DIBATTITO SUL TEMA FANTOZZA
In Regione Sassi attacca Costi Coldiretti ribadisce il “no”
Del tema Fantozza si è parlato anche ieri in giunta regionale. Il consigliere Gianluca Sassi (M5S), tramite lo strumento “question time”, ha portato all’attenzione la protesta dei cittadini della...
2 MINUTI DI LETTURA
Del tema Fantozza si è parlato anche ieri in giunta regionale. Il consigliere Gianluca Sassi (M5S), tramite lo strumento “question time”, ha portato all’attenzione la protesta dei cittadini della Bassa, chiedendo di fare un passo indietro.
«La Regione si impegni nella tutela delle coltivazioni agroalimentari, che sono l’eccellenza dei nostri territori, e non della coltivazione di idrocarburi», l’invito di Sassi.
Al consigliere, che ha criticato una “mancanza di trasparenza” da parte della Regione, ha risposto l’assessore alle attività produttive Palma Costi: «Le procedure in materia estrattiva sono condotte nel massimo della partecipazione prevista dalle norme e con particolare attenzione al rapporto con gli enti locali e le popolazioni interessate. Anche in questo caso abbiamo dato disponibilità ai sindaci di fare un incontro in loco al fine di dare le informazioni utili e necessarie: pur limitandosi ad indagini geologiche di superficie, AleAnna non ha ancora completato l’iter autorizzativo da parte dell’organismo ministeriale competente, oltre a necessitare del passaggio obbligatorio dell’avviso di avvio di procedimento ai proprietari dei terreni, che possono accettare o rifiutare». Sulla sicurezza dei cittadini e dei territori rispetto alle attività estrattive Costi ha aggiunto: «La Regione è in prima linea. Abbiamo un sistema di regole condivise che innalzato notevolmente l’asticella della qualità».
«Sinceramente – ha commentato Sassi – non mi risulta ci sia stato tutto questo coinvolgimento, altrimenti non si capirebbe perché si sono costituiti i comitati per chiedere alla Regione di tornare sui suoi passi. Sappiamo che l’azienda in questione non è un ente accademico e quella della Fantozza non è una attività di studio e di ricerca finalizzata alla migliore conoscenza degli aspetti geologici di quel territorio, bensì è strettamente finalizzata all’estrazione di idrocarburi e che questo obiettivo costituisce solo un primo passaggio» .
Anche il presidente di Coldiretti Reggio, Assuero Zampini, è intervenuto tramite una nota stampa: «Se nelle aree della pianura padana è difficile, se non impossibile, ottenere l’autorizzazione per nuovi pozzi ad uso agricolo, anche a causa del rischio di subsidenza (fenomeno di abbassamento del suolo), quali rischio si corrono a seguito di eventuali trivellazione per la ricerca degli idrocarburi? Siamo soddisfatti di aver informato per tempo gli agricoltori, ritenendoli protagonisti della situazione Fantozza. Ci chiediamo, però, come mai non abbiano manifestato dubbi o preoccupazioni anche altri enti coinvolti».
«La Regione si impegni nella tutela delle coltivazioni agroalimentari, che sono l’eccellenza dei nostri territori, e non della coltivazione di idrocarburi», l’invito di Sassi.
Al consigliere, che ha criticato una “mancanza di trasparenza” da parte della Regione, ha risposto l’assessore alle attività produttive Palma Costi: «Le procedure in materia estrattiva sono condotte nel massimo della partecipazione prevista dalle norme e con particolare attenzione al rapporto con gli enti locali e le popolazioni interessate. Anche in questo caso abbiamo dato disponibilità ai sindaci di fare un incontro in loco al fine di dare le informazioni utili e necessarie: pur limitandosi ad indagini geologiche di superficie, AleAnna non ha ancora completato l’iter autorizzativo da parte dell’organismo ministeriale competente, oltre a necessitare del passaggio obbligatorio dell’avviso di avvio di procedimento ai proprietari dei terreni, che possono accettare o rifiutare». Sulla sicurezza dei cittadini e dei territori rispetto alle attività estrattive Costi ha aggiunto: «La Regione è in prima linea. Abbiamo un sistema di regole condivise che innalzato notevolmente l’asticella della qualità».
«Sinceramente – ha commentato Sassi – non mi risulta ci sia stato tutto questo coinvolgimento, altrimenti non si capirebbe perché si sono costituiti i comitati per chiedere alla Regione di tornare sui suoi passi. Sappiamo che l’azienda in questione non è un ente accademico e quella della Fantozza non è una attività di studio e di ricerca finalizzata alla migliore conoscenza degli aspetti geologici di quel territorio, bensì è strettamente finalizzata all’estrazione di idrocarburi e che questo obiettivo costituisce solo un primo passaggio» .
Anche il presidente di Coldiretti Reggio, Assuero Zampini, è intervenuto tramite una nota stampa: «Se nelle aree della pianura padana è difficile, se non impossibile, ottenere l’autorizzazione per nuovi pozzi ad uso agricolo, anche a causa del rischio di subsidenza (fenomeno di abbassamento del suolo), quali rischio si corrono a seguito di eventuali trivellazione per la ricerca degli idrocarburi? Siamo soddisfatti di aver informato per tempo gli agricoltori, ritenendoli protagonisti della situazione Fantozza. Ci chiediamo, però, come mai non abbiano manifestato dubbi o preoccupazioni anche altri enti coinvolti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google