«Via Livi in preda a spaccio e prostituzione»
di Tiziano Soresina
I residenti pensano a una raccolta firme: «Chiediamo aiuto al Comune e alle forze dell’ordine»
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REGGIO EMILIA. Prostituzione e spaccio. Sono i sospetti, grossi come macigni, che alimentano il montante malcontento di chi risiede lungo via Livi, nel quartiere di Ospizio. La seconda persona deceduta nel giro di poco tempo – per cause naturali – lungo quella strada (l’ultimo improvviso decesso è avvenuto mercoledì pomeriggio nel cortile ghiaiato di un palazzo) è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. E la protesta è arrivata sino alla nostra redazione, perché chi vive in quella zona è ormai esasperato. Un’emergenza che ha anche un sapore boccaccesco, ma per le famiglie che hanno dei figli minorenni non sono certo spettacoli edificanti, per di più con a pochi metri una chiesa la scuola elementare “Marconi”.
«Porte sempre aperte di case con dentro donne che non è difficile intravvedere in mutandine e reggiseno – si fa da portavoce una residente che ha telefonato alla Gazzetta per rendere pubblica l’insostenibilità della questione – e un continuo via vai di uomini, in prevalenza anziani, con qualcuno che arriva in bicicletta e come niente fosse si apposta per guardare... Per non parlare di chi fa la fila nel parcheggio, attendendo in auto il proprio turno. Tutto alla luce del sole da parte di persone che nemmeno si vergognano incrociando i nostri sguardi». In via Livi abitano un centinaio di persone e il disagio è talmente aumentato nell’ultimo anno e mezzo («Tutti noi sappiamo benissimo il perché…» sottolinea la residente) che in molti stanno pensando a una raccolta-firme per far emergere con forza il problema. «Non ne possiamo più di questo degrado – prosegue la residente – e chiediamo un aiuto a Comune e forze dell’ordine, perché così non si può andare avanti. Troppa gente va e viene in continuazione lungo la nostra via e in molti pensiamo, se non addirittura ne abbiamo le prove, che siano clienti di prostitute ma anche di spacciatori. Qualcuno deve intervenire!».
«Porte sempre aperte di case con dentro donne che non è difficile intravvedere in mutandine e reggiseno – si fa da portavoce una residente che ha telefonato alla Gazzetta per rendere pubblica l’insostenibilità della questione – e un continuo via vai di uomini, in prevalenza anziani, con qualcuno che arriva in bicicletta e come niente fosse si apposta per guardare... Per non parlare di chi fa la fila nel parcheggio, attendendo in auto il proprio turno. Tutto alla luce del sole da parte di persone che nemmeno si vergognano incrociando i nostri sguardi». In via Livi abitano un centinaio di persone e il disagio è talmente aumentato nell’ultimo anno e mezzo («Tutti noi sappiamo benissimo il perché…» sottolinea la residente) che in molti stanno pensando a una raccolta-firme per far emergere con forza il problema. «Non ne possiamo più di questo degrado – prosegue la residente – e chiediamo un aiuto a Comune e forze dell’ordine, perché così non si può andare avanti. Troppa gente va e viene in continuazione lungo la nostra via e in molti pensiamo, se non addirittura ne abbiamo le prove, che siano clienti di prostitute ma anche di spacciatori. Qualcuno deve intervenire!».
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