Reggio Emilia, condominio di via Dalmazia senz’acqua: parla il proprietario
La sua versione: «Allacci abusivi? No, contratti regolari». Intanto Iren è al lavoro
REGGIO EMILIA . Qualcosa si muove in via Dalmazia. Ieri tecnici Iren hanno lavorato sulla rete idrica al civico 7, dove gli affittuari della palazzina lamentano di essere senz’acqua da più di tre mesi. Il giorno prima l’azienda ha confermato di aver smesso l’erogazione dopo aver scoperto quanto considerano un allaccio abusivo a una vecchia utenza non più riattivata. Una versione su cui ha da ridire il proprietario dell’edificio, Domenico Grande.
«Ho presentato loro le bollette che sono riuscito a trovare – spiega l’uomo, originario di Cutro – e ho sempre ribadito che l’acqua era da pagare ai condomini. I contratti sono in essere. Ho bollette recenti del 2015 e del 2016. Stavo chiamando le forze dell'ordine perché non volevo far riattaccare l'acqua, poi mi ha convinto il mio avvocato». Iren sostiene che l’utenza è stata chiusa nel 2014 e mai più riaperta. «Qualcuno deve aver rotto i sigilli e preso l’acqua – aggiunge Grande – ma ripeto che ci sono contratti in essere. Mettono pure le tagliole per attaccarsi alla luce, che resta accesa per settimane, poi il sottoscritto paga. In ogni caso, ho mandato avanti l’avvocato: sono una persona tranquilla, che fa del bene».
«Il mio cliente non ha nessun tipo di responsabilità – fa eco il legale di Grande, l’avvocato Giuseppe Trivolo – e non ha di certo interesse a chiudere l’acqua. Più volte ha invitato i condomini a pagare le bollette per evitare che l’acqua venisse chiusa, da Iren e non da lui. È pacifico che l’acqua la deve pagare l’inquilino. Ero già stato rivestito dell’incarico di procedere con uno sfratto, ma il mio cliente ha detto che gli dispiaceva e abbiamo evitato».
Il legale mostra due fatture di Iren, con scadenza gennaio e marzo 2017, intestate alla società di Grande (G.T. srl). Nella seconda, si legge la specifica: “le precedenti bollette risultano pagate”. C’è anche il pagamento di una bolletta di dicembre. Il proprietario introduce un caso. «Il signore del secondo piano non paga l’affitto da quattro anni – riprende infatti Grande – e per quattro volte gli ho scritto con l’avvocato». Il locatore garantisce che «in quell’appartamento non so quante persone hanno preso la residenza, a mia insaputa. Andrò in Comune a informarmi».
Il Comune sta cercando di risolvere la situazione, spingendo per il ripristino dell’acqua. Tra condomini e proprietà ci sono già due diffide, inviate dall’avvocato Paolo Andreoli, legale di una persona che vive nella palazzina. Trivolo gli ha risposto il 16 febbraio, specificando che «Iren ha accettato la proposta di ripristinare il servizio a fronte del pagamento del 50% del debito complessivo» e invitando l’assistita a versare quanto dovuto. «Nel condominio ci sono contratti regolari – sottolinea il proprietario, sostenuto da due documenti di affitto presentati da Trivolo – perché sono una persona pulita e onesta».
Il locatore denuncia poi diversi casi di mancata pulizia della palazzina e precisa di aver fatto più del dovuto per chi abita negli appartamenti. «Ho cercato una transazione con Enia – conclude Grande – e sono andato a vedere per le bollette insolute. A volte c’è chi le fa sparire dalla buca della palazzina. Quando le trovo, le pago di tasca mia. Non sono tassativamente a Reggio, ma mi muovo per lavoro. Ho detto persino ad alcuni condomini di non pagarmi l’affitto fin quando non avrebbero attaccato l’acqua». (g.f.)
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