Gazzetta di Reggio

Reggio

Iren, all’appello mancano 3,6 milioni di euro 

di Roberto Fontanili
Iren, all’appello mancano 3,6 milioni di euro 

Il dato sugli investimenti emerge nella commissione sulla futura gestione del servizio idrico 

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REGGIO EMILIA. Due i temi al centro della Commissione consiliare di ieri sul servizio idrico integrato. Il primo sono i minori investimenti per 3.6 milioni di euro effettuati nel 2016 da Iren rispetto a quanto pianificato, un dato che ha sollevato proteste e mugugni. Il secondo l’annuncio dell’assessore Mirko Tutino dell’avvio a giugno del percorso per arrivare alla costituzione della società mista pubblico privato (a maggioranza pubblica) chiamata a gestire il servizio idrico nei prossimi anni. Si è trattato di una commissione preparatoria in vista dell’approdo del tema a settembre nei diversi consigli comunali e dell’assemblea dei sindaci, l’organo chiamato a deliberare l’avvio del percorso che porterà all’affidamento del servizio idrico integrato a un nuovo gestore. Il percorso è lungo, ma nel frattempo, ha detto ieri Tutino «Atersir ha completato il percorso per individuare, attraverso un bando pubblico, la società di consulenza che produrrà la documentazione tecnica ed economica per costituire la società mista. Sulla base dello studio di fattibilità affidato alla società Paragon i tempi prevedono a giugno l’avvio del confronto con le organizzazioni sindacali, a settembre il confronto con i sindaci per l’approvazione degli atti costitutivi e il capitolato tecnico a cui dovrà sottoporsi il socio di minoranza per poter gestire il servizio e l’incontro con il Forum provinciale sull’acqua e infine a novembre 2017 l’emanazione del bando per l’individuazione del socio di minoranza. A giugno ci sarà anche l’avvio del confronto con i sindacati sul futuro dei circa 310 dipendenti in carico a diverse società del gruppo Iren che dovranno finire nella società che gestirà il servizio idrico.
La nuova società dovrà ottemperare ad alcuni obblighi. La prima essere territoriale e garantire in maniera autonoma le entrate e gli investimenti sulla nostra provincia. Ciò significa che Ireti per partecipare al bando dovrà costituire una società ad hoc. La seconda è che i vertici della società dovranno essere indicati in maniera condivisa con gli enti locali reggiani che detengono la maggioranza della società mista. Fin qui i passaggi istituzionali. Sullo sfondo restano alcuni altri temi come quelli posti dal sindacato il quale chiede che laboratorio analisi e centrale di controllo delle emergenze, restino a Reggio. Temi su cui De Franco di Mdp ha presentato un ordine del giorno (poi approvato) per mantenere a Reggio questi presidi. Con Tutino che ha ribadito: «Valuteremo se queste condizioni possono far parte del capitolato per individuare la società che sarà socio di minoranza».

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