La silente protesta della mamma
Carica le frasi, a volte alza la voce, guarda fisso negli occhi il collegio giudicante e quando tocca i punti-chiave dell’arringa si avvicina con gli appunti in mano sempre più a chi dovrà emettere...
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Carica le frasi, a volte alza la voce, guarda fisso negli occhi il collegio giudicante e quando tocca i punti-chiave dell’arringa si avvicina con gli appunti in mano sempre più a chi dovrà emettere la sentenza.
Per quasi cinque ore l’avvocato Carlo Taormina non si è certo risparmiato nella sua accorata controffensiva. Il legale ha 76 anni ma non li dimostra sul suo “palcoscenico” preferito, cioè l’aula di un tribunale. La sua è un’esposizione teatrale, piena di enfasi ma anche di attacchi a dir poco decisi. Ogni tanto beve un sorso d’acqua, ma in un attimo è già incalzante. Non perde mai il filo. Parla di pregiudizi nei confronti degli imputati albanesi, ma soprattutto ha parole di fuoco contro i due fratelli Montruccoli: Marco era un violento («Devo essere impietoso, anche se ho rispetto per la sorte che ha avuto»), Matteo un «attore più comico che drammatico, furbo ma non intelligente, dedicatosi a falsificazioni sistematiche dall’inizio di questa vicenda».
Valutazioni del difensore che feriscono molto la mamma Mara Guidetti (foto): prima si chiude in un pianto silenzioso,struggente, poi non ce la fa a non reagire, anche se in modo silenzioso, per non essere d’intralcio all’udienza. Ma il suo è un gesto eloquente: solleva più volte la fotografia del figlio Marco che dall’avvio del procedimento – nell’ottobre scorso – ha sempre appoggiata sul banco. Una protesta con le lacrime agli occhi, per ricordare che suo figlio ha pagato con la vita quanto accaduto nel monolocale delle Forche e che il suo ricordo va rispettato.
Per quasi cinque ore l’avvocato Carlo Taormina non si è certo risparmiato nella sua accorata controffensiva. Il legale ha 76 anni ma non li dimostra sul suo “palcoscenico” preferito, cioè l’aula di un tribunale. La sua è un’esposizione teatrale, piena di enfasi ma anche di attacchi a dir poco decisi. Ogni tanto beve un sorso d’acqua, ma in un attimo è già incalzante. Non perde mai il filo. Parla di pregiudizi nei confronti degli imputati albanesi, ma soprattutto ha parole di fuoco contro i due fratelli Montruccoli: Marco era un violento («Devo essere impietoso, anche se ho rispetto per la sorte che ha avuto»), Matteo un «attore più comico che drammatico, furbo ma non intelligente, dedicatosi a falsificazioni sistematiche dall’inizio di questa vicenda».
Valutazioni del difensore che feriscono molto la mamma Mara Guidetti (foto): prima si chiude in un pianto silenzioso,struggente, poi non ce la fa a non reagire, anche se in modo silenzioso, per non essere d’intralcio all’udienza. Ma il suo è un gesto eloquente: solleva più volte la fotografia del figlio Marco che dall’avvio del procedimento – nell’ottobre scorso – ha sempre appoggiata sul banco. Una protesta con le lacrime agli occhi, per ricordare che suo figlio ha pagato con la vita quanto accaduto nel monolocale delle Forche e che il suo ricordo va rispettato.
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