Senz’acqua già nel 2015, utenze abusive
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L’avvocato Andreoli: «Valutiamo cause civili e penali contro la proprietà». A Iren non risultava nessuno nella palazzina
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REGGIO EMILIA. «È tutta una responsabilità della proprietà». Paolo Andreoli, legale di uno dei condomini, promette nuove cause civili per la palazzina di via Dalmazia 7, da oltre tre mesi senz’acqua. Intanto, Iren promette interventi celeri e racconta la sua versione dei fatti. Dalla società spiegano che sulla palazzina sarebbe stato fatto un allaccio abusivo a una vecchia utenza mai più riattivata. L’azienda sostiene che per quasi due anni e mezzo non risultava che vi fosse nessuno nella palazzina. «I condomini hanno però sempre pagato al proprietario per l’acqua – spiega l’avvocato – e quindi valutiamo anche una causa penale per un’eventuale approvazione indebita».
L’avvocato cassazionista afferma che i problemi erano iniziati già prima di tre mesi fa. «Il 9 novembre del 2015 ho mandato una prima diffida – riprende Andreoli – che riguardava però l’illuminazione nelle scale. La luce tornò per diverso tempo, poi il problema s’è ripresentato. Riguardava sia la luce nelle scale sia l’acqua. Allora ho mandato una seconda diffida, datata 2 febbraio 2017».
Qual è stato il risultato? Non quello sperato, secondo il racconto del togato. «Le diffide mandate nella sede della G.T. s.r.l., società amministrata da Domenico Grande, proprietario della palazzina, sono tornate indietro – aggiunge l’avvocato – mentre sono state regolarmente ricevute quelle inviate a Cutro (Crotone), all’indirizzo dell’uomo. Mi ha risposto il suo avvocato, il che dimostra che la diffida è stata regolarmente ricevuta. Nella lettera spiegano che hanno avuto varie problematiche e che alcuni inquilini non hanno pagato le utenze. In buona sostanza, la prima diffida è andata bene, la seconda no. Gli ho risposto punto su punto, poi nessuno s’è più fatto sentire».
Nel corso della giornata sono stati vani i tentativi di contattare l’azienda, sia nella sede indicata dall’avvocato modenese sia nella persona del legale che gli rispose a febbraio.
I problemi, come raccontati dall’avvocato Andreoli, non si fermano qui, ma vanno avanti. «I condomini hanno sempre pagato le utenze al proprietario – riprende Andreoli – e hanno sempre richiesto le bollette alla proprietà, che non le ha mai consegnate. Interpretiamo questo segno come una dimostrazione di poca chiarezza e poca trasparenza. Qualcuno di loro ha il sospetto che pagassero anche le utenze della proprietà. L’aver determinato il distacco è un segno di un’assoluta poca trasparenza. Non hanno mai potuto esaminare i documenti delle bollette».
Da Iren, tuttavia, spiegano che sulla palazzina sarebbe stato fatto un allaccio abusivo a una vecchia utenza mai più riattivata. L’azienda sostiene che non risultava che vi fosse nessuno nella palazzina. «I condomini hanno però sempre pagato al proprietario per l’acqua – continua l’avvocato – e quindi valutiamo anche una causa penale per un’eventuale appropriazione indebita».
Andreoli preannuncia quindi l’apertura di un’ulteriore causa per un’altra vicenda, legata sempre alla stessa palazzina. «Ci muoveremo in sede civile – riprende il legale – perché gli affittuari devono pagare esattamente l’importo previsto dal contratto. Aver stabilito una cifra e versarne una che vale oltre il doppio, com’è accaduto, non va bene: è un pagamento in nero. Il consiglio che ho già dato è di pagare l’importo stabilito dal contratto, senza nulla di più». Il legale saluta con piacere il piano di rientro presentato da Iren per il fatto che prevede un rapporto diretto tra l’azienda erogatrice e gli affittuari, evitando il passaggio con la proprietà. Minore è la felicità dei residenti. «Ho sempre pagato per l’acqua – aggiunge Sofia Garrasi, madre di un’affittuaria di via Dalmazia 7 – e adesso dovrò pagare di nuovo? Perché?». Da Iren anticipano che sarà fatto un piano di rientro dell’ordine di 7-8mila euro. Per la società si tratterebbe di meno di quanto non risulta loro versato dal novembre 2014 fino al febbraio 2017. Il mese non è casuale. È stato allora che Iren si sarebbe accorta che l’impianto era stato aperto abusivamente, come sostenuto dalla società, e lo abbiano chiuso dalla strada. A quanto pare, se ne sono accorti dai consumi giudicati anomali, tanto da far pensare a una perdita nell’impianto.
Scoperto che la situazione è diversa, Iren si sarebbe dunque attivata per ottenere un piano di rientro, avviando una trattativa con i condomini. La linea sembra quindi quella di tirare una linea e guardare avanti. A questo punto, sorge spontanea una domanda: quando sarà riattaccata l’utenza dell’acqua? Serviranno tempi tecnici, rispondono da Iren, perché la procedura prevede di riattaccare l’impianto, installare un nuovo contatore e stipulare un contratto con gli affittuari. Nel giro di 36-48 ore, hanno precisato dalla società che eroga l’acqua, tutto dovrebbe essere comunque risolto per il meglio.
