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«Chiedo dove siano gli 84mila euro di Rievocandum» 

di Ambra Prati
«Chiedo dove siano gli 84mila euro di Rievocandum» 

Quattro Castella, polemica Comune-Contrada della Corte Giovanni Canovi (ex Lega Nord) prende le difese di Tagliavini

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QUATTRO CASTELLA. «Se è vero che Rievocandum portava 12mila persone a Quattro Castella e la quota per entrare alle feste andava dai 7 ai 9 euro, la Contrada della Corte incassava solo di ingressi almeno 84mila euro. La domanda nasce spontanea: come hanno fatto a contrarre tanti debiti?». Giovanni Canovi, ex leghista ora capogruppo della lista di minoranza Quattro Castella Libera, entra a gamba tesa nella polemica tra Comune e Contrada della Corte: e lo fa prendendo le difese della giunta Tagliavini.
Il dibattito era partito dal trasferimento della festa medievale “Rievocandum” – che quest’anno per la prima volta si terrà a Reggio al Campovolo dal 12 al 14 maggio – e dal trasferimento della sede dell’associazione da Quattro Castella a San Polo. Un post su Facebook della contrada, che aveva fatto intendere di essere stata abbandonata, aveva suscitato la replica dell’assessore Giacomo Bertani Pecorari, che aveva parlato del «ruolo di conciliatore in diverse situazioni conflittuali» e soprattutto «del debito di migliaia di euro contratto con il Comune», costretto a ricorrere alla riscossione coattiva. Ora Canovi fa i conti in tasca alla contrada, sottolinea che «qualcosa non quadra» e ritiene che «i contratti stipulati si devono onorare: se per caso si riscontrano dei problemi economici, ci si ferma molto prima di accumulare un debito di migliaia di euro».
Canovi divide il suo intervento in due parti: «La prima come cittadino che vive all’interno dell’area che ha sempre ospitato Rievocandum, la seconda da consigliere comunale». Come cittadino, «è innegabile che i dirigenti della Contrada della Corte non abbiano mai fatto nulla per relazionarsi in modo civile con il quartiere che li ospitava. Da vicino di casa vi dico che, durante la festa, i disagi per i residenti erano forti, così come per il pensionato San Giuseppe situato a cento metri, con anziani assordati dalle detonazioni di bombarde e animali che rimanevano storditi. Alle lamentele che durante gli anni sono state portate all’associazione, hanno sempre fatto spallucce, come se non importasse nulla. Credo che se le cose fossero state impostate diversamente non ci sarebbero stati tutti i problemi poi palesati. La mia impressione, da cittadino, è che i dirigenti si sentissero al disopra delle più elementari regole di convivenza civile».
Come consigliere comunale, Canovi si dichiara «totalmente d’accordo con Giacomo Bertani. Anche il sottoscritto era al corrente del debito che la contrada ha con il Comune e, al contrario di quello che dichiarano, loro sono stati messi parecchie volte in condizione di pagare. Se l’amministrazione è arrivata al punto di procedere alla richiesta di riscossione coattiva un motivo ci sarà». In conclusione «sono testimone personalmente dell’impegno del sindaco Andrea Tagliavini e credo sia oltremodo scandaloso l’attacco che la contrada ha fatto nei confronti di una amministrazione che avrà tanti difetti, ma non certo quello di non aiutare le associazioni. Anzi, credo che nel caso della corte l’amministrazione abbia fatto molto di più del suo dovere».
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