Gazzetta di Reggio

Reggio

Rifiuti usati come compost, a processo il capo di Iren

di Enrico Lorenzo Tidona
Rifiuti usati come compost, a processo il capo di Iren

L’amministratore delegato Massimiliano Bianco rinviato a giudizio a Lecce È accusato di smaltimento illecito di rifiuti durante la precedente carica in Aqp

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA  Smaltimento illecito di rifiuti. È questa l’accusa mossa all’attuale amministratore delegato di Iren, Massimiliano Bianco - in concorso con altri 5 imputati - per fatti risalenti alla sua precedente carica di direttore generale di Acquedotto Pugliese (Aqp). Una municipalizzata di Bari che Bianco lasciò nel dicembre del 2014 per salire poi al vertice di Iren, multiutility partecipata dai comuni reggiani e non coinvolta nel procedimento.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.15329833:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.15329833:1652293370/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

L’indagine è giunta ora al rinvio a giudizio disposto dal gup per Bianco e gli altri ex vertici di Aqp tra i quali Gioacchino Maselli (alla guida dell’azienda fino al 31 dicembre del 2015) e Ivo Monteforte, suo predecessore. Uno strascico giudiziario che ne segue altri relativi e Aqp, tra i quali uno per peculato che ha toccato sempre Bianco nel 2016. In pratica, secondo le accuse mosse dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, i fanghi prodotti dagli impianti di depurazione andavano trattati come rifiuti speciali e non potevano essere utilizzati come compost in agricoltura. Motivo che ha portato gli ex vertici di Acquedotto Pugliese ad essere ora gli imputati nel processo, come disposto dal gup di Lecce, Carlo Cazzella, con il rinvio a giudizio.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.14971745:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2017/03/03/news/premiato-il-capo-di-iren-ma-scatta-un-altro-sciopero-1.14971745]]

La vicenda riguarda contestazioni di qualche anno fa, sfociate poi nel sequestro del 2014 dei fanghi trattati nell’impianto Aseco di Ginosa Marina, controllata proprio da Aqp. Secondo la ricostruzione degli investigatori del Noe di Taranto, i fanghi venivano trasformati da Aseco in compost che veniva poi utilizzato in agricoltura.

L’accusa mossa dalla Dda di Lecce per mano del sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, considera i fanghi rifiuti speciali. In quanto tali non potevano essere trasformati in compost ma dovevano essere smaltiti perché erano presenti anche «elevate concentrazioni di metalli», come riportato dalle analisi portate davanti al gup dalla procura.

Per la municipalizzata, invece, le sostanze presenti nei fanghi sarebbero entro i limiti di legge, come riportato dalla consulenza di parte. Ad esempio, nel 2013, i fanghi sono stati ceduti da Aseco - anche in regalo - a 52 aziende agricole, materiale non conforme alla normativa né idoneo per il giardinaggio e l’agricoltura. Fatti che saranno ora oggetto del processo che inizierà il 5 luglio in tribunale a Taranto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google