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«Per la Val d’Enza 12 vigili da assumere nei prossimi 3 anni» 

di Ambra Prati
«Per la Val d’Enza 12 vigili da assumere nei prossimi 3 anni» 

Montecchio, Paolo Colli prorogato alla guida dell’Unione «Le priorità: sicurezza, ufficio personale e sedi dislocate»

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MONTECCHIO. Il suo mandato è scaduto ad aprile, ma Paolo Colli, sindaco di Montecchio, è stato prorogato per un altro anno, dopo i due già svolti, nell’incarico di presidente dell’Unione Val d’Enza.
Una riconferma consentita dallo statuto, che lo vedrà alla guida dell’Unione fino al 2018 e motivata dalla necessità di portare a termine alcuni progetti già avviati. Tra questi ultimi, il più clamoroso è il rafforzamento del corpo unico di polizia municipale, che sarà rafforzato con l’assunzione di dodici agenti in tre anni: entro un mese uscirà il concorso per i primi sei posti. Un’occasione per fare il punto della situazione di una Unione che, a detta di Colli, «è all’avanguardia nel Reggiano, assieme alla Bassa reggiana, e una delle più sviluppate in Regione».
Polizia municipale: il tema è molto sentito dalla cittadinanza. I piccoli Comuni come Campegine lamentano la carenza di vigili, tanto che l’argomento è entrato di prepotenza nella campagna elettorale.
«Siamo consapevoli che il corpo, pure molto attivo, necessita di una maggiore dotazione organica e abbiamo già stanziato le risorse necessarie. L’Unione assumerà dodici agenti nei prossimi tre anni: sei nel 2017, tre nel 2018 e tre nel 2019, per arrivare a 42 unità. Quest’anno ci sarà il concorsone per l’assunzione dei primi sei vigili urbani; il bando è in fase di ultimazione, uscirà entro giugno».
Quali sono gli altri progetti in ballo?
«Siamo impegnati sulla partita dell’Ufficio personale associato, che diventerà operativo dal primo gennaio 2018 con sede a Cavriago. Tutti i dipendenti convoglieranno in un unico comparto, e cominciano ad essere numeri consistenti: almeno un centinaio di addetti. Per ora riguarderà solo cinque Comuni dell’alta Val d’Enza (Montecchio, Cavriago, Bibbiano, San Polo e Canossa), perché la bassa Val d’Enza, avendo impostato un progetto pre-fusione, proseguirà con l’ufficio personale sovraccomunale».
Per Gattatico, Sant’Ilario e Campegine la mancata fusione comporta una frenata all’interno dell’Unione?
«Non direi; sono solo tempistiche diverse. Un altro fronte è l’imminente operatività dell’Ufficio controllo gestione: una funziona nuova, finora esistente nelle imprese e mirato ad incrementare la redditività aziendale. Nel caso di enti pubblici l’obiettivo è piuttosto razionalizzare e cercare soluzioni semplificate di servizi al minor costo possibile. Il piano è già partito ma l’ufficio, collocato nella sede principale dell’Unione, cioè Barco di Bibbiano, partirà a breve. Una università (dobbiamo decidere tra proposte di diversi atenei) ci affiancherà e ci supporterà nella fase iniziale. Inoltre occorre assicurare un assetto definitivo ai nuovi uffici associati partiti nell’ultimo anno in tutti gli otto Comuni: Ufficio gare e appalti (sede a Barco), Servizio informatico (Barco), Servizio riscossione coattiva (a Gattatico)».
La dislocazione in differenti Comuni è una rivendicazione delle singole municipalità? Non sarebbe più comoda un’unica sede?
«La sede dell’Unione a Barco è già stretta, non ci sono più spazi. Dislocare in più luoghi è anche una scelta di principio: si cerca di valorizzare quanto ha fatto di buono il singolo Comune, mettendo “in rete” una best practice di gestione virtuosa. Il caso della riscossione coattiva è esemplare: Gattatico non si è mai affidata ad Equitalia, ha sempre avuto una funzionaria specializzata in questo ambito e quando Equitalia è tramontata questa esperienza è diventata preziosa. Vorrei precisare un aspetto».
Quale?
«L’Unione non deve essere il nono Comune, ma un ente a servizio delle otto municipalità, che esalti le migliori esperienze già presenti mettendole a disposizione di tutti. Una funzione strategica importante, perché può consentire, nel tempo, di liberare risorse».
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