Furto in gelateria, colpo da 50mila euro
di Gabriele Farina
Spariti nella notte tutti i macchinari del North Panama, in via Messori a Gavassa. Un titolare: «Sarà dura riaprire ancora»
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REGGIO EMILIA. «Ci hanno rubato macchinari per almeno 50mila euro: come facciamo a ripartire?». È amaro il commento di chi lavora nella gelateria North Panama, in via don Luigi Messori a Gavassa. Sono circa le 12.10 quando un tecnico arriva per sistemare la porta di sicurezza a fianco del locale. Dall’interno si accede con un maniglione antipanico, su cui l’uomo pone una corda metallica per evitare nuove intrusioni.
Dall’esterno, un cancello nero (alto circa 1.50 metri) blocca l’accesso. La notte precedente, secondo una prima ricostruzione, qualcuno è entrato, ha rubato gli strumenti per produrre il gelato ed è andato via. «Sono apparecchi per cui di solito si spendono almeno 50mila euro – riconosce uno dei titolari del locale – a fronte di un investimento complessivo di 100-150mila euro che servono per aprire una gelateria». Un furto che appare insolito agli stessi proprietari dell’attività. «Ci sembra strano in effetti – riprende l’esercente – ma parlando in giro ci hanno spiegato che ormai i ladri prendono di tutto». L’ipotesi è che possano rivendere le strumentazioni, ma saranno gli inquirenti a indagare.
Appena contattati, i proprietari si stavano recando a denunciare il furto. «Siamo assicurati – proseguono dall’attività – ma vedremo cosa potremo ottenere: sappiamo che non ti restituiscono mai tutto il valore». Resta il fatto che l’esercizio di via don Luigi Messori cercasse già un erede.
Sulla porta d’ingresso c’è un cartello con la scritta “Vendesi-affittasi attività”, specificando il numero di telefono. Hanno previsto anche la possibilità di “affittare il locale per un altro uso”. «Già prima del furto pensavamo di vendere l’attività o di affittarla – conferma l’esercente – per restare soltanto alla gelateria Caraibi». Una scelta ribadita dal secondo cartello presente sulla porta, sistemato proprio sotto il precedente. «Mi sa proprio che non ce la faremo a ripartire qui», la conferma dopo l’episodio. Gli scaffali dove trovavano posto coppette e brioche sono vuoti, vicino al registratore di cassa si trova uno scotch, le sedie sono raggruppate in un angolo.
Resta da chiarire la modalità usata da chi s’è introdotto per prendere i macchinari e andar via indisturbato. Possibile che abbiano utilizzato un furgoncino per trasportare il tutto. Da scoprire se abbiano lasciato tracce.
«C’è una telecamera del Comune – ribadiscono dall’attività – ma non è detto che abbia ripreso la scena».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Dall’esterno, un cancello nero (alto circa 1.50 metri) blocca l’accesso. La notte precedente, secondo una prima ricostruzione, qualcuno è entrato, ha rubato gli strumenti per produrre il gelato ed è andato via. «Sono apparecchi per cui di solito si spendono almeno 50mila euro – riconosce uno dei titolari del locale – a fronte di un investimento complessivo di 100-150mila euro che servono per aprire una gelateria». Un furto che appare insolito agli stessi proprietari dell’attività. «Ci sembra strano in effetti – riprende l’esercente – ma parlando in giro ci hanno spiegato che ormai i ladri prendono di tutto». L’ipotesi è che possano rivendere le strumentazioni, ma saranno gli inquirenti a indagare.
Appena contattati, i proprietari si stavano recando a denunciare il furto. «Siamo assicurati – proseguono dall’attività – ma vedremo cosa potremo ottenere: sappiamo che non ti restituiscono mai tutto il valore». Resta il fatto che l’esercizio di via don Luigi Messori cercasse già un erede.
Sulla porta d’ingresso c’è un cartello con la scritta “Vendesi-affittasi attività”, specificando il numero di telefono. Hanno previsto anche la possibilità di “affittare il locale per un altro uso”. «Già prima del furto pensavamo di vendere l’attività o di affittarla – conferma l’esercente – per restare soltanto alla gelateria Caraibi». Una scelta ribadita dal secondo cartello presente sulla porta, sistemato proprio sotto il precedente. «Mi sa proprio che non ce la faremo a ripartire qui», la conferma dopo l’episodio. Gli scaffali dove trovavano posto coppette e brioche sono vuoti, vicino al registratore di cassa si trova uno scotch, le sedie sono raggruppate in un angolo.
Resta da chiarire la modalità usata da chi s’è introdotto per prendere i macchinari e andar via indisturbato. Possibile che abbiano utilizzato un furgoncino per trasportare il tutto. Da scoprire se abbiano lasciato tracce.
«C’è una telecamera del Comune – ribadiscono dall’attività – ma non è detto che abbia ripreso la scena».
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