Il mondo del volontariato accoglie i richiedenti asilo
Andrea Vaccari
Brescello, iniziativa coordinata dal Comune per inserire i migranti nella comunità Di Matteo: «Non pensiamo solo ai profughi. Aiuti anche alle famiglie italiane»
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BRESCELLO. Sono stati ricevuti in sala Prampolini dai rappresentanti delle istituzioni e del mondo del volontariato che, in modo simbolico, hanno disposto le sedie a semicerchio a rappresentare l’ideale abbraccio che li accoglie in questa loro nuova esperienza. Si tratta di una quindicina di ragazzi richiedenti asilo, provenienti da vari paesi africani e attualmente residenti a Brescello in alcuni appartamenti della Dimora d’Abramo, che nelle prossime settimane saranno inseriti nel mondo del volontariato del paese per farsi conoscere dalla comunità e impiegare attivamente il loro tempo.
I giovani sono stati ricevuti da Giacomo Di Matteo, uno dei commissari prefettizi del Comune che, con l’ausilio di un’interprete, ha illustrato il progetto che mira alla coesione sociale e a far acquisire ai migranti un’esperienza utile ai fini dell’ottenimento dello status di rifugiati. Oltre al Comune e alla Dimora d'Abramo erano rappresentati anche l'Auser (che svolge un ruolo chiave), la parrocchia, la Pro loco, la Protezione civile, lo Spi-Cgil e la Polisportiva.
«Auspichiamo – ha spiegato Di Matteo – che questa esperienza di cittadinanza attiva possa rivelarsi utile sia per i diretti interessati sia per l’intera comunità di Brescello. Riteniamo sia utile per abbattere i pregiudizi e le intolleranze, oltre che per abituare questi giovani a frequentare gli spazi pubblici e a conoscere le persone».
Nei prossimi giorni saranno definiti tempi e modi dell’inserimento dei richiedenti asilo: i primi saranno impegnati nell’Auser poi, anche a seconda delle preferenze, gli altri saranno indirizzati alle altre associazioni.
A proposito dell’Auser, Di Matteo ha sottolineato un aspetto significativo: con l’associazione sarà avviato un progetto parallelo destinato alle famiglie meno abbienti alle quali, in cambio di qualche lavoro di pubblica utilità, sarà assegnato un pacco alimentare (come già avveniva negli anni scorsi). Un’iniziativa per sostenere le famiglie brescellesi e, ha ribadito Di Matteo, per «smontare l’assunto che si pensa solo ai profughi».
In generale, sul territorio brescellese sono presenti al momento 19 richiedenti asilo, mentre 63 profughi sono ospiti in albergo e una famiglia siriana di 7 persone in parrocchia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I giovani sono stati ricevuti da Giacomo Di Matteo, uno dei commissari prefettizi del Comune che, con l’ausilio di un’interprete, ha illustrato il progetto che mira alla coesione sociale e a far acquisire ai migranti un’esperienza utile ai fini dell’ottenimento dello status di rifugiati. Oltre al Comune e alla Dimora d'Abramo erano rappresentati anche l'Auser (che svolge un ruolo chiave), la parrocchia, la Pro loco, la Protezione civile, lo Spi-Cgil e la Polisportiva.
«Auspichiamo – ha spiegato Di Matteo – che questa esperienza di cittadinanza attiva possa rivelarsi utile sia per i diretti interessati sia per l’intera comunità di Brescello. Riteniamo sia utile per abbattere i pregiudizi e le intolleranze, oltre che per abituare questi giovani a frequentare gli spazi pubblici e a conoscere le persone».
Nei prossimi giorni saranno definiti tempi e modi dell’inserimento dei richiedenti asilo: i primi saranno impegnati nell’Auser poi, anche a seconda delle preferenze, gli altri saranno indirizzati alle altre associazioni.
A proposito dell’Auser, Di Matteo ha sottolineato un aspetto significativo: con l’associazione sarà avviato un progetto parallelo destinato alle famiglie meno abbienti alle quali, in cambio di qualche lavoro di pubblica utilità, sarà assegnato un pacco alimentare (come già avveniva negli anni scorsi). Un’iniziativa per sostenere le famiglie brescellesi e, ha ribadito Di Matteo, per «smontare l’assunto che si pensa solo ai profughi».
In generale, sul territorio brescellese sono presenti al momento 19 richiedenti asilo, mentre 63 profughi sono ospiti in albergo e una famiglia siriana di 7 persone in parrocchia.
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