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«Fotografia Europea, un boom»   

«Fotografia Europea, un boom»   

Reggio Emilia, secondo gli organizzatori sono state diecimila le presenze agli eventi inaugurali

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REGGIO EMILIA. Oltre 10.000 presenze nelle tre giornate inaugurali di Fotografia Europea. Questo il numero calcolato dagli organizzatori secondo i quali «la città di Reggio Emilia ha ormai assunto un ruolo centrale in campo fotografico nel panorama nazionale. Ce lo confermano i dati di partecipazione e la straordinaria attenzione riservata dai media nazionali e dagli addetti ai lavori alla XII edizione di Fotografia Europea “Mappe del tempo. Archivi, memoria, futuro».

Il pubblico – si legge in una nota – nonostante una pioggia che ha incessantemente “abbracciato” le giornate inaugurali, non ha disatteso le previsioni e ha confermato il diffuso apprezzamento per il Festival che anche quest’anno, nel fine settimana appena passato, ha animato i palazzi espositivi, i musei e ogni luogo della città, dal più affascinante e istituzionale al più insolito e poco conosciuto.

Il consenso che il Festival ha maturato in dodici anni di vita – continua la riflessione – è sottolineato dalle presenze registrate nelle tre giornate inaugurali, iniziate con la serata di venerdì 5 maggio, durante la quale, in due ore di apertura gratuita di tutte le mostre, si sono formate lunghe code davanti alle principali sedi di mostra. I biglietti venduti nelle prime due giornate e la sera del venerdì sono stati 3.822.

Davvero importante, inoltre, la partecipazione agli eventi che, come ogni anni, costituiscono parte integrante della proposte del Festival. Spettacoli, incontri, presentazioni di libri, workshop, letture portfolio e visite guidate, 45 appuntamenti complessivamente, che hanno registrato ben 6.217 presenze.

Tra i più seguiti, gli incontri con i curatori delle grandi mostre. Diane Dufour, Elio Grazioli e Walter Guadagnini nell’appuntamento “2017 altri paesi” hanno dialogato con gli artisti delle nuove produzioni Tommaso Bonaventura, Aleix Plademunt e Moira Ricci e, nell’incontro “Archivio del futuro” si sono confrontati con gli artisti dell'omonima mostra a Palazzo da Mosto: Daniel Blaufuks, Alessandro Calabrese, Kurt Caviezel, Edmund Clark e Crofton Black, Agnés Geoffray, Teresa Giannico, sul rapporto tra archivio e futuro e sull’idea che le decisioni e le scelte che facciamo oggi determineranno ciò che sarà.

Indimenticabili anche: “From Photographic Garbage to a New Visual Encyclopaedia” con Joan Fontcuberta e Joachim Schmid sull’allestimento curato dal fotografo catalano per la mostra ai Chiostri di San Pietro e la conferenza del celebre filosofo Maurizio Ferraris sul tema della proliferazione dei dati e del controllo occulto che essi esercitano sugli individui, spingendo a definire la necessità di nuove forme di libertà.
 

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