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«Sono solo trenta le persone tutt’ora senza la loro casa» 

«Sono solo trenta le persone tutt’ora senza la loro casa» 

Nel maggio 2012 gli sfollati erano 700, restano pochi nuclei Si attende che siano terminate le palazzine in costruzione

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REGGIOLO. Era la fine di maggio del 2012 quando Reggiolo venne duramente colpita dal terremoto. A quasi cinque anni di distanza, sono ancora in corso i lavori di ricostruzione.
L’assessore alla ricostruzione Franco Albinelli, dopo aver fatto il punto della situazione tra edifici privati, pubblici, luoghi di culto, palazzi e monumenti storici, ha detto che «a Reggiolo non ci sono famiglie che abitano in moduli abitativi». E ha precisato: «All’appello mancano trenta persone che non hanno ancora potuto rientrare nelle loro case. In via XXV Luglio e in via XXIV Maggio sono ancora in fase di costruzione i palazzi del quartiere liberty. Solo in alcune corti agricole, per scelta, alcuni allevatori hanno preferito abitare in casette di legno per motivi lavorativi e soprattutto per stare vicino agli animali. Gli sfollati, tuttavia, siano essi andati ad abitare in case o appartamenti, hanno diritto ad un contributo di autonoma sistemazione», una sorta di fondo di sostegno per l’affitto.
All’epoca del sisma, secondo i dati raccolti dal Centro coordinamento soccorsi (Ccs) che venne allestito al Centro unificato di Protezione civile, gli sfollati nella provincia reggiana furono: 700 a Reggiolo, 110 a Rolo, 60 a Guastalla, 40 a Correggio, 39 a Rio Saliceto, 36 a Luzzara, 30 a Reggio, 15 a Fabbrico, 15 a Novellara e 10 a Brescello. Tra i campi di Reggiolo e Rolo e le aree di accoglienza di Guastalla e Villarotta diedero il loro contributo ben sessanta volontari. La macchina organizzativa fu molto rapida e il 31 luglio 2012, a due mesi dal sisma, il campo di accoglienza di Rolo venne chiuso. A tempo di record il Centro di coordinamento provinciale riuscì a trovare una sistemazione per gli ultimi sfollati (cinque nuclei familiari, tutti di origine pachistana) che erano ancora ospitati nel campo: 24 vennero alloggiati in cinque appartamenti (quattro a Rolo e uno a Correggio) reperiti attraverso il Comune e Acer, gli altri tre in un albergo convenzionato di Rolo. Nel frattempo anche il campo di accoglienza di Reggiolo cominciò a svuotarsi: e dai 700 sfollati, a fine luglio 2012 ne rimasero 164.
«Sono cinque anni che non ci fermiamo – spiega il sindaco di Reggiolo Roberto Angeli – Tanto è stato fatto, molto resta ancora da fare, ma guardiamo al futuro con fiducia. Dal 2012 ad oggi al centro dei nostri pensieri c’è stata la ricostruzione. Oggi possiamo vedere la conclusione di tanti cantieri, la soddisfazione dei cittadini che sono rientrati nelle loro case e nel centro storico sono state aperte nuove attività». Subito dopo il terremoto le case inagibili erano circa 600, quelle danneggiate circa 850. Gli edifici duramente danneggiati che ancora attendono di essere recuperati sono l’antico teatro comunale “Rinaldi”, l’ex Edificio 32, la chiesa di Santa Maria Assunta e Palazzo Sartoretti. (m.p.)
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