Tmb, piovono ricorsi sull’impianto che non c’è
di Roberto Fontanili
Il Tar respinge le richieste avanzate dal comitato dei cittadini di Gavassa Tutino: «Questi terreni non diventeranno agricoli, Iren qui può costruire»
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REGGIO EMILIA. Continuano a piovere ricorsi sul Tmb di Gavassa, l’impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti legato alla raccolta differenziata, che però non si farà più. Al suo posto dovrebbe sorgere invece un impianto per la produzione di biometano dalla lavorazione dell’umido, i rifiuti organici, di cui però ancora non si conosce la capacità di produzione né i temi di realizzazione e i costi. Tale impianto è previsto sia nel piano industriale di Iren, sia nel progetto “Reggio Respira” presentato dalla Giunta comunale. L’impianto di Tmb inizialmente ipotizzato - e per cui è stata approvata dai Comuni interessati un’apposita variante urbanistica - è uscito dalla programmazione regionale e la sua realizzazione non è più prevista all’interno del Piano regionale rifiuti. Scelta con cui la Regione di fatto ha assegnato al termovalorizzatore Iren di Uguzzolo di Parma il compito di smaltire i rifiuti prodotti nella nostra provincia. Da tale considerazione è nato (come costola di quello principale) il ricorso presentato al Tar di Parma da una serie di cittadini, dal Comitato di Gavassa e dal Comitato Ambiente e Salute di Reggio, nel quale si chiede di modificare la loro destinazione d’uso e riclassificare come agricoli i terreni destinati a ospitare il Tmb. Un modo per sbarrare il campo a ogni altra possibilità che sull’area sorga un qualsiasi tipo di impianto per lo smaltimento di rifiuti. Realizzato da Iren, “o da terzi a cui l’azienda potrebbe cedere il terreno”, come temono i ricorrenti al Tar. Insomma i cittadini hanno tentato di chiudere definitivamente la vicenda. Ma non sarà così. Il Tar con sentenza pubblicata il 28 marzo ha respinto il ricorso dichiarandolo in parte improcedibile e in parte irricevibile. Ma al di là delle formule giuridiche utilizzate, resta il problema di cosa potrebbe essere realizzato su quel vasto appezzamento di terreno ubicato tra Gavassa e Prato in prossimità dell’Autostrada. Per ora nessun progetto è stato ufficialmente presentato, ma l’idea accarezzata da Iren - su cui sta lavorando - e dallo stesso Comune, è quella di realizzare sull’area un nuovo impianto per produrre biogas. L’ipotesi agita ancora i cittadini che vivono nelle vicinanze, preoccupati da eventuali odori e da l possibile forte aumento di traffico di camion nell’area interessata. Potrebbe trattarsi, dicono da uno dei Comitati ricorsi al Tar, “di un impianto per ottenere biogas dai rifiuti organici, simile a quello che Hera sta ipotizzando di realizzare alle porte di Bologna”. A confermare che Iren guarda in questa direzione è l’assessore all’ Ambiente del Comune Mirko Tutino che, confermata la cancellazione dell’impianto Tmb, aggiunge: “Iren potrebbe realizzare un impianto per la raccolta differenziata di interesse pubblico. L’azienda ha ipotizzato, in accordo con le amministrazioni comunali, un impianto che nel progetto iniziale era il complemento del Tmb. Tale impianto è presente nel Piano industriale di Iren ed è finalizzato alla produzione di biometano da rifiuti organici. La proposta è inserita nel progetto Reggio Respira per la produzione dall’umido di metano che potrebbe essere utilizzato per essere immesso nella rete domestica, per produrre energia e per l’autotrazione per veicoli a biogas”.
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