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«Corteo matildico già al completo hotel e ristoranti» 

di Giuseppe Boi
«Corteo matildico già al completo hotel e ristoranti» 

Quattro Castella, il Comitato annuncia i numeri dell’evento «Oltre 800 comparse e cento milites nel campo medievale»

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QUATTRO CASTELLA. Tutte le strutture ricettive esaurite. Due aree per ospitare 80 camper già al completo. Oltre 800 comparse che animeranno il villaggio medievale assieme a un centinaio di soldati, tra cui gli 8 cavalieri di Matilde. Il tutto per rievocare la saga di Matilde di Canossa davanti a due-tremila persone che, anche quest’anno, vivranno la rievocazione storica sotto forma di spettacolo teatrale. È tutto pronto per il Corteo matildico di Quattro Castella. Un evento che monopolizzerà la scena del paese reggiano da venerdì 26 a domenica 28 maggio. Tre giorni di tornei, giochi equestri e sbandieratori per ricostruire la reinfeudazione di Matilde di Canossa ad opera di Enrico IV.
«Anche quest’anno continua l’uso della narrazione teatrale per la rievocazione storica», sottolinea Stefano Giuranno, presidente del Comitato matildico. Nell’associazione e in paese sono giorni di lavoro per completare l’organizzazione dell’evento. C’è da allestire l’accampamento storico tra la chiera di Sant’Antonino e il Bianello. Una serie di tende, mense e stalle ai piedi del castello. Ci sono poi da scegliere i protagonisti della saga, che quest’anno vedrà la rievocazione del Bando di Lucca: l’atto del gennaio 1081 con cui il cardinale Anselmo, nipote di papa Alessandro II, tolse a Matilde i poteri pubblici e i territori dell’Italia settentrionale dopo il suo rifiuto di scortare Enrico IV fino a Roma per dare battaglia a Papa Gregorio VII. «La novità di quest’anno sarà proprio quella di ricostruire l’antefatto che ha portato all’umiliazione di Canossa – spiega Giuranno –. Vedremo quindi un dialogo tra Matilde e Anselmo da Lucca interpretato da Pietro Secchi (nato a Livorno nel 1966 ma cresciuto a Gazzano di Villa Minozzo, ndr) che, come Marco Burani, può dirsi ormai un elemento fisso del cast del corteo matildico».
Giuranno non si lascia sfuggire i nomi di chi interpreterà Matilde e Enrico IV, ma sottolinea che «saranno anche questa volta degli attori».
«Come ormai avviene da cinque anni – spiega – abbiamo scelto dei personaggi legati al mondo del teatro e del cinema. Del resto ormai il Corteo matildico è un contenitore culturale che ha lo scopo principale di mettere in scena la reinfeudazione di Matilde. Non intendiamo tornare a veline che leggono un foglietto: è importante che la rievocazione si avvalga di attori professionisti, in modo da riprodurre al meglio i fatti storici». E proprio la fedeltà della rievocazione storica è l’obiettivo del Comitato matildico, associazione costituitasi in Aps (Associazione di promozione sociale) che da due anni ha sostituito il Comune nell’organizzazione dell’evento, sebbene operi in convenzione con l'amministrazione, che conserva la proprietà intellettuale dell'evento. Il Comitato ha peraltro ottenuto l’iscrizione all’Aerrs (associazione Emilia Romagna Rievocazioni Storiche) e sta per ottenere quella alla Figs (Federazione italiana giochi storici).
Tutta una serie di riconoscimenti che portano il Comitato matildico al centro di un progetto che vede la partecipazione delle contrade di Quattro Castella. Ruolo dell’associazione in questi giorni è proprio quella di coinvolgere i contradaioli in modo da far sì che mettano in campo le loro migliori risorse per la riuscita dell’evento. Il tutto nonostante lo “strappo” della Contrada della Corte: «Io sottolineo che al corteo c’è posto per tutti – spiega Giuranno –. Per il resto, preferisco non commentare perché tutta la vicenda è incommentabile. Il nostro ruolo è solo quello di lavorare sulla comunità, con la comunità e per la comunità».
Non a caso il Corteo matildico anche quest’anno farà rima con solidarietà: «Siamo un’associazione senza fini di lucro – sottolinea in conclusione il presidente –. Perciò gli eventuali utili saranno dati in solidarietà. Negli ultimi anni abbiamo donato circa 42mila euro, sia su indicazioni degli attori, sia in base alle necessità del territorio».
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