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Festa per sessanta trattoristi con l’inedita benedizione

Festa per sessanta trattoristi con l’inedita benedizione

SAN POLO. Oltre 60 trattoristi hanno partecipato alla grande sfilata del primo maggio a San Polo.L’iniziativa è giunta alla 17ª edizione ed è diventata la più bella festa dei lavoratori del primo...

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SAN POLO. Oltre 60 trattoristi hanno partecipato alla grande sfilata del primo maggio a San Polo.
L’iniziativa è giunta alla 17ª edizione ed è diventata la più bella festa dei lavoratori del primo maggio della Val d’Enza, per la prima volta benedetta anche da don Pellegrino Tognoni, parroco emerito di San Polo.
«È una gran bella festa e sono contento di essere qui con voi», ha detto il parroco salutando tutti i presenti.
Come sempre Erio Mareggini, agricoltore 76enne in pensione che possiede un glorioso Oto Melara del 1952, è riuscito a radunare tanti trattoristi, proprietari sia di mezzi d’epoca, vecchi Ford e Landini a testa calda, sia di nuovissimi New Hollland e John Deere.
Gino Mazzieri, segretario dello Spi Cgil di San Polo, ha ringraziato tutti i trattoristi per la partecipazione massiccia, “anche se quest’anno non era previsto il pranzo, che verrà organizzato successivamente”, ha sottolineato.
Sul palco il vicesindaco di San Polo, Edmondo Grasselli, la segretaria provinciale Spi Cgil, Marzia Dall’Aglio, e Fabrizio Binacchi, responsabile Cisl di zona.
«Non c’è modo migliore per celebrare la festa dei lavoratori – ha detto Grasselli – perché i trattori sono il vero simbolo del lavoro, sono i cavalli di ferro che sostituirono gli animali nel lavoro dell’uomo».
«Accanto ai mezzi – ha aggiunto – oltre agli appassionati c’è il popolo dei campi, che con il suo lavoro fa rivivere un settore in crisi. Serve uno scatto per favorire l’occupazione, soprattutto a livello giovanile: occorrono nuove regole».
Poi è intervenuto Binacchi: «La continua ricerca di un profitto come logica di un mercato ha stravolto in maniera devastante il mondo del lavoro. Mi auguro che si ritorni a festeggiare il primo maggio come una festa di “non lavoro” perché il giorno dopo si torna a lavorare».
«È sempre un piacere – ha invece dichiarato Dall’Aglio – partecipare alla festa del primo maggio a San Polo. Senza la mediazione dei sindacati i diritti dei lavoratori non possono essere difesi. Dopo anni di doloroso silenzio si è tornati a firmare contratti collettivi di lavoro. Abbiamo fatto un accordo con il governo per le pensioni e adesso ci occuperemo della previdenza per i giovani».

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