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Reggio Emilia: milioni per i ponti lesionati  

di Jacopo Della Porta
Reggio Emilia: milioni per i ponti lesionati  

Al via il cantiere per l’infrastruttura sul Po tra Boretto e Viadana 

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REGGIO EMILIA. Lunedì 8 maggio apre il cantiere per l’adeguamento statico e funzionale del ponte sul Po tra Boretto e Viadana. È un intervento da quasi 1,9 milioni di euro che riguarda la messa in sicurezza delle pile dell’alveo e che si prevede sarà concluso in autunno.
Si tratta del secondo stralcio, dopo che la Provincia aveva già finanziato altri lavori sullo stesso ponte per 310mila euro. Questo cantiere è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Lombardia in virtù delle strategicità dell’infrastruttura in questione.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.15303153:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2017/05/07/news/ponte-sul-rio-sologno-mancano-i-fondi-si-pensa-a-un-guado-1.15303153]]

I crolli dei cavalcavia che da mesi si registrano nella penisola hanno fatto scattare l’allarme sullo stato delle infrastrutture italiane. Con la Provincia di Reggio abbiamo fatto il punto sulle condizioni di salute dei ponti di competenza di corso Garibaldi nel nostro territorio e sugli interventi realizzati o in corso d’opera.
Il cantiere più importante è sicuramente quello che partirà lunedì tra Boretto e Viadana, che riguarda un’infrastruttura fondamentale per le province di Reggio e Mantova, attraversata ogni giorno da una grande mole di auto e mezzi pesanti.

PATRIMONIO CONSISTENTE. La Provincia di Reggio Emilia si trova a gestire una rete stradale di circa 960 chilometri, comprendente 630 tra ponti e viadotti per una estensione complessiva di impalcati e scavalcamenti con luce oltre i 6 metri pari a 12,86 chilometri.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.15303084:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.15303084:1652275244/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Si tratta di un patrimonio variegato sia per tipologia sia per anno di costruzione, distribuito sull’intero territorio provinciale, sottoposto a partire dal 2000 ad un profondo rinnovamento legato soprattutto alla realizzazione di 136 chilometri di nuova viabilità, costituita da varianti ai centri abitati e rettifiche di tracciati per migliorare le condizioni di accessibilità interprovinciale ed interregionale e di connessione interna del territorio, verso i nodi della mobilità e gli assi forti del trasporto. «I lavori in questione - dice il presidente della Provincia Giammaria Manghi - hanno riguardato Reggio Emilia e il sistema delle tangenziali, stazione ferroviaria Alta Velocità, Autostrada A1 e Autostrada A22 del Brennero, con un indubbio miglioramento in termini di sicurezza: da allora le vittime della strada sono diminuite del 60%».

NODI STRATEGICI. Le strutture più rilevanti sono situate sul Po (viadotti tra Boretto e Viadana e Guastalla e Dosolo), lungo le fondovalli (Secchia, Enza, Tresinaro, Dolo, Secchiello ecc.). Vi è da rilevare inoltre che su alcune strade provinciali, prevalentemente in collina e montagna, ci sono limiti di transito a pieno carico di 3,5 tonnellate, 7, 10, 24 o 33 tonnellate, dovuti proprio alla presenza di manufatti storici che hanno necessità di un controllo frequente.
Al fine di garantire la sicurezza degli utenti il personale provinciale preposto, delle Unità operative di manutenzione stradale, effettua pertanto un monitoraggio quotidiano della situazione di percorribilità della rete viaria, evidenziando le eventuali anomalie o criticità.

SICUREZZA. Le segnalazioni che riguardano ponti e viadotti vengono prese in carico dai funzionari del Servizio infrastrutture, in particolare dai tecnici della Unità operativa Gestione Manufatti, che anche grazie ad appositi incarichi affidati a professionisti specializzati, provvedono ad effettuare le indispensabili verifiche tecniche, ad assumere se necessario gli eventuali provvedimenti temporanei di regolazione dei flussi veicolari (istituzione di sensi unici alternati, limitazione di carico, deviazione dei flussi veicolari con individuazione di percorsi alternativi, ecc.) e a programmare gli interventi di manutenzione.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.15303162:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2017/05/07/news/il-presidente-della-provincia-patto-di-stabilita-sforato-per-fare-questi-lavori-1.15303162]]

Nonostante le difficoltà finanziarie derivanti dai provvedimenti di contenimento della spesa pubblica, la decisione della Provincia di Reggio Emilia di sforare il Patto di stabilità nel 2015 in considerazione della priorità rappresentata dalla sicurezza dei cittadini, congiuntamente con l’attività di alienazione del patrimonio non più funzionale all’attività dell’ente, ha permesso di proseguire l’esecuzione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, secondo la programmazione predisposta, grazie all’attività sistematica di monitoraggio dei manufatti sopra citata effettuata da parte dei tecnici e dei sorveglianti stradali.
In particolare negli ultimi due anni sono stati realizzati o appaltati dieci interventi per un valore di oltre 3,5 milioni di euro.

Entro pochi giorni dovrebbero concludersi i lavori per la messa in sicurezza del sottopasso ferroviario alla sp 85 a Rubiera: le opere riguardano la posa in opera di un sistema di allertamento degli utenti della strada in caso di allagamento. In quel tratto ci sono stati dei problemi in occasione di forti pioge.
Un altro cantiere importante, per un valore di 215mila euro, è stato quello del ponte della Sp513R sul torrente Enza tra San Polo e Traversetolo. Di entità significativa (400mila euro) anche i lavori realizzati sulla condotta forzata sulla Sp18 a Ligonchio. Sempre a Ligonchio è stato rinnovato il ponte sul rio Guadarolo in località Montecagno.

MANUTENZIONE ORDINARIA Sono inoltre in corso tanti piccoli interventi, per un valore di 200mila euro, che coinvolgono diversi ponti. «Si tratta di lavorazioni di limitata entità - spiega il presidente Manghi - ma di grande importanza per l’integrità dei manufatti e per garantire la necessaria sicurezza al traffico veicolare». Le opere riguardano principalmente rifacimenti di paramenti murari degradati, sostituzione di barriere di sicurezza, ripristino di parti strutturali in cemento armato, impermeabilizzazione degli impalcati, sistemazione di giunti di dilatazione, opere di raccolta e scarico delle acque piovane. In pratica quella manutenzione ordinaria fondamentale per il buon funzionamento delle infrastrutture.

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