Villa Minozzo, Coloretti sul rio Sologno: ''L'ipotesi guado è ridicola''
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L'attuale ponte sul Rio Sologno chiuso per manutenzioniIl consigliere comunale contro la proposta della Provincia per agevolare i mezzi pesanti
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VILLA MINOZZO. Sta facendo parecchio discutere l’ipotesi che il ponte di Sologno, attualmente chiuso ai camion per necessità di manutenzione, venga “rimpiazzato” da un semplice guado per i mezzi pesanti. È questa l’ ipotesi paventata nei giorni scorsi dalla Provincia, che ha sottolineato l’impossibilità al momento di reperire i circa 800 mila euro necessari per l’intervento.
Sul tema è intervenuto Massimiliano Coloretti, esponente di opposizione in consiglio comunale a Villa (l’unico rimasto dopo la confluenza del gruppo Villa Virtuosa in maggioranza) e nell’Unione dei Comuni dell’Appennino: «Ero stato un buon profeta nel prevedere che avremmo rimpianto Sonia Masini. Questa presidenza della Provincia, oscillante fra l'inutile e il dannoso, supportata supinamente dalla politica di buona parte degli amministratori della montagna, persegue la strada di isolamento dell’imprenditoria e della riduzione dei servizi essenziali. Il caso del ponte sul Rio Sologno ne è l’emblema: la proposta di sostituirlo con un guado è ridicola, un insulto non solo al buon senso, ma anche a chi ha il coraggio di abitare, lavorare e creare lavoro in Montagna».
«Amministrazioni non supine – prosegue Coloretti – avrebbero il dovere di portare le chiavi dei municipi in prefettura di fronte a queste azioni, che solo dieci anni fa nessuno avrebbe avuto il coraggio di proporre. Se l’amministrazione provinciale non è capace di ristrutturare un ponte, si dimetta. Ma, si sa, chi striscia non inciampa, anche nel greto dei fiumi».
Quella del ponte di rio Sologno risulta al momento una criticità riconosciuta dalla Provincia, ma non ci sono i fondi necessari per intervenire. L’attività di monitoraggio da parte dei tecnici provinciali ha portato lo scorso 12 aprile alla chiusura al transito per i mezzi pesanti (con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate) sul ponte in cemento armato a cinque campate della strada provinciale 108, già da tempo chiuso al transito ai mezzi con massa a pieno carico superiore a 33 tonnellate. Le indagini strutturali hanno infatti evidenziato una situazione che necessita di un intervento di messa in sicurezza che costerebbe circa 800.000 euro. I finanziamenti, però, non sono stati ancora trovati e per ridurre i disagi per le attività economiche la Provincia ha messo in campo un’ipotesi per la realizzazione di un guado sul rio Sologno, da sottoporre alle autorità idrauliche, per dare una minima risposta in tempi rapidi. Sarebbe un ponte provvisorio e costerebbe 200mila euro, cifra che l’ente potrebbe reperire più rapidamente: in quel tratto di strada l’acqua di solito è poco profonda, ma ci sarebbe il rischio di chiusura in caso di piogge abbondanti. Attualmente il divieto di transito ai mezzi pesanti sulla 108 provoca costi aggiuntivi per le imprese dell’Appennino, con i camion che devono effettuare percorsi alternativi piuttosto lunghi.(l.t.)
Sul tema è intervenuto Massimiliano Coloretti, esponente di opposizione in consiglio comunale a Villa (l’unico rimasto dopo la confluenza del gruppo Villa Virtuosa in maggioranza) e nell’Unione dei Comuni dell’Appennino: «Ero stato un buon profeta nel prevedere che avremmo rimpianto Sonia Masini. Questa presidenza della Provincia, oscillante fra l'inutile e il dannoso, supportata supinamente dalla politica di buona parte degli amministratori della montagna, persegue la strada di isolamento dell’imprenditoria e della riduzione dei servizi essenziali. Il caso del ponte sul Rio Sologno ne è l’emblema: la proposta di sostituirlo con un guado è ridicola, un insulto non solo al buon senso, ma anche a chi ha il coraggio di abitare, lavorare e creare lavoro in Montagna».
«Amministrazioni non supine – prosegue Coloretti – avrebbero il dovere di portare le chiavi dei municipi in prefettura di fronte a queste azioni, che solo dieci anni fa nessuno avrebbe avuto il coraggio di proporre. Se l’amministrazione provinciale non è capace di ristrutturare un ponte, si dimetta. Ma, si sa, chi striscia non inciampa, anche nel greto dei fiumi».
Quella del ponte di rio Sologno risulta al momento una criticità riconosciuta dalla Provincia, ma non ci sono i fondi necessari per intervenire. L’attività di monitoraggio da parte dei tecnici provinciali ha portato lo scorso 12 aprile alla chiusura al transito per i mezzi pesanti (con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate) sul ponte in cemento armato a cinque campate della strada provinciale 108, già da tempo chiuso al transito ai mezzi con massa a pieno carico superiore a 33 tonnellate. Le indagini strutturali hanno infatti evidenziato una situazione che necessita di un intervento di messa in sicurezza che costerebbe circa 800.000 euro. I finanziamenti, però, non sono stati ancora trovati e per ridurre i disagi per le attività economiche la Provincia ha messo in campo un’ipotesi per la realizzazione di un guado sul rio Sologno, da sottoporre alle autorità idrauliche, per dare una minima risposta in tempi rapidi. Sarebbe un ponte provvisorio e costerebbe 200mila euro, cifra che l’ente potrebbe reperire più rapidamente: in quel tratto di strada l’acqua di solito è poco profonda, ma ci sarebbe il rischio di chiusura in caso di piogge abbondanti. Attualmente il divieto di transito ai mezzi pesanti sulla 108 provoca costi aggiuntivi per le imprese dell’Appennino, con i camion che devono effettuare percorsi alternativi piuttosto lunghi.(l.t.)
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