Gazzetta di Reggio

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Nel 2014 due casi con il nome “Isis” 

Nel 2014 due casi con il nome “Isis” 

I precedenti in viale dei Mille e in via Adua. Sequestrati pennelli, vernice e pali

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REGGIO EMILIA. “Viva l’Isis con noi sei il benvenuto”. Recitava questo un cartello trovato il 7 settembre 2014 presso un attraversamento pedonale in viale dei Mille. In quel caso, il richiamo allo Stato islamico era ben evidente e non velato. Inoltre, c’era anche un messaggio sul retro: “600 reggiani pronti alla lotta”.
Dopo la scoperta, il manifesto è stato rimosso dai vigili del fuoco, su segnalazione degli agenti di polizia. Alla Digos il compito d’indagare a tutto campo sull’episodio e non soltanto. Nell’agosto di quell’anno, infatti, era stato ritrovato un cartello simile su una rete dei campi di via Adua. “Cristiani buoni solo da morti”, si leggeva in quel caso.
Dal confronto, emergeva che la mano era la stessa: entrambi erano stati scritti in stampatello grande, utilizzando un inchiostro di colore nero. Quattro giorni dopo, il 12 settembre, gli inquirenti rintracciarono l’autore, identificandolo in un pensionato reggiano. L’uomo è stato denunciato per incitazione alla violenza, secondo la legge Mancino, con l’aggravante di apologia del terrorismo internazionale.
Già in prima battuta l’episodio era stato indicato come serio. «C'era la necessità di individuare a breve l'autore – ha spiegato in quell’occasione Cesare Capocasa, ex questore vicario – anche per le possibili emulazioni e le possibili ricadute sulla comunità islamica reggiana che non solo aveva preso le distanze, ma era preoccupata per il clima che quei cartelli potevano creare».
«E' un gesto di cattivo gusto. – ha commentato allora Abdelhakim Bouchraa, già vicepresidente nazionale dei Giovani Musulmani Italiani – Potrebbe averlo messo lì chiunque. Dubito che lo abbia installato un musulmano. Conosco gli umori di Reggio, qui non ci sono problemi. Da parte di tutti c'è condanna per quello che sta avvenendo in Medio Oriente. Lo stesso imam della moschea di via Monari ha usato parole di ferma condannata per quello che sta capitando».
Allora gli investigatori sequestrarono pennelli, vernice, bombolette e pali estendibili, con cui l’uomo appese l’ultimo cartello.(g.f.)

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