Marchi, il renziano che blinda la giunta
di Luciano Salsi
L’assessore comunale al bilancio: «Non penso che l’alleanza di centrosinistra possa entrare in crisi. Nessuna rottura»
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA . Le primarie del Pd continuano ad alimentare il dibattito politico. Dopo il botta e risposta fra il segretario provinciale Andrea Costa e il vicesindaco Matteo Sassi abbiamo chiesto un parere a Andrea Rossi, sottosegretario alla presidenza della regione Emilia-Romagna, che probabilmente entrerà nella segreteria nazionale del partito come responsabile dell’organizzazione. Rossi, però, preferisce non intervenire. Non si sottrae al confronto, invece, un altro renziano, l’assessore comunale al bilancio Daniele Marchi. Partiamo dal fatto che Matteo Sassi riconosce al sindaco Luca Vecchi, dichiaratamente renziano, una diversità positiva rispetto a Matteo Renzi.
Lei condivide la sua posizione, che conferma a Reggio l’alleanza di centrosinistra con gli scissionisti dell’Mdp?
«È una posizione coerente, fatta propria dalla Giunta. Il sindaco è stato molto chiaro. Un conto è il livello politico, un altro è il livello istituzionale. Le divergenze politiche non devono impedire la collaborazione nell’amministrare la città. Matteo Sassi è entrato in Giunta come esponente di Sel. Oggi fa parte dell’Mdp, ma l’alleanza di centro sinistra rimane».
Tuttavia nella stessa Giunta coesistono persone con idee diverse. Non c’è il rischio di una rottura?
«Ci sarebbe se qualcuno usasse la sua collocazione nella Giunta per fare politica. In tal caso commetterebbe un errore e andrebbe contro l’impostazione che ci siamo dati. In questa fase siamo impegnati a lavorare insieme per il bene della città».
E domani?
«Dipenderà dalla forza che l’Mdp dimostrerà di avere sul territorio. Noi l’abbiamo dimostrata con le primarie. Quello del Pd è un popolo che esiste. Di qui si parte per andare avanti».
Intanto, però, Matteo Renzi esclude alleanze politiche con gli scissionisti. Ciò non avrà conseguenze anche a Reggio?
«Le ripercussioni a livello locale ci saranno sicuramente. Tuttavia non penso che l’alleanza di centro sinistra possa entrare in crisi in questa consigliatura. Schemi diversi potrebbero essere definiti quando si avvicineranno le elezioni amministrative».
Esclude che qualche esponente del Pd possa provocare la rottura prima della scadenza della consigliatura?
«Mi limito ad esprimere le mie convinzioni. Le istituzioni devono essere salvaguardate. Nessuno deve mettere al primo posto le divergenze politiche. Il partito maggiore ha la responsabilità di coagulare intorno a sè le forze di centro sinistra».
A livello nazionale viene ipotizzata un’alleanza del Pd con Forza Italia per sbarrare la strada ai Cinque Stelle. Non potrebbe presentarsi questa necessità anche a Reggio?
«Le ipotesi di un fronte comune contro i populismi sono molto aleatorie. Io preferirei che non si andasse in questa direzione. È uno scenario che eviterei».
Lei condivide la sua posizione, che conferma a Reggio l’alleanza di centrosinistra con gli scissionisti dell’Mdp?
«È una posizione coerente, fatta propria dalla Giunta. Il sindaco è stato molto chiaro. Un conto è il livello politico, un altro è il livello istituzionale. Le divergenze politiche non devono impedire la collaborazione nell’amministrare la città. Matteo Sassi è entrato in Giunta come esponente di Sel. Oggi fa parte dell’Mdp, ma l’alleanza di centro sinistra rimane».
Tuttavia nella stessa Giunta coesistono persone con idee diverse. Non c’è il rischio di una rottura?
«Ci sarebbe se qualcuno usasse la sua collocazione nella Giunta per fare politica. In tal caso commetterebbe un errore e andrebbe contro l’impostazione che ci siamo dati. In questa fase siamo impegnati a lavorare insieme per il bene della città».
E domani?
«Dipenderà dalla forza che l’Mdp dimostrerà di avere sul territorio. Noi l’abbiamo dimostrata con le primarie. Quello del Pd è un popolo che esiste. Di qui si parte per andare avanti».
Intanto, però, Matteo Renzi esclude alleanze politiche con gli scissionisti. Ciò non avrà conseguenze anche a Reggio?
«Le ripercussioni a livello locale ci saranno sicuramente. Tuttavia non penso che l’alleanza di centro sinistra possa entrare in crisi in questa consigliatura. Schemi diversi potrebbero essere definiti quando si avvicineranno le elezioni amministrative».
Esclude che qualche esponente del Pd possa provocare la rottura prima della scadenza della consigliatura?
«Mi limito ad esprimere le mie convinzioni. Le istituzioni devono essere salvaguardate. Nessuno deve mettere al primo posto le divergenze politiche. Il partito maggiore ha la responsabilità di coagulare intorno a sè le forze di centro sinistra».
A livello nazionale viene ipotizzata un’alleanza del Pd con Forza Italia per sbarrare la strada ai Cinque Stelle. Non potrebbe presentarsi questa necessità anche a Reggio?
«Le ipotesi di un fronte comune contro i populismi sono molto aleatorie. Io preferirei che non si andasse in questa direzione. È uno scenario che eviterei».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
