Gazzetta di Reggio

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Indagato un ristoratore per i profughi intossicati 

Indagato un ristoratore per i profughi intossicati 

È accusato di lesioni e somministrazione di cibi avariati a 39 richiedenti asilo Verifiche sull’assegnazione dell’appalto al locale. L’Ausl consegna i primi atti

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REGGIO EMILIA. Alcune certezze, ma anche dubbi grossi come macigni, attorno a quella che l’Ausl già afferma con sicurezza essere stata un’intossicazione alimentare, oltretutto dai “numeri” a dir poco eclatanti, perché nella serata di martedì scorso sono finiti in ospedale ben 39 richiedenti asilo, un paio d’ore dopo aver cenato nell’hotel Galaxy che li ospita.
Una vicenda che ora è al centro di un’inchiesta, come ha deciso ieri il procuratore Giorgio Grandinetti dopo aver incontrato Mauro Grossi (direttore del dipartimento di Salute pubblica dell’Ausl) che gli ha consegnato le prime risultanze sulla vicenda, a cui farà seguito l’informativa vera e propria (non tutte le analisi di laboratorio sono state completate). Ma la novità più grossa arriva proprio dal “come” il numero uno della procura ha aperto il fascicolo: ha, infatti, indagato, il titolare del ristorante-pizzeria di Reggio che fornisce i pasti ai profughi che vivono nell’albergo di Massenzatico e sono seguiti da tre operatori della Dimora d’Abramo. Le accuse sono lesioni colpose (causate dai malesseri che hanno colpito i 39 migranti) e somministrazione di cibi avariati. Ma è solo un primo passo, perché gli inquirenti intendono capire come mai i pasti venissero forniti da un ristorante-pizzeria e non da una struttura più attrezzata su questo versante (una mensa o una società di catering), il che significa comprendere anche chi abbia deciso quest’affidamento esterno e su quali basi normative. Nel frattempo l’Ausl ha già effettuato una serie di controlli (non ancora completati) sia sul’attrezzatura del ristorante-pizzeria reggiano, sia nell’hotel Galaxy. Da quanto “filtra” tutto sarebbe stato trovato in regola. I sospetti si concentrano sulla cena e l’intossicazione alimentare potrebbe essere la causa di tutti questi malesseri nel pieno della digestione. Come sempre martedì sera la cena è stata servita intorno alle 19.30-20. I migranti hanno mangiato cous cous, uova e frutta. Poi nel giro di un paio d’ore i primi malesseri che hanno portato a tutti quei trasferimenti in ospedale. La mattina dopo i tecnici dell’Ausl sono giunti nell’hotel e dopo aver ricostruito la vicenda con il titolare della struttura e con gli operatori della Dimora d’Abramo che seguono i migranti, hanno portato ad analizzare alcune vaschette piene di cous cous non consumate nella cena. «I servizi Igiene Pubblica e Igiene degli alimenti e della nutrizione si sono attivati – ha fatto poi sapere l’Ausl – per verificare quanto accaduto e ricercare eventuali microrganismi causa dei sintomi gastrointestinali segnalati. Tutte le persone coinvolte si sono riprese, senza necessità di ricovero o altre cure mediche». Ora però c’è un’inchiesta.(t.s.)

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