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Le 3 richieste di Reggio al ministro della Cultura 

di Evaristo Sparvieri
Le 3 richieste di Reggio al ministro della Cultura 

Ogni anno gli stati generali in città, Ducato Estense e capitale del balletto Il colloquio riservato in municipio tra il sindaco Vecchi e Franceschini

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REGGIO EMILIA. Un colloquio di circa mezz’ora, di buon mattino, prima delle cerimonie ufficiali. E prima che tutta la kermesse riempisse la città di persone, selfie, scatti e divertimento.
Un faccia a faccia tra sindaco e ministro, per definire una volta per tutte l’identità culturale reggiana, città di Fotografia Europea e futura tappa del Ducato Estense, senza dimenticare il ruolo di Aterballetto-Fondazione della Danza, che soltanto recentemente ha visto rinnovare i propri vertici.
Sono questi gli argomenti portati all’attenzione del ministro per i Beni Culturali, Dario Franceschini, dal sindaco, Luca Vecchi, prima dell’evento inaugurale dell’edizione 2017 di Fotografia Europea: un incontro riservato nell’ufficio del primo cittadino in municipio, durato circa mezz’ora, dalle 9.45 alle 10.15 circa, durante il quale Vecchi ha posto al ministro ferrarese tre questioni per il rilancio culturale e turistico di Reggio Emilia e della sua provincia. A cominciare proprio da Fotografia Europea, e dagli Stati generali della Fotografia che si sono svolti ieri.
«Da parte del Ministero c’è la volontà di costruire una struttura permanente che si occupi di conservazione del patrimonio fotografico e di valorizzazione della fotografia come espressione dell’arte contemporanea», fa sapere il ministro al termine dell’incontro al Teatro Cavallerizza, intervistato dal direttore di Repubblica, Mario Calabresi –. Il Ministero si è occupato negli anni di tantissime cose e bene, ma non c’è stata l’attenzione che meritava al settore della fotografia. Un settore che merita attenzione sia per la conservazione dell’incredibile patrimonio fotografico storico detenuto dalle istituzioni del ministero e dalle soprintendenze, ma che merita una valorizzazione anche come parte rilevante dell’arte contemporanea e della creatività italiana». Un patrimonio di cui proprio Reggio Emilia potrebbe diventare capitale nazionale ed europea. È questa, in sintesi, la proposta “riservata” di Vecchi a Franceschini. Che prevede un primo punto di partenza: gli Stati Generali nazionali della Fotografia si svolgano sempre a Reggio Emilia. Un’arte, quella della fotografia, che necessita tuttavia anche di qualcosa da fotografare. Ed ecco che allora il discorso si sposta sul Ducato Estense, con il restauro e la valorizzazione della Reggia ducale di Rivalta, del Mauriziano e della Passeggiata settecentesca. Ma, soprattutto, con un percorso che collega in Area Vasta le province di Reggio, quelle di Modena e quella di Ferrara, arrivando fino in Garfagnana (Lucca), proprio nell’ambito di un protocollo d’intesa firmato nel dicembre 2016 con il ministero per i Beni e le attività culturali e del Turismo.
L’idea del sindaco è quella di creare un brand territoriale forte. E farlo a partire da un tavolo permanente di progettazione turistica e promozionale insieme agli due sindaci emiliani coinvolti nel progetto, Giancarlo Muzzarelli di Modena e Tiziano Tagliani di Ferrara. Una sorta di consorzio “emiliano” del turismo estense, in grado di programmare da un punto di vista della promozione territoriale pacchetti turistici da vendere all’estero.
Il progetto reggiano è già stato approvato, per un valore di 14 milioni di euro. E quest’anno sono previste risorse destinate proprio alla progettazione. Nel 2018, invece, ci saranno i finanziamenti per l’esecuzione dei lavori. Ma a una condizione. Che tutti i Comuni coinvolti siano pronti con i rispettivi progetti. Un iter che vede Reggio Emilia già molto avanti sui tempi rispetto ad altre amministrazioni.
Di qui la proposta del sindaco di spingere il piede sull’acceleratore già per quanto riguarda la promozione territoriale, il turismo e il marketing. Ma sul tavolo di Franceschini Vecchi ha portato anche Aterballetto, dove recentemente Pompea Santoro è stata nominata nuovo direttore artistico. E dove Gigi Cristoforetti è il nuovo direttore generale. In Italia, ci sono soltanto tre centri di produzione nazionale di balletto.
Ma Aterballetto è l’unico pubblico, in virtù della partecipazione di Comune e Regione. Perché non farlo diventare una sorta di centro nazionale di danza, dunque? Magari anche lanciando gli Stati generali della Danza. Proposte sulle quali Franceschini avrebbe fatto intravvedere un certo favore. Rimandando tuttavia le decisioni a un prossimo incontro.
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