Dalla parte dell’azienda garantiscono, inoltre, che sussiste la più ampia volontà per risolvere il problema. Infine, hanno ribadito, la procedura avviata non è stata scelta da loro, ma ricalca l’esistente protocollo d’intesa stipulato per le utenze morose.(g.f.)
L’avvocato cassazionista afferma che i problemi erano iniziati già prima di tre mesi fa. «Il 9 novembre del 2015 ho mandato una prima diffida – riprende Andreoli – che riguardava però l’illuminazione nelle scale. La luce tornò per diverso tempo, poi il problema s’è ripresentato. Riguardava sia la luce nelle scale sia l’acqua. Allora ho mandato una seconda diffida, datata 2 febbraio 2017».
Qual è stato il risultato? Non quello sperato, secondo il racconto del togato. «Le diffide mandate nella sede della G.T. s.r.l., società amministrata da Domenico Grande, proprietario della palazzina, sono tornate indietro – aggiunge l’avvocato – mentre sono state regolarmente ricevute quelle inviate a Cutro (Crotone), all’indirizzo dell’uomo. Mi ha risposto il suo avvocato, il che dimostra che la diffida è stata regolarmente ricevuta. Nella lettera spiegano che hanno avuto varie problematiche e che alcuni inquilini non hanno pagato le utenze. In buona sostanza, la prima diffida è andata bene, la seconda no. Gli ho risposto punto su punto, poi nessuno s’è più fatto sentire».
Nel corso della giornata sono stati vani i tentativi di contattare l’azienda, sia nella sede indicata dall’avvocato modenese sia nella persona del legale che gli rispose a febbraio.
I problemi, come raccontati dall’avvocato Andreoli, non si fermano qui, ma vanno avanti. «I condomini hanno sempre pagato le utenze al proprietario – riprende Andreoli – e hanno sempre richiesto le bollette alla proprietà, che non le ha mai consegnate. Interpretiamo questo segno come una dimostrazione di poca chiarezza e poca trasparenza. Qualcuno di loro ha il sospetto che pagassero anche le utenze della proprietà. L’aver determinato il distacco è un segno di un’assoluta poca trasparenza. Non hanno mai potuto esaminare i documenti delle bollette».
Da Iren, tuttavia, spiegano che sulla palazzina sarebbe stato fatto un allaccio abusivo a una vecchia utenza mai più riattivata. L’azienda sostiene che non risultava che vi fosse nessuno nella palazzina. «I condomini hanno però sempre pagato al proprietario per l’acqua – continua l’avvocato – e quindi valutiamo anche una causa penale per un’eventuale appropriazione indebita».
Andreoli preannuncia quindi l’apertura di un’ulteriore causa per un’altra vicenda, legata sempre alla stessa palazzina. «Ci muoveremo in sede civile – riprende il legale – perché gli affittuari devono pagare esattamente l’importo previsto dal contratto. Aver stabilito una cifra e versarne una che vale oltre il doppio, com’è accaduto, non va bene: è un pagamento in nero. Il consiglio che ho già dato è di pagare l’importo stabilito dal contratto, senza nulla di più». Il legale saluta con piacere il piano di rientro presentato da Iren per il fatto che prevede un rapporto diretto tra l’azienda erogatrice e gli affittuari, evitando il passaggio con la proprietà. Minore è la felicità dei residenti. «Ho sempre pagato per l’acqua – aggiunge Sofia Garrasi, madre di un’affittuaria di via Dalmazia 7 – e adesso dovrò pagare di nuovo? Perché?». Da Iren anticipano che sarà fatto un piano di rientro dell’ordine di 7-8mila euro. Per la società si tratterebbe di meno di quanto non risulta loro versato dal novembre 2014 fino al febbraio 2017. Il mese non è casuale. È stato allora che Iren si sarebbe accorta che l’impianto era stato aperto abusivamente, come sostenuto dalla società, e lo abbiano chiuso dalla strada. A quanto pare, se ne sono accorti dai consumi giudicati anomali, tanto da far pensare a una perdita nell’impianto.
Scoperto che la situazione è diversa, Iren si sarebbe dunque attivata per ottenere un piano di rientro, avviando una trattativa con i condomini. La linea sembra quindi quella di tirare una linea e guardare avanti. A questo punto, sorge spontanea una domanda: quando sarà riattaccata l’utenza dell’acqua? Serviranno tempi tecnici, rispondono da Iren, perché la procedura prevede di riattaccare l’impianto, installare un nuovo contatore e stipulare un contratto con gli affittuari. Nel giro di 36-48 ore, hanno precisato dalla società che eroga l’acqua, tutto dovrebbe essere comunque risolto per il meglio.
Dalla parte dell’azienda garantiscono, inoltre, che sussiste la più ampia volontà per risolvere il problema. Infine, hanno ribadito, la procedura avviata non è stata scelta da loro, ma ricalca l’esistente protocollo d’intesa stipulato per le utenze morose.(g.f.)
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