Easy’s? Non fa paura E Irina col velo piace
di Gabriele Farina
Esercenti e residenti apprezzano i cartelloni su cui si è mossa la Questura Davanti alla scritta che evoca lo Stato islamico non provano apprensione
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REGGIO EMILIA. Irina Shayk è più seducente con o senza velo? La scritta “Easy’s”, su cui si è mossa anche la Questura, preoccupa per il suo accostamento sonoro all’Isis? Dalle parti di via Turri le risposte sono differenti. Vedere l’ex di Cristiano Ronaldo in versione islamica è un sollievo per alcuni; il gioco di parole apparso su tre cartelloni pubblicitari di una nota azienda d’intimo, al contrario, non suscita particolari reazioni. «Secondo me deriva tutto dal vostro modo di comunicare l’Isis», esordisce Faical Tufiq. In effetti, ha ragione. In arabo, infatti, lo Stato islamico (Isis) è conosciuto come Daesh. Diverso è anche il modo con cui rappresentare la bellezza femminile. «Alla donna conviene indossare un velo – riprende Tufiq – mentre magari per noi uomini non la vediamo così. Secondo me è bella ed è meglio vestita. La scritta non va bene a prescindere, ma non è colpa della foto».
«In Algeria, da dove provengo io, una pubblicità così andrebbe bene – conferma Rihem Mouad, indicando le versioni “coperte” da “chador” e “hijab” – perché le immagini nei cartelli sono più coperte che da voi, dove sono invece più “libere”. Non ho idea di perché abbiano scritto “Easy’s”. “Easy” vuol dire semplice, ma per il resto non c’è da preoccuparsi».
«Non mi spavento per la scritta – fa eco Claudio Lati – perché ormai non c’è più niente che mi spaventi». Alla domanda su quale versione della modella sia da preferire (intimo occidentale o velo orientale), il reggiano non si sbilancia, confermando che è la prima volta che vede un manifesto trasformato in questo modo.
«Sono scelte personali – conferma Pietro Pazzaglini – ma la scritta mi sembra una goliardata: non ne sarei molto preoccupato. È la prima volta che noto un manifesto così e non ci do un grande peso».
Hu Jing, invece, ha visto entrambe le versioni dal locale in cui si trova, nei pressi dei cartelloni. «Nella mattina di giovedì l’ho visto così – spiega la donna, indicando la nuova versione – mentre prima era normale. L’avranno modificato nella notte di mercoledì. Non so perché abbiano dovuto coprirla: l’hanno resa quasi una musulmana, è una scelta insolita. Da quasi cinque anni abbiamo l’attività in questo posto ed è la prima volta che capita. Prima cambiavano i cartelloni ogni due o tre settimane e basta. Non so perché abbiano scritto “Easy’s così».
Un dubbio condiviso da Daya Singh. «È la prima volta che vedo il manifesto così – conclude il giovane – ma l’avevo visto prima nella versione normale. Non ho idea di perché abbiano scritto “Easy’s” in questo modo».
La scritta è una costante, così come il logo dell’azienda barrato con lo stesso colore utilizzato per dipingere i veli. Come hanno fatto? Nei tre cartelloni pubblicitari si notano segni di pittura simili a “schizzi”. Probabile che l’autore (o gli autori) abbia lasciato cadere le pennellate mentre era all’opera. Possibile che abbia utilizzato un bastone con cui attaccare il pennello o lo strumento utilizzato per “vestire” la modella. Esiste anche l’eventualità dell’impiego di una scala come supporto.
«In Algeria, da dove provengo io, una pubblicità così andrebbe bene – conferma Rihem Mouad, indicando le versioni “coperte” da “chador” e “hijab” – perché le immagini nei cartelli sono più coperte che da voi, dove sono invece più “libere”. Non ho idea di perché abbiano scritto “Easy’s”. “Easy” vuol dire semplice, ma per il resto non c’è da preoccuparsi».
«Non mi spavento per la scritta – fa eco Claudio Lati – perché ormai non c’è più niente che mi spaventi». Alla domanda su quale versione della modella sia da preferire (intimo occidentale o velo orientale), il reggiano non si sbilancia, confermando che è la prima volta che vede un manifesto trasformato in questo modo.
«Sono scelte personali – conferma Pietro Pazzaglini – ma la scritta mi sembra una goliardata: non ne sarei molto preoccupato. È la prima volta che noto un manifesto così e non ci do un grande peso».
Hu Jing, invece, ha visto entrambe le versioni dal locale in cui si trova, nei pressi dei cartelloni. «Nella mattina di giovedì l’ho visto così – spiega la donna, indicando la nuova versione – mentre prima era normale. L’avranno modificato nella notte di mercoledì. Non so perché abbiano dovuto coprirla: l’hanno resa quasi una musulmana, è una scelta insolita. Da quasi cinque anni abbiamo l’attività in questo posto ed è la prima volta che capita. Prima cambiavano i cartelloni ogni due o tre settimane e basta. Non so perché abbiano scritto “Easy’s così».
Un dubbio condiviso da Daya Singh. «È la prima volta che vedo il manifesto così – conclude il giovane – ma l’avevo visto prima nella versione normale. Non ho idea di perché abbiano scritto “Easy’s” in questo modo».
La scritta è una costante, così come il logo dell’azienda barrato con lo stesso colore utilizzato per dipingere i veli. Come hanno fatto? Nei tre cartelloni pubblicitari si notano segni di pittura simili a “schizzi”. Probabile che l’autore (o gli autori) abbia lasciato cadere le pennellate mentre era all’opera. Possibile che abbia utilizzato un bastone con cui attaccare il pennello o lo strumento utilizzato per “vestire” la modella. Esiste anche l’eventualità dell’impiego di una scala come supporto.
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