Sicam cerca acquirenti Bosch cede il suo gioiello
di Enrico Lorenzo Tidona
Correggio: stabilimento all’avanguardia grazie a investimenti per 20 milioni La multinazionale tiene per sè i progetti ma vende la produzione di attrezzi
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CORREGGIO. Per il gruppo tedesco Bosch i soldi e la finanza non sono un problema. Ecco allora che il disimpegno rispetto allo stabilimento della Sicam di Correggio rientra in un più ampio perimetro di riorganizzazione industriale legata all’automotive che toccherebbe anche la Germania. Sicam è un piccolo gioiellino: conta 150 dipendenti, metà operai e metà tecnici di alto livello, specializzati nella progettazione e produzione di macchine smontagomme, equilibratrici e sistemi di diagnostica. Proprio il settore targato Bosch legato alle autovetture è oggetto di revisione da parte della multinazionale, che controlla l’Italia con una spa da 278 milioni di ricavi nel 2015 e perdite per 43 milioni tra 2014 e 2015. La multinazionale ha da poco concluso una lunga vertenza a Vezzano per l’altra controllata del settore oleodinamico, la Rexroth, per la quale aveva annunciato 130 esuberi addirittura ribaltati dopo la concertazione con 75 nuove assunzioni.
Il caso della Sicam è diverso e per certi versi più complesso. Con 40 milioni di euro di fatturato nel 2015, è tornata in quell’anno in utile (per 800mila euro) dopo alcuni esercizi in perdita, ma forti del massiccio investimento industriale fatto proprio dalla Bosch. Nel 2011 era stato inaugurato il nuovo stabilimento nel quale la multinazionale tedesca - sbarcata nel 2007 a Correggio - aveva investito 20 milioni di euro. Una fiche pesantissima che faceva ben sperare per il futuro della Sicam, per la quale Bosch ha invece annunciato la cessione dell’attività entro 9 mesi.
In questi giorni la Fiom incontrerà nuovamente l’azienda e poi riporterà in assemblea l’analisi del progetto di cessione, facendo partire così il confronto sindacale. Primo obiettivo è la garanzia dell’occupazione, nodo che vede coinvolti anche i contratti a termine. Oltre a Correggio il disimpegno potrebbe toccare anche l’altra controllata dell’automotive, la Beissbarth di Monaco. Altro nodo da sciogliere è il destino di Beka (40 impiegati che progettano cataloghi) e di un altra branca di Bosch (sempre 40 impiegati) collegata alla progettazione, entrambe presenti nello stabilimento di Sicam ma che non sono oggetto di cessione. Inoltre la multinazionale manterrà i diritti sulla progettazione e appalterà il montaggio di alcuni prodotti, cedendo invece per intero la produzione delle attrezzature per auto equilibratori, ponti eccetera. Un bel rebus difficile da sciogliere.
Il caso della Sicam è diverso e per certi versi più complesso. Con 40 milioni di euro di fatturato nel 2015, è tornata in quell’anno in utile (per 800mila euro) dopo alcuni esercizi in perdita, ma forti del massiccio investimento industriale fatto proprio dalla Bosch. Nel 2011 era stato inaugurato il nuovo stabilimento nel quale la multinazionale tedesca - sbarcata nel 2007 a Correggio - aveva investito 20 milioni di euro. Una fiche pesantissima che faceva ben sperare per il futuro della Sicam, per la quale Bosch ha invece annunciato la cessione dell’attività entro 9 mesi.
In questi giorni la Fiom incontrerà nuovamente l’azienda e poi riporterà in assemblea l’analisi del progetto di cessione, facendo partire così il confronto sindacale. Primo obiettivo è la garanzia dell’occupazione, nodo che vede coinvolti anche i contratti a termine. Oltre a Correggio il disimpegno potrebbe toccare anche l’altra controllata dell’automotive, la Beissbarth di Monaco. Altro nodo da sciogliere è il destino di Beka (40 impiegati che progettano cataloghi) e di un altra branca di Bosch (sempre 40 impiegati) collegata alla progettazione, entrambe presenti nello stabilimento di Sicam ma che non sono oggetto di cessione. Inoltre la multinazionale manterrà i diritti sulla progettazione e appalterà il montaggio di alcuni prodotti, cedendo invece per intero la produzione delle attrezzature per auto equilibratori, ponti eccetera. Un bel rebus difficile da sciogliere.
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