alla ricerca artistica di Claudio Parmiggiani. Altri progetti interessanti si sviluppano al Palazzo dei Musei (la mostra Loop - Giovane Fotografia Italiana #05 di sette artisti under 35); la Galleria Parmeggiani e Via Secchi 11 propongono i sette migliori progetti realizzati da artisti che hanno risposto a una public call. Al Museo della Psichiatria è esposto il progetto di Christian Fogarolli su uno studio di ricerca condotto all’interno dell’archivio dell’ex San Lazzaro, la Biblioteca Panizzi con “Foto graphia” mostra esemplari storici, dal dagherrotipo, alle carte salate, alle albumine alla fotografia digitale.
Aggiratevi poi per le vie del centro alla scoperta delle oltre 400 mostre del circuito parallelo Off che animano palazzi, cortili, negozi da via dei due Gobbi a via Roma, fino alla Polveriera, a Vicolo del Folletto, allo Spazio San Zenone, alle Farmacie di piazza Prampolini. Basta lasciarsi guidare dalle cornici rosa magenta.
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