«Confcommercio dice no al Pride»
Alberto Nicolini, presidente di Arcigay Reggio: «La loro è una decisione strana»
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REGGIO EMILIA. «Non attinente al proprio scopo sociale». Con questa motivazione Confcommercio si starebbe distaccando dal REmilia Pride, il maxi-evento atteso il 3 giugno in città. Lo segnala Alberto Nicolini, presidente Arcigay di Reggio Emilia, fra gli organizzatori della manifestazione. «Se il tempo ci assiste – aggiunge – potremo contare sulla partecipazione di cinquemila persone».
Dai comitati di Verona e Ferrara giungono intanto nuove adesioni. Tuttavia, Nicolini pone l’accento su quella che potrebbe essere una paventata assenza. «La Confcommercio reggiana diretta da Donatella Prampolini ha deciso di non sostenere il REmilia Pride – aggiunge Nicolini – perché “non sarebbe attinente al proprio scopo sociale”. Strano: il loro statuto parla di sostegno alla libertà politica e associativa della persona e dei gruppi sociali. Si vede che un evento con migliaia di persone in centro storico non serve ai commercianti reggiani».
Una “stoccata” a cui Nicolini fa seguire un desiderio, rivolto sia ai commercianti sia ai clienti. I volontari di Arcigay proporranno ai negozi del centro, infatti, di acquistare le magliette del Pride. Alcune attività aderiscono come sponsor dell’evento. Tutti elementi che, per il presidente Arcigay, permetteranno «ai manifestanti di sapere chi sostiene il REmilia Pride e di conseguenza i diritti civili», in modo da poter «scegliere da chi acquistare, mangiare e bere».
Dall’Arcigay hanno lanciato altresì un appello alle associazioni perché si presentino in piazza della Vittoria con un proprio banchetto tematico. Tra le proposte, il sostegno alla laicità dello Stato e la prevenzione dell’Hiv.
«Moltissime associazioni della città ci hanno cercato per una collaborazione in vista del REmilia Pride – conclude Nicolini – e si sono impegnate a promuovere e organizzare eventi e appuntamenti di sostegno: ciò ci ha permesso di arrivare nei diversi Comuni della provincia e anche oltre regione. La cosa più importante è però la volontà di continuare a lavorare insieme anche dopo il 3 giugno, creando un rapporto che vada oltre il singolo evento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Dai comitati di Verona e Ferrara giungono intanto nuove adesioni. Tuttavia, Nicolini pone l’accento su quella che potrebbe essere una paventata assenza. «La Confcommercio reggiana diretta da Donatella Prampolini ha deciso di non sostenere il REmilia Pride – aggiunge Nicolini – perché “non sarebbe attinente al proprio scopo sociale”. Strano: il loro statuto parla di sostegno alla libertà politica e associativa della persona e dei gruppi sociali. Si vede che un evento con migliaia di persone in centro storico non serve ai commercianti reggiani».
Una “stoccata” a cui Nicolini fa seguire un desiderio, rivolto sia ai commercianti sia ai clienti. I volontari di Arcigay proporranno ai negozi del centro, infatti, di acquistare le magliette del Pride. Alcune attività aderiscono come sponsor dell’evento. Tutti elementi che, per il presidente Arcigay, permetteranno «ai manifestanti di sapere chi sostiene il REmilia Pride e di conseguenza i diritti civili», in modo da poter «scegliere da chi acquistare, mangiare e bere».
Dall’Arcigay hanno lanciato altresì un appello alle associazioni perché si presentino in piazza della Vittoria con un proprio banchetto tematico. Tra le proposte, il sostegno alla laicità dello Stato e la prevenzione dell’Hiv.
«Moltissime associazioni della città ci hanno cercato per una collaborazione in vista del REmilia Pride – conclude Nicolini – e si sono impegnate a promuovere e organizzare eventi e appuntamenti di sostegno: ciò ci ha permesso di arrivare nei diversi Comuni della provincia e anche oltre regione. La cosa più importante è però la volontà di continuare a lavorare insieme anche dopo il 3 giugno, creando un rapporto che vada oltre il singolo evento».
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