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In fila per i monasteri scomparsi 

In fila per i monasteri scomparsi 

La pioggia non ha fermato i curiosi guidati da Marchesini e Cenci  

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REGGIO EMILIA. Nonostante la pioggia battente, più di cento reggiani si sono presentati all’appuntamento con la storia e, armati di ombrello, hanno seguito Alberto Cenci e Attilio Marchesini alla ricerca dei monasteri scomparsi.
«Sapete dove si è verificato il primo femminicidio reggiano? O dove sorgeva il primo ospedale cittadino, o quanto era vasto il convento di San Tommaso? E la Porta di San Marco dov’era?», ha chiesto prima di partire Cenci (storico del territorio e fondatore di Antiche Porte editrice). Le risposte a tutte queste domande sono state date durante la passeggiata. E la bravura dello storico Attilio Marchesini, in una Reggio praticamente deserta, ha fatto sì che i numerosi presenti mantenessero l’attenzione nonostante il freddo – più autunnale che primaverile – e la pioggia battente.
Da Porta Santa Croce il corteo di curiosi e appassionati di storia reggiana ha “visitato” i monasteri oggi scomparsi (ecco il perché delle virgolette) del Corpus Domini e di San Tommaso. La visita è proseguita tra notizie storiche, curiosità e antichi modi di dire lungo l’antico cardo reggiano, cioè via Roma. Sempre sfidando la pioggia, i presenti hanno conosciuto l’uso e la funzione dei palazzi reggiani: da palazzo Zoboli, all’antico ospedale di Santa Maria per finire alle poste nuove, oggi piazza Scapinelli.
Nel pomeriggio, davanti al bar Ca’ di Pom di via Roma 13, Ettore Magnani ha letto brani del volume “Detti e ridetti. Frasi e modi di dire del parlar nostrano”, curato dal compianto Mario Mazzaperlini.
«Ancora una volta – commenta lo storico Alberto Cenci – abbiamo avuto una conferma di come l’interesse dei reggiani per la loro città sia elevato. Questo sarà uno degli ingredienti del cartellone di “Reggio a mezzanotte” che sarà pronto a fine giugno e si terrà nel mese di luglio».

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