Gazzetta di Reggio

Reggio

LA CRISI DELLE COOP 

Il Pd chiede al governo un fondo di garanzia 

Il Pd chiede al governo un fondo di garanzia 

REGGIO EMILIA. La crisi delle coop edili aderenti a Legacoop e in particolare la richiesta al Governo di istituire un fondo di garanzia nazionale a tutela dei sottoscrittori del prestito sociale non...

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REGGIO EMILIA. La crisi delle coop edili aderenti a Legacoop e in particolare la richiesta al Governo di istituire un fondo di garanzia nazionale a tutela dei sottoscrittori del prestito sociale non solo per il futuro, ma anche per il passato e il presente, è finita in Parlamento con interpellanza presentata e discussa ieri dai deputati del Pd Maino Marchi, Antonella Incerti, Paolo Gandolfi e Vanna Iori. I parlamentari reggiani, assieme ad altri colleghi, hanno presentato un’interpellanza urgente al Ministro dell’Economia e Finanze Pier Carlo Padoan, senza però ricevere una risposta ritenuta soddisfacente e risolutiva. In particolare la richiesta al Governo è stata quella di «creare un fondo di garanzia nazionale a tutela del prestito sociale che tuteli automaticamente fino a un massimo di 70mila euro a persona sul modello di quanto previsto per i depositi bancari». Fondo che dovrebbe alimentarsi in futuro con un versamento pro - quota obbligatorio a carico di tutte le cooperative che utilizzino il prestito sociale come forma di autofinanziamento. Il Governo tramite il Sottosegretario Beretta nella sua risposta invece si è invece limitato a «ricordare gli interventi normativi assunti dal 2014 e quelli più recenti della Banca d’Italia, tesi a dare regole più trasparenti e consapevolezza delle caratteristiche del prestito sociale, oltre a rafforzare gli strumenti di vigilanza». Il Sottosegretario concludendo la sua replica ha poi anche ricordato «il confronto in atto sulla questione con il mondo cooperativo». Una risposta che come detto non ha soddisfatto i parlamentari reggiani che nella loro controreplica in aula hanno sottolineato come «tutto ciò non basta». Per poi aggiungere che «l’esperienza in atto porta a ritenere che chi utilizza il prestito sociale debba, per legge, destinarne una parte a un fondo che possa garantire e tutelare automaticamente i soci risparmiatori». Da qui la richiesta al Governo della costituzione di un «fondo obbligatorio di garanzia non su basi volontarie. Uno strumento che permetta di intervenire non solo per il futuro, ma anche per il presente, a favore delle persone che oggi vivono un dramma a cui occorre in breve tempo dare risposte», sollecitando il Governo a operare rapidamente. Nel motivare le ragioni della loro interpellanza, i parlamentari reggiani avevano rimarcato come «negli ultimi 5 anni si sia assistito al dissolvimento dell’intero settore cooperativo edile e al fallimento di storiche aziende nella sola provincia di Reggio ha mandato in fumo 70 milioni di euro di prestito sociale, determinato la perdita di 1.480 posti di lavori diretti e causato la crisi di oltre 3000 piccole imprese dell’indotto». (r.f.)

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