«Serve un fondo nazionale per i danni del maltempo»
di Luciano Salsi
Confagricoltura e Coldiretti sollecitano la Regione per un incontro con il ministro «In pochi mesi gelate, grandinate e siccità hanno messo a dura prova i raccolti»
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REGGIO EMILIA . Gli agricoltori chiedono aiuto alla Regione, la quale esorta il Governo ad attivare il Fondo di solidarietà nazionale per risarcire i danni provocati dalle gelate del 19 e 20 aprile, dalle grandinate di fine mese e dalla straordinaria siccità dei mesi trascorsi.
Sono centinaia le aziende agricole della nostra provincia e del resto dell'Emilia-Romagna che denunciano le gravi conseguenze delle recenti avversità atmosferiche.
Le associazioni di categoria se ne fanno portavoci. A cominciare da Confagricoltura, che stima che un terzo delle sue dodicimila imprese associate abbia subito danni. E sull’argomento entra in campo Coldiretti. «Dopo le centinaia di segnalazioni ricevute dai nostri associati – riferiscono Vito Amendolara e Assuero Zampini, dirigenti della Coldiretti reggiana – abbiamo immediatamente sollecitato la Regione per procedere al riconoscimento dello stato di calamità».
La Regione Emilia-Romagna, da parte sua, raccoglie l’invito sollecitando un incontro urgente con il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, con l’obiettivo di valutare la possibilità di attivare sia gli interventi compensativi previsti dal Fondo di solidarietà nazionale sia le altre forme di agevolazione fiscale e previdenziale previste in questi casi.
«Siamo a fianco della Regione – dichiara a tale proposito Gianni Tosi, presidente regionale di Confagricoltura – nel sollecitare un incontro urgente con il ministro Martina».
La richiesta di attivazione del fondo di solidarietà nazionale, peraltro, non viene soltanto dall'Emilia-Romagna, ma anche dalla Conferenza Stato-Regioni, dal momento che le avversità hanno colpito buona parte dell’Italia centro-settentrionale.
In Emilia-Romagna il Servizio territoriale agricoltura ha compiuto una prima ricognizione dei danni, che risultano ingenti in molte aree e in diverse province.
Le gelate hanno bruciato i germogli di vitigni e frutteti soprattutto nelle zone di pianura e pedecollina fra le province di Reggio Emilia e Modena, dove la grandine ha infuriato nella Bassa. La perdurante siccità ha inoltre colpito un po’ tutta l’Emilia. Ma sono state danneggiate in diversa misura tutte le principali produzioni agricole della nostra regione, dai campi di grano alle colture sementiere fino alle piante di pomodoro da industria, dai frutteti fino ai vitigni d'eccellenza.
«Continua a preoccupare – commentano Coldiretti – il repentino capovolgersi del tempo, con i cambiamenti climatici che manifestano ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi, con il rapido passaggio dalla siccità a precipitazioni brevi e violente». Confagricoltura sottolinea che le aziende agricole sono lasciate in balia degli elementi atmosferici, non essendo quasi mai assicurate.
«È bene – spiega Tosi – che dalla recente riunione della Commissione politiche agricole della Conferenza stato-regioni sia scaturita la necessità di mettere mano alle norme sulle assicurazioni agevolate in agricoltura. Gli agricoltori, infatti, non si assicurano contro le calamità perchè disincentivati dall'eccessiva burocrazia. È necessario procedere in tempi stretti alla semplificazione dello strumento assicurativo, visti gli eventi calamitosi sempre più frequenti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sono centinaia le aziende agricole della nostra provincia e del resto dell'Emilia-Romagna che denunciano le gravi conseguenze delle recenti avversità atmosferiche.
Le associazioni di categoria se ne fanno portavoci. A cominciare da Confagricoltura, che stima che un terzo delle sue dodicimila imprese associate abbia subito danni. E sull’argomento entra in campo Coldiretti. «Dopo le centinaia di segnalazioni ricevute dai nostri associati – riferiscono Vito Amendolara e Assuero Zampini, dirigenti della Coldiretti reggiana – abbiamo immediatamente sollecitato la Regione per procedere al riconoscimento dello stato di calamità».
La Regione Emilia-Romagna, da parte sua, raccoglie l’invito sollecitando un incontro urgente con il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, con l’obiettivo di valutare la possibilità di attivare sia gli interventi compensativi previsti dal Fondo di solidarietà nazionale sia le altre forme di agevolazione fiscale e previdenziale previste in questi casi.
«Siamo a fianco della Regione – dichiara a tale proposito Gianni Tosi, presidente regionale di Confagricoltura – nel sollecitare un incontro urgente con il ministro Martina».
La richiesta di attivazione del fondo di solidarietà nazionale, peraltro, non viene soltanto dall'Emilia-Romagna, ma anche dalla Conferenza Stato-Regioni, dal momento che le avversità hanno colpito buona parte dell’Italia centro-settentrionale.
In Emilia-Romagna il Servizio territoriale agricoltura ha compiuto una prima ricognizione dei danni, che risultano ingenti in molte aree e in diverse province.
Le gelate hanno bruciato i germogli di vitigni e frutteti soprattutto nelle zone di pianura e pedecollina fra le province di Reggio Emilia e Modena, dove la grandine ha infuriato nella Bassa. La perdurante siccità ha inoltre colpito un po’ tutta l’Emilia. Ma sono state danneggiate in diversa misura tutte le principali produzioni agricole della nostra regione, dai campi di grano alle colture sementiere fino alle piante di pomodoro da industria, dai frutteti fino ai vitigni d'eccellenza.
«Continua a preoccupare – commentano Coldiretti – il repentino capovolgersi del tempo, con i cambiamenti climatici che manifestano ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi, con il rapido passaggio dalla siccità a precipitazioni brevi e violente». Confagricoltura sottolinea che le aziende agricole sono lasciate in balia degli elementi atmosferici, non essendo quasi mai assicurate.
«È bene – spiega Tosi – che dalla recente riunione della Commissione politiche agricole della Conferenza stato-regioni sia scaturita la necessità di mettere mano alle norme sulle assicurazioni agevolate in agricoltura. Gli agricoltori, infatti, non si assicurano contro le calamità perchè disincentivati dall'eccessiva burocrazia. È necessario procedere in tempi stretti alla semplificazione dello strumento assicurativo, visti gli eventi calamitosi sempre più frequenti».
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