Gazzetta di Reggio

Reggio

Preoccupante crescita degli infortuni sul lavoro 

di Luciano Salsi

Nel 2016 solo nella nostra provincia si sono riscontrati 14 incidenti mortali In Emilia Romagna soltanto Ferrara fa registrare un’incidenza superiore

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REGGIO EMILIA. L'ennesimo incidente sul lavoro, avvenuto lunedì sera, ripropone il tema angoscioso di questi infortuni, che stanno subendo una preoccupante crescita, dopo la diminuzione registrata negli anni della crisi più acuta. Fortunatamente questa volta l'infortunato, un dipendente del prosciuttificio Ferrarini, se l'è cavata con semplici fratture, ma nell'intero 2016, secondo gli ultimi dati resi noti dall'Inail, si sono contati nella nostra provincia quattordici incidenti mortali (esclusi quelli in itinere), un numero che ci colloca al diciassettesimo posto nella triste graduatoria delle 110 province italiane.
Nel territorio reggiano, infatti, erano occupati tre anni fa 237.131 lavoratori. Quindi l'incidenza dei morti sul lavoro è molto alta, 59 ogni milione di occupati. Siamo in condizioni non molto migliori di quelle che si rilevano nelle regioni centromeridionali, che si distinguono in questa poco lusinghiera classifica, benchè con felici eccezioni. Al primo posto, si colloca Matera, con sette infortuni mortali che corrispondono a un'incidenza di ben 111,5 casi ogni milione di occupati. Seguono, nell'ordine, Ogliastra, Rieti, Campobasso, Caltanissetta, Foggia, Massa-Carrara, Barletta, Ferrara, Nuoro, Enna, Cuneo, Asti, Vicenza, Livorno e Cremona. Milano, invece, è in fondo alla graduatoria, al 105esimo posto. Tutte le province dell'Emilia-Romagna, esclusa Ferrara, hanno un'incidenza inferiore alla nostra. Parma si trova nella 29esima posizione, con dieci infortuni letali corrispondenti a 49,4 casi per milione. Bologna è 36esima con 20 morti (45,2), Modena 63esima con dieci morti (31,8). Il peggioramento della situazione, sotto il profilo della sicurezza e della prevenzione infortunistica nei luoghi di lavoro, è evidenziato dal numerodelle denunce d'infortunio, comprese quelle di media e lieve entità. Nello scorso mese di marzo dalla nostra provincia ne sono state inoltrate all'Inail 999, 114 in più rispetto allo stesso mese del 2016 nello scorso mese di marzo. L'aumento riguarda l'intera regione che ha registrato 7.347 denunce, 1127 in più, di cui cinque con esito mortale. Bologna ne ha prodotte 1623 (più 267), Modena 1310 (più 227), Parma 829 (più 146). Se consideriamo il primo trimestre di quest'anno le cifre si triplicano. L'Inail ha ricevuto dalla nostra provincia 2.956 denunce d'infortunio, 376 in più, e dall'intera Emilia Romagna 21.570, 1.991 in più, di cui 18 (come nel 2016) con esito letale. A livello regionale sono 18.640 gli incidenti avvenuti durante le ore di lavoro, quasi tutti (18.309) senza mezzo di trasporto. Se ne sono contati 2.930 in itinere, cioè durante il viaggio da o per il luogo di lavoro. Anche fra questi infortuni prevalgono quelli accaduti senza mezzo di trasporto, che sono 1644 contro 1286. Il totale di 21.570 infortuni si divide poi fra i 16.851 riguardanti l'industria e i servizi, i 932 dell'agricoltura e i 3.787 della pubblica amministrazione. Non tutti sono avvenuti in Italia. Se ne sono verificati 910 in altri paesi dell'Unione Europea e 3.614 al di fuori della Ue. Tra gli infortunati prevalgono i maschi, 13.384 contro 8.186 femmine. Fra i 14.288 infortuni avvenuti durante le ore di lavoro, se ne individuano 2.764 inerenti le attività manifatturiere. Fra gli altri 5.912 incidenti spiccano i 1006 verificatisi nell'ambito del trasporto e del magazzinaggio, gli 884 del commercio e dell'autoriparazione e gli 821 della sanità.

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