La Regione dice stop ai vitalizi
di Roberto Fontanili
Ottavia Soncini (Pd): «Decisione di buon senso». Silvia Prodi (Mdp) fra gli astenuti
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. La Regione ha approvato ieri la riduzione dei vitalizi erogati agli ex consiglieri ed ex assessori. Una decisione arrivata con il voto favorevole dei gruppi consiliari Pd, Sinistra Italiana e M5S e l’astensione di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e della consigliera di Art 1- Mdp, la reggiana Silvia Prodi.
Si tratta – si sottolinea dalla Regione – di altro passo in avanti per una riduzione dei costi della politica, che arriva dopo l’abolizione del vitalizio per i consiglieri regionali attualmente in carica. Tra le novità più rilevanti introdotte dall’Assemblea legislativa, che porteranno a un milione di risparmio nei prossimi tre anni, l’innalzamento dell’età per ottenere l’assegno, il divieto di cumulo con altri vitalizi e il versamento di un contributo di solidarietà della durata di 36 mesi.
«Complessivamente – sottolinea il presidente Stefano Bonaccini – da inizio mandato, che si è aperto con un taglio netto di 15 milioni di euro, si aggiungeranno i risparmi ottenuti entro la fine della legislatura con la riorganizzazione dell’ente. A partire dal dimezzamento delle direzioni generali che porteranno a un risparmio di 36 milioni di euro». La riforma prevede che i vitalizi siano eliminati e che quindi non vengano percepiti neppure dai consiglieri e dagli assessori in carica e da quelli che saranno eletti in futuro, che non godranno nemmeno del trattamento di fine rapporto. Le novità riguardano l’innalzamento progressivo dell’età per percepire l’assegno (uniformando per i consiglieri che non hanno compiuto 60 anni il trattamento a quello per la pensione di vecchiaia dei dipendenti pubblici), la riduzione dei vitalizi con l’introduzione di un contributo di solidarietà della durata di 36 mesi e il divieto di cumulare il vitalizio con altri istituti analoghi.
Il milione di euro risparmiato, si sottolinea, «sarà prioritariamente destinato per lo sviluppo dell’imprenditorialità, il reinserimento lavorativo e l’inclusione sociale». Una scelta in continuità con la legge regionale del 2015 che ha ridotto l’indennità mensile per i consiglieri, soppresso il fondo per le spese dei Gruppi consiliari e l’eliminazione dell’indennità di fine mandato. Il vice presidente dell’assemblea regionale Ottavia Soncini, a commento della riforma, sottolinea: «La Regione spende circa cinque milioni e mezzo l’anno per i vitalizi, una cifra assolutamente spropositata su cui si doveva intervenire. Sono disposizioni di buon senso, in sintonia con le richieste dei cittadini. Su questi temi si gioca un prezzo della credibilità della politica e da oggi la Regione è un po’ più giusta». (r.f.)
Si tratta – si sottolinea dalla Regione – di altro passo in avanti per una riduzione dei costi della politica, che arriva dopo l’abolizione del vitalizio per i consiglieri regionali attualmente in carica. Tra le novità più rilevanti introdotte dall’Assemblea legislativa, che porteranno a un milione di risparmio nei prossimi tre anni, l’innalzamento dell’età per ottenere l’assegno, il divieto di cumulo con altri vitalizi e il versamento di un contributo di solidarietà della durata di 36 mesi.
«Complessivamente – sottolinea il presidente Stefano Bonaccini – da inizio mandato, che si è aperto con un taglio netto di 15 milioni di euro, si aggiungeranno i risparmi ottenuti entro la fine della legislatura con la riorganizzazione dell’ente. A partire dal dimezzamento delle direzioni generali che porteranno a un risparmio di 36 milioni di euro». La riforma prevede che i vitalizi siano eliminati e che quindi non vengano percepiti neppure dai consiglieri e dagli assessori in carica e da quelli che saranno eletti in futuro, che non godranno nemmeno del trattamento di fine rapporto. Le novità riguardano l’innalzamento progressivo dell’età per percepire l’assegno (uniformando per i consiglieri che non hanno compiuto 60 anni il trattamento a quello per la pensione di vecchiaia dei dipendenti pubblici), la riduzione dei vitalizi con l’introduzione di un contributo di solidarietà della durata di 36 mesi e il divieto di cumulare il vitalizio con altri istituti analoghi.
Il milione di euro risparmiato, si sottolinea, «sarà prioritariamente destinato per lo sviluppo dell’imprenditorialità, il reinserimento lavorativo e l’inclusione sociale». Una scelta in continuità con la legge regionale del 2015 che ha ridotto l’indennità mensile per i consiglieri, soppresso il fondo per le spese dei Gruppi consiliari e l’eliminazione dell’indennità di fine mandato. Il vice presidente dell’assemblea regionale Ottavia Soncini, a commento della riforma, sottolinea: «La Regione spende circa cinque milioni e mezzo l’anno per i vitalizi, una cifra assolutamente spropositata su cui si doveva intervenire. Sono disposizioni di buon senso, in sintonia con le richieste dei cittadini. Su questi temi si gioca un prezzo della credibilità della politica e da oggi la Regione è un po’ più giusta». (r.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
