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Bini verrà ascoltato  dalla Commissione ecomafie su Poiatica 

Bini verrà ascoltato  dalla Commissione ecomafie su Poiatica 

Castelnovo Monti, dopo l’iniziativa del Movimento 5 Stelle il sindaco chiamato a testimoniare: «Vado volentieri»

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CASTELNOVO MONTI. Martedì prossimo, 16 maggio, Enrico Bini sarà ascoltato in audizione dalla Commissione ecomafie. Lo rendono noto Alberto Zolezzi, parlamentare del Movimento 5 Stelle e membro della Commissione ecomafie, e Maria Edera Spadoni, parlamentare del M5S.
«Martedì alle ore 13.45 – spiegano i due parlamentari – la Commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo illecito dei rifiuti-Commissione ecomafie ascolterà in audizione il sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini. Era stato il Movimento 5 Stelle a chiedere la sua audizione nel febbraio 2016 dopo le sue dichiarazioni relative ad appalti, sulla mancata trasparenza in Iren a cui erano seguite le sue dimissioni dalla commissione legalità, e sulla questione della discarica di Poiatica. Ai primi di marzo con l’apertura di una indagine dell’antimafia sulla discarica di Poiatica, avevamo rinnovato la richiesta in quanto la sua testimonianza può essere molto importante per i lavori della Commissione, e Bini si era detto ampiamente disponibile».
Disponibilità che Bini torna a confermare: «Come avevo avuto già occasione di dire, andrò volentieri a portare la mia testimonianza. Gli aspetti che posso conoscere sul tema, del resto, erano già stati inoltrati alla Commissione in quanto, nel febbraio 2016, fui contattato dal presidente, che mi chiese una memoria scritta, che io ho provveduto a fargli avere. Comunque, mi fa piacere dare un ulteriore contributo, se sarà possibile».
In quella memoria scritta Bini aveva ripercorso le proprie perplessità in relazione ad alcuni appalti riguardanti Poiatica, in particolare criticando pubblicamente l’assegnazione per la manutenzione della discarica alla Ramm, impresa veneta il cui titolare è stato poi arrestato nel 2014 in un’inchiesta della procura di Reggio Calabria per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti. Oppure, in precedenza, l’appalto per l’ampliamento del 2002, affidato alla ditta Ciampà, priva di certificato antimafia e poi coinvolta nell’inchiesta sui rifiuti tossici “Black Mountains”. Nel 2016 Bini decise anche di dimettersi dalla Commissione legalità di Iren, lamentando una scarsa attenzione e il mancato coinvolgimento della stessa nell’assegnazione degli appalti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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