Slitta di un mese la gara per la vendita del Mercatone Uno
I commissari straordinari prorogano i termini al 16 giugno Il punto vendita di Rubiera è un fiore all’occhiello appetibile
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RUBIERA . Slitta di un mese la data ultima per presentare offerte di acquisto per il gruppo Mercatone Uno e la sua vasta rete di negozi, compreso lo storico punto vendita di Rubiera a fianco della via Emilia. Una realtà storica che dal 2015 si trova in amministrazione straordinaria controllata, dopo un periodo di crisi che aveva portato a ritardi nei pagamenti degli stipendi e alla chiusura, in alcuni casi temporanea, di alcune delle tante sedi commerciali presenti. Oltre a denunce per i vertici aziendali del periodo pre-crisi.
Ieri i tre commissari straordinari nominati dal ministero – Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari – hanno deciso di prorogare il termine entro cui fare offerte formali per il bando di gara di acquisizione del gruppo. In un primo momento la scadenza era fissata a mercoledì 17 maggio, ora si passa a venerdì 16 giugno. La scelta è pensata per favorire i potenziali acquirenti, che necessitano di maggior tempo per assemblare i pacchetti di offerta vincolante.
I tre commissari spiegano di aver «ricevuto specifiche istanze, dai vari partecipanti alla gara in corso, di poter disporre di più tempo rispetto a quanto previsto per poter formulare le loro offerte. Al fine di consentire una maggiore partecipazione, i commissari hanno deciso di estendere il termine per la presentazione delle offerte». La decisione è stata comunicata al Ministero dello Sviluppo Economico ed al comitato di sorveglianza.
La notizia potrebbe presentare risvolti positivi per il futuro del gruppo e delle migliaia di dipendenti coinvolti. O almeno per una parte. Il primo bando, andato deserto nel 2016, coinvolgeva obbligatoriamente l’intero gruppo. A inizio 2017 è stata strutturata una gara che prevede diverse opzioni, fra cui l’acquisto del pacchetto completo ma anche quello della singola rete commerciale ancora operativa o di una porzione di essa. La speranza è di ridurre più le pressioni e di far passare negozi e maestranze sotto proprietà solide e radicate, così da abbattere il più possibile la perdita di posti di lavoro.
Il punto vendite rubierese è sempre stato fra i migliori per produttività: è uno dei “fiori all’occhiello” e potrebbe generare diverso interesse. Proprio per il suo valore, non è mai sembrato uno dei negozi a rischio chiusura, anche se le incertezze hanno pesato – e parecchio – anche qui. (adr.ar.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ieri i tre commissari straordinari nominati dal ministero – Stefano Coen, Ermanno Sgaravato e Vincenzo Tassinari – hanno deciso di prorogare il termine entro cui fare offerte formali per il bando di gara di acquisizione del gruppo. In un primo momento la scadenza era fissata a mercoledì 17 maggio, ora si passa a venerdì 16 giugno. La scelta è pensata per favorire i potenziali acquirenti, che necessitano di maggior tempo per assemblare i pacchetti di offerta vincolante.
I tre commissari spiegano di aver «ricevuto specifiche istanze, dai vari partecipanti alla gara in corso, di poter disporre di più tempo rispetto a quanto previsto per poter formulare le loro offerte. Al fine di consentire una maggiore partecipazione, i commissari hanno deciso di estendere il termine per la presentazione delle offerte». La decisione è stata comunicata al Ministero dello Sviluppo Economico ed al comitato di sorveglianza.
La notizia potrebbe presentare risvolti positivi per il futuro del gruppo e delle migliaia di dipendenti coinvolti. O almeno per una parte. Il primo bando, andato deserto nel 2016, coinvolgeva obbligatoriamente l’intero gruppo. A inizio 2017 è stata strutturata una gara che prevede diverse opzioni, fra cui l’acquisto del pacchetto completo ma anche quello della singola rete commerciale ancora operativa o di una porzione di essa. La speranza è di ridurre più le pressioni e di far passare negozi e maestranze sotto proprietà solide e radicate, così da abbattere il più possibile la perdita di posti di lavoro.
Il punto vendite rubierese è sempre stato fra i migliori per produttività: è uno dei “fiori all’occhiello” e potrebbe generare diverso interesse. Proprio per il suo valore, non è mai sembrato uno dei negozi a rischio chiusura, anche se le incertezze hanno pesato – e parecchio – anche qui. (adr.ar.)
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