“Easy’s”, nel mirino altri manifesti in città Ma l’azienda tace
di Gabriele Farina
Dopo l’episodio in via Turri, danneggiati numerosi cartelli in vari luoghi della città. Proseguono le indagini della Digos
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REGGIO EMILIA. Mettiamola così: se fosse stata una campagna pubblicitaria probabilmente avrebbe funzionato a meraviglia.
Una settimana fa è stato segnalato alla Questura il danneggiamento di tre manifesti vicino alla stazione (via Turri) in un modo quantomeno particolare. Irina Shayk, celebre modella di origine musulmana, ex di Cristiano Ronaldo e testimonial di Intimissimi, è stata rivestita di veli islamici come “chador” e “hijab”. Il nome del brand è stato barrato, sopra il logo è apparsa una scritta strana: “Easy’s”. Un termine apparentemente privo di significato (“del semplice”, la traduzione letterale dall’anglosassone), se non fosse per un accostamento sonoro. La parola in inglese si legge “Isis”, come nel mondo occidentale è conosciuto lo Stato islamico. Ecco perché la Procura ha aperto un fascicolo, la Digos sta indagando e il caso potrebbe passare alla Direzione distrettuale antimafia di Bologna, se si riscontrasse l’esistenza di un’eventuale matrice terroristica.
Interpellata sugli episodi, l’azienda risponde con un “no comment” sia sull’episodio sia sui danneggiamenti che si sono susseguiti in città.
Già, perché il cartellone pubblicitario (in formati diversi) è stato preso di mira non soltanto in via Turri, ma anche in altri luoghi. Questa volta, la mano non sembra decisamente la stessa. Non sono state usate tonalità rosso e azzurre e non è apparsa la scritta fantomatica; al contrario, i manifesti sono stati strappati e danneggiati in vario modo.
In via della Costituzione, per esempio, si vedono due strappi frontali. In via XX Settembre è stato divelto il retro di un manifesto “a due facce”. In via Copernico, invece, è stato strappato il lato in basso a sinistra del cartellone pubblicitario. Cambia l’angolo, d’altra parte, in via Rivoluzione d’Ottobre.
A dispetto del nome della strada, la modifica in questo caso appare la meno sovversiva. Quell’angolo in alto a sinistra sollevato lascia pensare a un libro consultato più che a un atto vandalico.
Una settimana fa è stato segnalato alla Questura il danneggiamento di tre manifesti vicino alla stazione (via Turri) in un modo quantomeno particolare. Irina Shayk, celebre modella di origine musulmana, ex di Cristiano Ronaldo e testimonial di Intimissimi, è stata rivestita di veli islamici come “chador” e “hijab”. Il nome del brand è stato barrato, sopra il logo è apparsa una scritta strana: “Easy’s”. Un termine apparentemente privo di significato (“del semplice”, la traduzione letterale dall’anglosassone), se non fosse per un accostamento sonoro. La parola in inglese si legge “Isis”, come nel mondo occidentale è conosciuto lo Stato islamico. Ecco perché la Procura ha aperto un fascicolo, la Digos sta indagando e il caso potrebbe passare alla Direzione distrettuale antimafia di Bologna, se si riscontrasse l’esistenza di un’eventuale matrice terroristica.
Interpellata sugli episodi, l’azienda risponde con un “no comment” sia sull’episodio sia sui danneggiamenti che si sono susseguiti in città.
Già, perché il cartellone pubblicitario (in formati diversi) è stato preso di mira non soltanto in via Turri, ma anche in altri luoghi. Questa volta, la mano non sembra decisamente la stessa. Non sono state usate tonalità rosso e azzurre e non è apparsa la scritta fantomatica; al contrario, i manifesti sono stati strappati e danneggiati in vario modo.
In via della Costituzione, per esempio, si vedono due strappi frontali. In via XX Settembre è stato divelto il retro di un manifesto “a due facce”. In via Copernico, invece, è stato strappato il lato in basso a sinistra del cartellone pubblicitario. Cambia l’angolo, d’altra parte, in via Rivoluzione d’Ottobre.
A dispetto del nome della strada, la modifica in questo caso appare la meno sovversiva. Quell’angolo in alto a sinistra sollevato lascia pensare a un libro consultato più che a un atto vandalico.
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